Dicotomenica #14 – Iperrealismo

#‎iperniente‬ ‪#‎inconscioconscio‬ ‪#‎noncèlimitealloshow‬
Nuovo appuntamento, stessa ossessione.
Gli studi accademici e non ci pongono universalmente innanzi a quella che è stata la reale evoluzione dei grandi studi psicologici e delle teorie susseguitesi in seno ad essi.
Evitando di farvi una carrellata dei vari approcci, tra l’altro nominati nelle scorse puntate, il fil rouge che emerge da questo percorso evolutivo sul piano epistemologico è sostanzialmente ciò: da Freud agli studiosi contemporanei, il nucleo cellulare da porre come metro di paragone e di costruzione speculativa è stato allargato dall’Io al Sè, una visione quest’ultima che vuole mantenere quella archetipica dell’Io tuttavia apportandovi la connotazione temporale della crescita successiva al semplice sviluppo psicosessuale infantile del soggetto, con tutti i fattori ambientali che subentrano nella vita e con tutte le sfumature di coscienza di cui ci arricchiamo diventando più maturi.
Rivoluzionario è tutto questo nella maniera più assoluta, tuttavia c’è da fare i conti con quell’effetto strettamente legato all’evoluzione stessa che vuole essere innovatrice senza perdere necessariamente pezzi nel suo puntare in avanti. Per tal motivo, a discrezione di chi vi scrive, probabilmente Freud è attualmente distruttibile su veramente qualsiasi pensiero da lui elaborato, ma, c’è qualcosa che andrebbe preservato nel percorso distruttivo di rinnovamento dell’evoluzione: l’aspetto descrittivo dell’inconscio che ci permette di capire in che modo esso è presente, seppur in contraddizione, dentro di noi.
Le topiche freudiane sono state col tempo riviste e adattate, fino ad abbandonarle quasi del tutto.
L’arte però è fortunatamente sempre presente nel nostro microcosmo umano, pronta a venir fuori come il bambin Gesù figlio e padre dell’umanità. In questa sede si parlerà dell’Iperrealismo.
John De Andrea prediligeva i nudi femminili proprio per scatenare nell’osservatore una naturale attrazione fisica per le forme sinuose dei suoi soggetti, che immediatamente si trasforma in un sentimento di sinistra irrequietudine, poiché l’estremo realismo del soggetto, la sensualità delle sue forme e la loro immobilità induce a pensare di trovarsi di fronte a un cadavere.
— L’iperrealismo di De Andrea, in altre parole, sconfina in quel delicatissimo territorio della nostra conoscenza dove desideri erotici e istinti vitali si scontrano con il mistero angoscioso della morte. —
(WIKI)
L’opera in cui invece possiamo osservare la grande testa appartiene invece a Ron Mueck ed è conservata in Messico.

12032982_1062348737110897_6319220672560476096_nEntrambi sono manifestazioni dell’iperrealismo, una forma d’arte che, come qualsiasi espressione, accade su artefatti reali anche se inventati dall’uomo e perciò tacciabili di essere frutto nient’altro che d’una fantasia oggettivata. Se questo aspetto del simbolico, di per sè ambiguo se posto sotto indagine critica, viene esasperato andando a toccare quelle dimensioni il cui prefisso è meta-, saliamo in forme più d’effetto, scendiamo ancor meglio nella volontà simbolica stessa in tal caso esasperata.
Non trovate ironico che l’iperrealismo sia tanto più reale quanto più falso? Non trovate il pensiero di De Andrea profondamente psicoanalitico nell’aver inquadrato l’inconscio più profondo come spazio in cui Eros e Thanatos sono fusi, forse in una statua di cera come le sue, a dirci tanta verità quanta falsità?
— La chiave di volta è duplice: una è nei dettagli, l’altra nella regolarità sregolata. Volendo accettare questa visione dell’inconscio, ritenendo anche che la psiche sia esattamente unisistemica come lo è il cervello sul piano fisiologico, forse davvero inconscio e conscio non sono poi così alieni l’un l’altro. I dettagli del reale basterebbero a rendere vivo e inalienabile a noi qualsiasi costrutto assurdo figlio dell’inconscio, il cui divertimento è semplicemente nel mantenere una parvenza reale a contenuti non proprio reali.
Una testa gigante è di parvenza reale nell’avere occhi, ciglia, orecchie, ma di base assurda perchè appunto enorme. —
Non c’è limite allo show.
-Cruz

Che ne pensi di questo articolo?

Potrebbero anche interessarti:

Autori Freelance

Autori Freelance

Psychondesk freelance è la sezione del nostro blog che raccoglie tutti gli articoli scritti dai collaboratori di psychondesk. Come satelliti che orbitano attorno ad un nucleo principale, I freelance sono autori che contribuiscono saltuariamente ad arricchire il blog con contenuti inediti