Benessere psicologico e competenze professionali dello psicologo: un dialogo silenzioso

Cos’è il benessere psicologico? Quali sono le competenze di uno psicologo nel colloquio e assestment? Le risposte a questi quesiti sono state discusse dal team di Psychondesk.

 

Il benessere psicologico è quello stato nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali per rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne e ai conflitti interni (OMS).

 

Quali sono i fattori più importanti per raggiungerlo? Ecco il modello teorico proposto da Carol Ryff nel 1989:

 

  • Autonomia: autodeterminazione, abilità di resistere alle pressioni sociali, essere indipendenti nelle proprie scelte;
  • Accettazione di sé: atteggiamento positivo verso le esperienze passate, conoscere sé stessi e accettare ogni aspetto di sé, positivo o negativo;
  • Relazioni positive con gli altri: possibilità e capacità di sviluppare legami solidi e positivi con chi ci sta intorno, con la nostra rete di amici o con la nostra rete familiare;
  • Crescita personale: bisogno di continuare a crescere, di espandere le proprie prospettive e intraprendere nuove esperienze, sentire di aver realizzato al massimo il proprio potenziale con l’intenzione di continuare a migliorare sempre;
  • Padronanza ambientale: senso di padronanza e competenza nella gestione dell’ambiente, abilità di scegliere o creare contesti favorevoli ai bisogni e valori personali;
  • Scopo nella vita: avere scopi nella propria vita, obiettivi da raggiungere che siano il più concreti possibile;

 

Il benessere psicologico è da intendersi come una dimensione dinamica e non statica, i cui equilibri possono essere facilmente compromessi. Ed è passando per l’esperienza di chi è stato paziente che possiamo comprendere quanto sia importante il benessere psicologico e quanto sia importante alimentarlo.

 

Una nostra collega (studentessa magistrale in Psicologia Clinica) e Paola De Frenza (studentessa in Comunicazione Linguistica), entrambe autrici del nostro blog, ci hanno presentato la loro esperienza psicoterapeutica nel corso del seminario “L’importanza del benessere psicologico”, organizzato da Psychondesk – La Psiche tra Scienza e Cultura, il 27 Ottobre 2016, presso l’Università degli studi di Bari. Il loro è un percorso intrapreso non e non solo per la presenza di patologie conclamate, piuttosto, hanno avvertito il bisogno di essere guidate e contenute in quello specifico momento della loro vita.

“Quando è il caso di rivolgersi a uno psicologo?” “Non c’è un momento preciso” – risponde la nostra Paola.

 

È bene precisare che la necessità di rivolgersi a un professionista, in questo caso, non dipende né dalla gravità oggettiva del problema, tanto meno dal tipo di problema. Qualsiasi evento può avere un forte impatto sulla nostra vita, è, infatti, l’interpretazione che ne diamo a determinarne una valenza negativa o positiva. Ogni evento avrà per noi un significato soggettivo, non opinabile e personale, spesso anche inconsapevole.

Chi troveremo al di là del nostro mondo soggettivo? Chi sarà l’interlocutore privilegiato e che qualità, ma soprattutto competenze, potrà avere lo psicologo al quale ci rivolgeremo?
Nel corso del seminario organizzato da Psychondesk è stato possibile esplorare quelle che dovrebbero essere le più importanti competenze professionali di uno psicologo nel colloquio e nell’assessment, grazie all’intervento del Prof. Andrea Bosco e della Dott.ssa Giuseppina Spano.
Uno degli aspetti che coinvolgono la vita professionale è sicuramente la necessità di controllare le proprie emozioni. Agli psicologi, dunque, come sostenuto dal Prof. Bosco, è richiesta una competenza tecnica mediata da una forte componente relazionale.

L’ascolto empatico e la presenza emotiva diventano dimensioni importanti del colloquio, elementi chiave per accedere ai livelli emozionali del nostro interlocutore-paziente. Lo psicologo dovrà esaminare le proprie risonanze, definite come intersezioni di elementi comuni a diversi individui o sistemi umani (Elkaim, 1996), che gli permettono di cogliere una costruzione o realtà comune con il suo interlocutore.
Si crea, così, un contesto favorevole al benessere psicologico del cliente, grazie al ruolo strategico dello psicologo, il quale è impegnato nel creare un dialogo anche silenzioso, fatto anche di comportamenti non verbali: una modalità di comunicazione meno controllabile e più spontanea.
Le competenze e abilità sopracitate non sono sempre innate, e dovranno, quindi, essere costruite e coltivate, ed è per questo che vi lasciamo mostrandovi il “simulatore di vecchiaia”, presentatoci dalla Dott.ssa Spano nel corso del seminario: uno strumento utile alla formazione e all’aggiornamento del personale di cura e assistenza (http://www.simulatore-di-vecchiaia.com/).

Bibliografia

  • Elkaim, M. (1996). Dall’autoreferenzialità alle aggregazioni. Andolfi M, Angelo C., De Nichilo M.(a cura di), Sentimenti e Sistemi, Raffaello Cortina, Milano.
  • Ryff, C. D. (1989). Happiness Is Everything, or Is It? Explorations on the Meaning of Psychological Well-Being. Journal of Personality and Social Psychology, 57(6), 1069-1081.
  • Ryff, C. D. (2013). Psychological well-being revisited: Advances in the science and practice of eudaimonia. Psychotherapy and psychosomatics, 83(1), 10-28.

 

Elisabetta Ricciardi

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Elisabetta Ricciardi

Studentessa in psicologia clinica presso l'università degli studi di Bari, neo-laureata in Scienze e tecniche psicologiche. Interessata al teatro e alle poesie.