Analisi del testo

Prova di Italiano
Traccia A: Analisi del testo
Caparezza, Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche), in Le dimensioni del mio caos.
Edizione: Caparezza, Le dimensioni del mio caos, a cura di Virgin Records, Carlo Ubaldo Rossi.
Tramite una vera e propria opera di denuncia, arricchita da riferimenti cinematografici, Caparezza descrive in maniera semplice e diretta, quasi teatrale, una condizione tipica ed attuale: la condizione dell’operaio.
Uno dei termini con cui gli studenti di psicologia familiarizzano fin dai primi anni di studio, soprattutto

tramite la psicologia del lavoro, è il burnout, anche detta Sindrome da burnout. Inizialmente è caratteristica delle professioni d’aiuto come infermieri, psicologi, preti, che vivono di solito una condizione di stress sostanzialmente duplice: quella personale e quella della persona aiutata; solo in un secondo momento la condizione è stata estesa a qualunque profilo lavorativo.
La condizione di burnout rappresenta in senso stretto uno stato d’animo intriso di insoddisfazione, delusione ed irritazione che nasce sostanzialmente sul posto di lavoro e che arriva a coinvolgere qualsiasi ambito della vita quotidiana e personale rendendo il soggetto in questione logorato dal punto di vista emotivo.
Caparezza sceglie di rappresentare la condizione di burnout in questo significativo testo, in cui l’eroico protagonista è Luigi Delle Bicocche.

Dipinto in prima persona, Luigi è un lavoratore stremato, che trova malauguratamente rifugio in uno dei sentieri più cupi che caratterizzano i giorni nostri: il gioco d’azzardo patologico, inquadrato all’interno del DSM V come “Disturbo da gioco d’azzardo”. Vengono narrati vecchi desideri di quest’eroe che sognava di cavalcare un chopper come l’attore di Easy Rider e che si ritrova nella realtà a trascorrere le notti “in un bar karaoke tentato da un videopoker” che gli ruba tutto, anche l’anima.
Stress lavorativo e dipendenza da gioco d’azzardo non possono che darsi la mano.
La denominazione di disturbo colpisce e spaventa: vi sono “indizi”, denominati precisamente “sintomi” che rimandano indiscutibilmente ad una malattia mentale paragonabile a qualsiasi altro disturbo più conosciuto come la depressione o la schizofrenia.
La dimensione del gioco divora voracemente la vita quotidiana del soggetto, che sottrae tempo prezioso a ciò e a chi contava una volta.
Il gioco è sfogo delle proprie ansie; tenta di ridurre drasticamente la quantità di pensieri e tempo dedicata ai propri problemi. Non riesce a vedere limiti nell’investimento di denaro ed energia, pur provandoci, fallisce: torna sempre più spesso dinanzi a quel videopoker, e più perde e più torna lì. Torna con più soldi del giorno precedente, con aria di sfida nei confronti della sorte (e di se stesso), cerca di superarsi. Davanti ad una vittoria, di solito decisa e comandata dalla stessa macchina che “vuole il suo sangue”, prova un senso di onnipotenza ed eccitazione.
La compulsività e la perdita del senso di controllo prendono il sopravvento su qualunque razionalità.
Fortunatamente quello di Caparezza (e quindi quello di Luigi) è un grido di vittoria: il gioco non porta allo sfinimento Luigi Delle Bicocche. L’eroe dei giorni nostri ha una capacità di resilienza al di sopra di ogni confine: ha super poteri che quotidianamente lo spingono a pensare ai propri figli, che non vuole uccidere durante un impeto di follia.
A fare da sfondo ad un testo rappresentativo e profondo, Caparezza non può che sfoderare un asso nella manica: un video musicale in cui il protagonista è egli stesso, con un cappio al collo, metafora del lavoro.
E forse è proprio Caparezza l’eroe moderno che con una visione critica e pungente, lascia intravedere una via di salvezza: la forza dell’uomo, la voglia di “uscire dal tunnel”.
 

 

Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere
Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere
Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere 
 
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Stefania De Fiore

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, studentessa di Psicologia Clinica. Continua voglia di scoprire ed imparare, costantemente alla ricerca di confronti con le persone, grande fonte di ispirazione.