8 buoni motivi per scegliere psicologia clinica

Poco più che maggiorenni ci chiedono di immaginare e pensare al nostro “Sé potenziale”: chi vogliamo diventare? Tre anni più tardi, e nella maggior parte dei casi, il sistema formativo italiano ci propone ancora un quesito molto simile: in quale direzione sviluppare la nostra formazione triennale? Quale magistrale scegliere?

Per lo studente di Scienze e tecniche psicologiche la scelta è tanto più ardua, in virtù della ricchezza e della multisettorialità della psicologia.  Si ritrova, così, a percorrere mentalmente le discipline affrontate nel corso degli studi: psicologia dello sviluppo, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, psicologia fisiologica, psicologia sociale e, infine, psicologia clinica.

Per alcuni è un po’ una visione, un brillio nel cuore, altri, invece, lo sanno fin dall’inizio; altri ancora iniziano a pensarci e l’idea di essere uno psicologo clinico si fa strada nella mente: la scelta diventa semplice.

Per i più indecisi, per chi ancora non ci ha pensato e per chi ancora deve compiere la sua analisi “costi-benefici”, ecco, invece, otto buoni motivi per iscriversi a PSICOLOGIA CLINICA:

  1. Siamo dotati naturalmente/vogliamo sviluppare una forte capacità empatica, pronti a collocare lo stato mentale dell’altro nella nostra mente!
  2. Ci interessa studiare l’eziologia e la fenomenologia dei disturbi psichiatrici: non ci spaventiamo di certo quando ci chiedono di memorizzare il DSM- Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali!
  3. Le nostre abilità nel lavoro d’équipe sono elevate e pensiamo che il confronto con diverse figure professionali non può che accrescere le nostre competenze!
  4. Il mondo della riabilitazione e abilitazione ci affascina e non possiamo fare a meno di immaginare quanto sarebbe stimolante lavorare in questo ambito!
  5. Non siamo ancora stanchi di sentire parlare di attaccamento, insomma: dalla culla alla tomba, lo dice anche Bowlby!
  6. I nostri occhi non si incrociano dinanzi a un foglio excel e lo scoring dati sarà sempre un gioco da ragazzi!
  7. Ci interessa lavorare con il singolo, con le coppie, con gli adolescenti e con le famiglie, non solo curare, ma anche prevenire!
  8. Siamo pronti a immaginare il nostro lavoro anche al di fuori di una stanza con il classico lettino; il lavoro dello psicologo (anche dello psicologo clinico) è differente, infatti, da quello dello psicoterapeuta e coinvolge ambiti spesso lontani dallo stereotipo comune!

Cosa può fare lo psicologo? Qual è la differenza con lo psicoterapeuta? Lo scopriremo nel prossimo articolo, nel frattempo BUONA SCELTA!

Elisabetta Ricciardi

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Elisabetta Ricciardi

Studentessa in psicologia clinica presso l'università degli studi di Bari, neo-laureata in Scienze e tecniche psicologiche. Interessata al teatro e alle poesie.

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