Chi è il padre della Psicologia?

Un breve viaggio alla scoperta delle oscure radici di una scienza moderna

padre della psicologia

Come tramandato dagli insegnanti di storia, bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro. Quella frase, spesso apparentemente retorica, ha un profondo significato e, con un breve excursus storico sulle radici della psicologia, cercheremo di dimostrarlo.

 

La mia ipotesi è che se provassimo a domandare a un gruppo di persone estratto casualmente dalla popolazione “chi è il padre della Psicologia?” un numero significativo di soggetti risponderebbe “Freud”. Si tratta della risposta corretta?

 

Sigismund Freud, noto ai più come Sigmund Freud, è stato un neurologo e psicoanalista austriaco, nato nel 1856 a Freiber, fondatore della psicanalisi. Questo termine compare per la prima volta 1896: per Freud la psiche contiene un “inconscio” fatto di sessualità e libido, censura e difesa, rimozione, spostamento e proiezione, compromesso sintomatico e falso nesso (Treccani, Sigmund Freud).

 

La domanda che il lettore si dovrebbe porre, a questo punto, è: che rapporto sussiste tra psicologia e psicanalisi? La psicanalisi ha davvero posto i fondamenti per la nascita della psicologia?

 

La psicologia è definita da Treccani come la scienza che studia i processi psichici, coscienti e inconsci, cognitivi (percezione, attenzione, memoria, linguaggio, pensiero ecc.) e dinamici (emozioni, motivazioni, personalità ecc.).

 

La psicologia è, dunque, in primis, una scienza, eppure Freud, nei suoi lavori, non si è posto il problema del metodo e dell’indagine scientifica.

 

In realtà, circa vent’anni prima della comparsa del termine psicanalisi, Wilhelm Wundt fondò il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia (1879). Wundt è riconosciuto dalla comunità internazionale come il fondatore della psicologia scientifica, essendosi occupato sia della questione metodologica sia di quella teorica (Treccani, Wilhelm Wundt).

 

Wundt auspicò l’adozione di due sistemi di analisi nella ricerca psicologica: la “psicologia fisiologica”, intesa come lo studio dell’esperienza immediata tramite metodologie sperimentali, e la Völkerpsychologie, ossia lo studio delle “funzioni psicologiche superiori” tramite metodi delle scienze descrittive come l’etnografia, il folclore e la linguistica. Le idee di Wundt sono state a lungo oggetto del dibattito all’interno della comunità scientifica e ancora oggi la ricerca in psicologia segue i due orientamenti ipotizzati da Wundt, seppure con una crescente propensione per la metodologia sperimentale.

 

Vent’anni prima che Freud iniziasse l’attività d’interpretazione dei sogni dei suoi pazienti (Freud, 2014), sperimentasse le tecniche dell’ipnosi e dell’associazione libera, Wundt svolgeva nel suo laboratorio  ricerche sui processi sensoriali, visione in specie, determinazione di soglie percettive, studi sull’associazione e sulla cronometria, ossia ricerche sui tempi di reazione al fine d’individuare la durata dei singoli processi psichici, come discriminazione, decisione (Treccani, Wundt).

 

In questo breve post, partendo dalla semplice domanda “Chi è il padre della psicologia”, è stato possibile smascherare un bias diffuso in maniera virale tra i non addetti ai lavori: psicologia e psicanalisi sono spesso considerati termini sovrapponibili e interscambiabili, ed è, dunque, necessario scavare nelle radici della psicologia per comprenderne le profonde differenze.

 

Fonti:

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Francesca Amenduni ©

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Francesca Amenduni

Francesca Amenduni

Classe 92, laureanda in "Formazione e Gestione delle Risorse Umane". Gli ambiti di interesse professionale e di ricerca riguardano: identità, gruppo e comunità; informal learning; uso delle nuove tecnologie per la Gestione delle Risorse Umane. La scrittura online è lo strumento che utilizza per diffondere conoscenza specialistica e destrutturare lo stereotipo della psicologia da talk show.