A quali certezze si è disposti a rinunciare per amore?

Il 2 aprile 2015 nelle sale cinematografiche italiane è uscito il nuovo film di e con Michele Placido dal titolo “La scelta”. Il film si ispira al testo teatrale “L’innesto” di Luigi Pirandello, opera del 1919 che ai tempi fece molto scalpore per il tema trattato.
Laura (Ambra Angiolini) da sette anni è sposata con Giorgio (Raul Bova), entrambi desiderano un figlio che purtroppo non arriva, finché un giorno Laura subisce una forte violenza e poco dopo scopre di essere incinta.
Oggi come allora, il tema tocca le nostre sensibilità, ci fa sentire parte di una storia che segue un doppio binario il quale porta lo spettatore a sentirsi a volte dalla parte dell’uomo e a volte da quella della donna, a tratti più vicino a Laura e alla sua scelta, mentre a tratti più vicino a Giorgio e alla sua sofferenza.
La Scelta ci mostra la figura di una donna costantemente disposta ad assumersi con coraggio e determinazione la scelta di diventare madre, una donna che si scontra con il perbenismo della morale comune con un unico obiettivo, quello di diventare madre.
Michele Placido ha definito il suo film un “thriller sentimentale”, che si interroga su diversi aspetti:
Quanto è importante il legame biologico col proprio figlio? Può un grande amore reggere di fronte ad esperienze così drammatiche? Può un dolore così devastante avvicinare invece che dividere una coppia?
I due protagonisti dovranno far tesoro di tutto il loro amore per trasformare quell’esperienza in un rafforzamento del sentimento che li unisce, dovranno affrontare con grande coraggio e forza ogni paura e fare alla fine una scelta. Una scelta non facile, determinata dalla sicurezza e dalla consapevolezza di lei, dalla paura e dall’umiliazione di lui, e dallo sfondo di un mondo e di una cultura ancora oggi bigotta di fronte a tali realtà.
Nelle prime immagini del film infatti, Laura racconta: “Sedute accanto a me c’erano due donne e una diceva all’altra che una donna dopo tanto tempo se non ha figli si guasta e anche l’uomo si guasta.”
Come vive quindi una coppia che non ha figli ma li desidera, ma soprattutto come vive la sua sessualità?
La storia appare molto significativa in un’epoca come la nostra, in cui la maternità spesso viene programmata, non solo una volta, ma più volte, a tal punto da poter parlare di accanimento terapeutico. Ma cosa spinge due coniugi oggi alla ricerca a tutti i costi di un figlio? L’amore per se stessi o l’amore per una nuova creatura? Possiamo considerarci egoisti o davvero desiderosi di mettere al mondo un figlio?
La Scelta ha un tono difficile da sostenere, quello delle difficoltà comunicative e dei personaggi che non vogliono parlarsi, mantengono lunghi silenzi, scappano o si rifiutano di spiegare le motivazioni dei loro gesti. Sembra questo uno dei motivi che ha permesso la nascita di alcune critiche, in quanto non sempre un film pieno di silenzi, sguardi e musiche che dirigono la scena, risulta apprezzato dal pubblico. Difficilmente comprendiamo i silenzi, raramente interpretiamo un’intesa di sguardi o una colonna sonora che ci racconta i dolori e le paure dei personaggi.
La coppia di Laura e Giorgio si presenta come una coppia diversa da quelle di oggi, una coppia che raramente tende all’aggressione e alla pretesa di essere ascoltati e capiti; ma ascolta i silenzi, osserva gli sguardi e si sussurra negli orecchi.
Laura dimostra il suo amore per Giorgio con queste parole: “Tu non ti ricordi dell’amore, io sono sempre stata solo tua, ho sempre pensato a te, a noi.”
Nonostante il grande amore che Placido ci presenta, quella della maternità è una visione che ci pietrifica, che ci lascia senza parole, è la visione di una donna che durante l’atto stesso dell’aborto decide di tirarsi indietro con il cuore a pezzi e gli occhi pieni di dolore; è il volto di una donna che ha maturato sin da subito la consapevolezza di voler diventare madre a tutti costi, ma che ha cercato disperatamente di soffocare questa consapevolezza per amore del marito. Nonostante i suoi sforzi l’amore per il figlio già in grembo si è dimostrato in lei così forte, tanto da rischiar di perdere l’amore del marito, un marito che accetta solo alla fine un figlio che non avrà mai i suoi occhi, il suo sorriso, il suo sguardo. La Scelta è un film che ti lascia senza parole perché terribile è questa visione di maternità nella quale la violenza si cancella in nome della vita.

Daniela Zinfollino

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Autori Freelance

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