Cos’è la biblioterapia?

Proviene dall’America e dall’Inghilterra un nuovo approccio psicologico e psicoterapeutico, volto alla promozione del benessere. Si tratta della biblioterapia, ovvero l’utilizzo della lettura come mezzo per ottenere effetti positivi sugli individui, sia in ambito psicoterapeutico che psicoeducazionale.

 

Già Aristotele credeva che la letteratura potesse avere un’influenza positiva e curativa sulle persone, e i romani evidenziarono come potesse esserci un legame tra medicina e lettura, ma è stato solo nel 1937 che Menninger iniziò a parlare di libro-terapia nella cura delle malattie mentali.

 

Con il termine biblioterapia s’intende l’utilizzo di testi letterari, quali romanzi, ma anche saggi, come mezzo per promuovere il benessere psicologico, sociale, culturale, per ampliare la consapevolezza; ma anche come strumento di autoaiuto attraverso cui assimilare conoscenze per far fronte a situazioni di disagio psicologico, sociale ecc. La biblioterapia può essere intesa in due accezioni:

 

  • Lettura di testi scelti, come romanzi, poesie, racconti, pezzi di teatro, all’interno di un contesto psicoterapeutico; la lettura, in questo caso, è un “compito a casa”, una tecnica integrativa del percorso psicoterapeutico, e viene utilizzata per aiutare l’elaborazione di contenuti cognitivi, emozionali, e per sviluppare risorse e abilità empatiche;
  • Lettura di testi di autoaiuto, in un’ottica psicoeducazionale, di crescita e formazione del singolo o del gruppo.

 

La biblioterapia è considerabile in linea al concetto di salute, quindi come approccio volto alla promozione del benessere. Essa è nata nel ‘900 negli USA, ma è molto diffusa anche in Inghilterra e in altri paesi europei, mentre in Italia è stata introdotta da pochissimo tempo ed è poco conosciuta. La psicoterapeuta Barbara Rossi descrive la biblioterapia come uno strumento di problem solving, terapeutico, per confrontare le esperienze ma, soprattutto, volto alla crescita personale (Rossi, 2009).

 

Cos’è la biblioterapia 2

 

Molti sono gli studi che hanno mostrato gli effetti positivi e curativi della biblioterapia, ma quando può essere efficace?

 

La biblioterapia è stata spesso usata in presenza di disturbi d’ansia, e di lieve o media depressione, ma ha trovato applicazione anche in caso di disturbi del comportamento alimentare, disturbi di personalità e altre patologie psichiatriche e disagi psichici: in questi casi l’impiego della biblioterapia si è mostrato utile e dagli effetti positivi non solo sugli utenti, ma anche sugli operatori coinvolti nell’iniziativa. La lettura può essere utile, quindi, per dare sollievo ed effetti positivi in caso di disturbi poco gravi, ma anche in situazioni e momenti particolarmente difficili da superare come quando si perde un lavoro, finisce un amore, o si ha un lutto in famiglia. Un articolo di Science sembra mostrare come chi legge impari a comprendere meglio il prossimo, allenando la propria capacità di mettersi nei panni degli altri (Kidd, Castano, 2013).

 

Nell’ambito della psicoterapia, la lettura di romanzi e testi con specifici contenuti vengono prescritti dallo psicoterapeuta per promuovere una crescita cognitiva e socio-affettiva in linea con il disagio della persona e con il trattamento. Tramite la stimolazione della riflessione, della conoscenza, vengono approfonditi i contenuti emersi precedentemente in terapia. Il libro diventa un “luogo” condiviso sia dal terapeuta sia dal paziente, un terreno comune utile all’intero programma terapeutico.

 

L’obiettivo di questo tipo di approccio alla bibliografia è volto allo sviluppo dell’empowerment, di risorse e life skills, capacità di adattamento, coping, autoefficacia, autostima, assertività, comunicazione. Più in generale, un romanzo e una lettura possono portare l’individuo a riflettere su se stesso, a riconoscersi nei protagonisti, nelle situazioni, nelle emozioni, e iniziare quindi un processo interno di elaborazione di senso.

 

Mentre, quando si parla di autocura e autoaiuto, il libro scritto da professionisti diventa un supporto a un momento o a un disagio specifico: questo approccio può essere molto utile nell’aiutare non solo le persone sofferenti, ma anche i familiari, favorendo partecipazione, collaborazione e cooperazione.

 

“L’esperienza concreta del senso ha una vera dimensione motrice, e non soltanto intellettuale. ‘Guardando’ fare o pensare dei personaggi, noi abbozziamo in effetti dei gesti o degli pseudo-gesti; […] la comprensione non è inerte, consiste per l’appunto nell’attivare in noi delle ‘simulazioni’ gestuali […]”

 

È ciò che afferma Marielle Macé (2011), e a sostegno delle sue asserzioni e della dimensione dinamica della lettura ha condotto vari studi intorno ai “neuroni-specchio”. L’ipotesi che avanza è quella secondo cui la lettura che descrive un comportamento, un movimento motorio, attivi gli stessi stati mentali del compiere realmente quel comportamento o movimento: quindi, leggere di qualcosa sarebbe, a livello mentale, uguale al simularla. Questa ipotesi presume, quindi, che la lettura abbia una valenza più attiva di quanto si possa pensare, e questo sarebbe particolarmente vero in caso di lettura ad alta voce.

 

La biblioterapia, soprattutto in Italia, è ancora territorio poco esplorato, ma una cosa è certa: si tratta di un approccio dalla vasta applicazione, facilmente ricostituibile al filone dell’arteterapia e sicuramente pieno di potenziale per portare avanti uno dei principali propositi di psicologi, psicoterapeuti ed esperti della mente umana: promuovere il benessere e la conoscenza di sé.

 

Riferimenti bibliografici

  • Kidd, C.D., Castano, E., 2013, Reading Literary Fiction Improves Theory of Mind, “Science”, vol. 342, pp. 377-380.
  • Macé, M., 2011, Façons de lire, manières d’être, Paris, Gallimard, «NRF Essais», 288 p.
  • Menninger, W.C., 1937, Bulletin of the Menninger Clinic; Topeka, Kan. Vol. 1, Iss. 8, p. 263.
  • Rossi, B., 2009, Biblioterapia, La meridiana, Bari.

 

Sitografia

 

Sabrina Guaragno

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Sabrina Guaragno

Sabrina Guaragno

Dottoressa in scienze e tecniche psicologiche, editor e book-blogger a tempo perso. Amante dei libri, della scrittura e divoratrice di fumetti e serie tv. Eterna sognatrice sensibile agli animi afflitti.