ψυχή, cervello e persona: tesi e antitesi

Premessa
Parmenide di Elea espose la sua visione poetica dell’Universo in un’opera divisa in due parti: “La dottrina della verità” e “La dottrina dell’opinione”. Da allora si è discusso molto su queste due “dottrine” di Parmenide. Il punto centrale dei commenti sulla visione dualista e formalmente pluralista di Parmenide è il bisogno di riconoscere la necessità di non univocità nell’uomo. Perché era necessario scindere la sua prospettiva in due vie diverse, che seguono dettami diversi, in due modi contrastanti ? Perché preoccuparsi di una seconda descrizione, che si potrebbe considerare superflua dopo aver descritto la “dottrina delle idee”? Ma il fatto rimane: un solo modo non fu sufficiente. Successivamente a Parmenide, le descrizioni continuano sempre a sdoppiarsi e ciò non è dovuto semplicemente alla tradizione, questa dualità indica una qualche necessità della psiche umana di fornire due versioni sulla natura delle cose.

Platone nel libro IV della Repubblica espone con chiarezza questo bisogno di creare molteplici vie concettuali di fruizione e approccio alla realtà multiforme, manifesta e non, creando la possibilità dell’ascensione dialettica dalla conoscenza dal mondo del materiale a quello razionale. Secondo Platone la conoscenza si divide in due stadi: l’opinione o doxa (δόξα ), divisa in immaginazione o eikasia (εἰκασία) e credenza o pistis (πίστις),e la scienza o episteme (ἐπιστήμη), divisa in ragione discorsiva (διάνοια) e intellezione (νόησις).
Questo impulso formale nel dar forma al contenuto attraverso la descrizione del suo contenitore e attraverso la definizione di un prototipico contenuto non verrà mai abbandonato dai più grandi pensatore della storia. Quando nell’Ottocento una nuova rivoluzione vide la sua prima alba, come forma embrionalmente già completa, un nuovo cammino si definì. Siamo a Lipsia nel 1879 dove Wilhelm Wundt fondò il suo laboratorio. Nacque la Psicologia come disciplina scientifica e accademica. Molti autori daranno i loro contributi a questo indirizzo ampliando così lo spettro di interesse della materia e producendo con il tempo contraddizioni e dualismi.
Jung in “Tipi psicologici” cercò di affrontare questa caratteristica dualità nella storia del pensiero e ci dimostrò che essa deriva dall’atteggiamento psicologico dell’osservatore. La tendenza verso l’una o l’altra delle due possibilità determina nell’osservatore la convinzione che un metodo porti alla “dottrina della verità” e che l’altro sia meno valido e che le descrizioni che ne derivano siano mere “opinioni”.
Anche la distinzione di Freud fra due sistemi del funzionamento mentale rappresenta il suo maggiore contributo teorico. Il binomio Conscio – Inconscio, infatti, diventerà tra i più fortunati e abusati di sempre sia sotto l’aspetto scientifico che sotto l’aspetto più ingenuo.
Lungi dal paragonarci a questi grandi autori, che hanno fornito alcune delle pietre miliari del pensiero delle quali chiunque non può fare a meno, ci approcciamo con rispetto e devozione al mondo dei dualismi.

Metaprogetto
Nella mitologia Greca Psiche è la personificazione del’anima. Oggi come ieri, l’anima è ritenuta la parte vitale e più intima di un essere vivente. Per Psiche invece viene riservato un dominio più materiale e funzionale (funzioni psichiche) che richiamano sia i domini delle funzioni cognitive superiori, sia quelle più inconsce. Inoltre una delle parole più affascinanti nella tradizione greca è proprio Psyché (ψυχή) che indica in modo ambiguo e controverso l’anima, anche se spesso con la parola anima non riusciamo a rendere a pieno il concetto di ampio spettro con cui viene utilizzata al parola ψυχή nella tradizione greca. Il moderno termine psicologia deriva proprio da questo termine unito al termine λόγος (discorso). Rappresenta quindi uno studio su tutto ciò che riguarda l’anima almeno fino al XVI secolo. Durante il XVII assunse il significato di scienza della mente, ma anche questa accezione era destinata a mutare con il tempo.
Concept
Il logo che abbiamo realizzato per rappresentare tutto ciò cerca di rispettare tutte le componenti concettuali che abbiamo messo in mostra. Abbiamo messo al centro l’uomo come composto da tre istanze: ψυχή posto alla base, cervello e quindi fisiologia e cognizione e Persona nella sua totalità e fusione delle due istanze iniziali. La persona inoltre vive delle contraddizioni che riguardano tutte le pulsioni che la animano e quindi il risultato non più essere descritto con regolarità geometrica e rigorosa matematica, è quindi irregolare e fluido come se rappresentasse un continuo scorrere di eventi ed esperienze. Tuttavia ciò che notiamo fin da subito è lo strumento che attraversa tutta la Persona come se fosse una sonda che indaga fin nel profondo. Per rappresentare questa sonda abbiamo scelto lo ψ, simbolo della Psicologia, che è lo strumento di cui non ci serviamo per scoprire, conoscere e indagare senza pregiudizi spostandoci in maniera trasversale il tutti i piani del sapere e in ogni livello della conoscenza. Riprendendo le concettualizzazioni di Platonica memoria sappiamo che la conoscenza si struttura attraverso livelli man mano più “elevati” che partono sempre con l’immaginazione, il cui motore non piò essere altro che la curiosità, per arrivare alla meta irraggiungibile della pura sintesi tra oggetto e soggetto attraverso la facoltà dell’intelletto che io vedrei come empatia pura con mondo e metamondo.
P.S. Il logo contiene un effetto ottico. E’ un’immagine doppia.

Nunzio Langiulli

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