Dicotometica#6 -Batman/Joker: ordine vs caos.

“Se introduci un po’ di anarchia… se stravolgi l’ordine prestabilito… tutto diventa improvvisamente caos. Io sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? E’ equo!” Con queste parole , il duo composto dai fratelli Jonathan e Christopher Nolan, da vita ad uno dei personaggi più affascinanti e controversi della storia dei cine-comics: the Joker. Nel secondo episodio della trilogia del Cavaliere oscuro, questa sorta di clown apparentemente da strapazzo, viene dipinto e innalzato a livello retorico quale portatore visionario e metaforico del caos.
Con il suo look stravagante, i suoi modi di fare balbettanti e apparentemente insicuri e confusi, è il perfetto antagonista di Batman, quel supereroe dai toni e dal costume sobrio, quasi elegante, dominato dai principi dell’equilibrio e del silenzio. Sullo sfondo di una città macabra e ‘gomorresca’ come Gotham, la loro rivalità, il loro essere agli antipodi (2 facce di una stessa medaglia), tiene banco per tutta la durata del film. I due personaggi si compensano, si completano sotto ogni aspetto.
Ogni singola azione del Joker sembra non avere logica, pare non stare in terra, non è umana. Stupisce chiunque (in senso negativo), è un pazzo e un folle da qualunque prospettiva lo si guardi. Gente di strada, delinquenti, gente dell’altà società…nessuno riesce a fornire un buon giudizio, uno che sia razionale su di lui. Vuole il caos (così lui dice), ma anche quest’ultimo spesso è legato a leggi deterministiche…semplicemente non siamo in grado di comprenderlo, di leggere dentro quello stesso caos così innaturale e privo di senso. Forse nemmeno lui se ne rende conto, ma tutto sommato si accontenta di lasciare un messaggio, è quello il suo obiettivo. Non poteva che essere l’antagonista giurato di Batman, ma qui la storia è diversa. Joker non vuole eliminare Batman, non è il tipico cattivo con deliri di onnipotenza sul globo terrestre. Dei soldi, dell’oggetto simbolo di potere e status per antonomasia, non se ne fa niente (da fuoco ad una montagna di soldi dinanzi all’incredulità generale dei suoi scagnozzi). Lui usa Batman, ci gioca il più a lungo possibile affinché il suo messaggio arrivi forte e chiaro, l’intera sceneggiatura segue la sua logica, i suoi ideali utopici. Ha un oggetto tra le sue mani, uno molto potente, un’arma che si chiama Harvey Dent. Procuratore distrettuale, con un grande e forte senso di giustizia, proprio come Batman, ma più malleabile a livello psicologico, diviene il vero e proprio burattino di Joker. Dent rappresenta la linea di confine, il personaggio che media tra le 2 polarità di ordine e caos. Dall’ordine al caos, dall’incorruttibilità al lato oscuro, da Batman a Joker…Due Facce è la sintesi, Due Facce è il risultato della debolezza umana dinanzi al caos, del bisogno di ordine come nascondiglio dal mondo che fa paura. L’ordine diviene un meccanismo di difesa dall’oscurità, da ciò che non si può vedere e prevedere. Il caos non è più un male, ma non lo concepiamo, è una costruzione della realtà che non ci spetta ancora. Anche Batman lo sa, sa che a volte, per il bene comune, è meglio sacrificare la verità all’ordine, perché la verità spesso può essere caos. E quello, si sa, è uguale per tutti.
To be continued… 

Aulo Agerio

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Marco Angelillo

Marco Angelillo

Dottore in Scienze e tecniche psicologiche, attualmente studente magistrale in Psicologia Clinica. Con un'innata vocazione per la nullafacenza, lotto e sgobbo affinchè mi sia un giorno riconosciuta. Amo la settima arte, la musica, e me stesso.