ciao Oliver!

Oliver Sacks, famoso neurologo e scrittore britannico, si è spento oggi a New York all’età di 82 anni. Sacks era affetto da cancro al fegato, ormai entrato nella sua fase terminale. Tra i suoi libri più famosi ricordiamo Risvegli, del 1973, e L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, uscito nel 1985. Il suo contributo alla ricerca e al progresso in ambito medico-neurologico ha costituito una pietra miliare per tutte le scienze che indagano il comportamento umano su base neurobiologica.
Sacks, come medico e scrittore, ha avuto il grande merito di “raccontare” i suoi pazienti coinvolgendo il lettore nelle loro storie personali, quasi fossero tasselli di un romanzo fatto di storie profondamente umane, profonde, in cui la malattia mentale accompagna l’individuo nella quotidianità della sua esistenza trascinando il lettore verso la persona, più che verso il solo paziente. Per queste ragioni, Sacks è molto più di un medico. Lui stesso afferma:
«Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia»
A noi piace ricordarlo come uno scienziato eccellente, un medico umano, un sensibile scrittore del comportamento umano e della malattia come condizione da lui riscattata e continuamente scandagliata nella stravagante tragicità che la caratterizza. A noi piace ricordalo come un delicato osservatore dell’uomo e dell’umanità, nel suo rivoluzionario approccio incentrato sulla persona, mai sradicata e analizzata al microscopio, sempre osservata nel suo ambiente privato e quotidiano.
Lo scorso febbraio, dopo aver appreso di
essere ormai vicino alla morte, Sacks ha affermato:
«Non riesco a fingere di non avere paura, ma il sentimento predominante è la gratitudine: sono stato un essere senziente su questo splendido pianeta, e ciò è stato un privilegio e un’avventura»
Il privilegio è stato il nostro, il grande privilegio di aver condiviso un’epoca con un grande studioso e poeta dell’uomo e della condizione, squisitamente umana, di malattia.
Grazie, Oliver Sacks.
Antonella Splinelli

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Antonella Spinelli

Antonella Spinelli

Studentessa magistrale in Psicologia Clinica. La formazione classica mi orienta verso l'espressione artistica e mi anima di un forte interesse per la ricerca scientifica. La curiosità, è lei a motivare i miei studi, prim'ancora dell' indiscusso orientamento al caregiving e alla promozione del benessere.