Dicotomenica #16 – E=mc^2

Energia vs Massa: il circolo vizioso delle paure sepolte
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Albert Einstein non fu compreso dal sistema scolastico, perchè troppo arretrato e quindi, niente.
Basta con questa storia.
All’interno di questo aneddoto, talora verificato talora falsificato, c’è qualcosa di più importante: ci sono sempre due sistemi, il piccolo Albert e la scuola, ci sono sempre due velocità legate ad ognuno dei due sistemi: uguali, differenti, poco importante anche questo.
Lo stesso piccolo Albert crescendo è riuscito nella dimostrazione di un aspetto così insulso, che tutt’ora scienziati e filosofi, cugini di un derby che va avanti da quando più o meno abbiamo iniziato a voler capire, stanno scannandosi a causa sua: non esistendo un tempo assoluto in cui considerare le cose, una dimensione d’immobile certezza in cui porsi per dire questo è vero, questo è falso, cosa diamine ci rimane se non il dubbio? Cosa è vero se non unicamente il dubbio, il dubitare? Giunge a tutto ciò perchè non importa più il considerare due velocità, ma la risultante della relazione tra esse, siano anche uguali. Nel caso in cui sono uguali anzi è ancor più spiccato il risultato di ”diversità”, o meglio ”relatività” frutto di due uguaglianze: non ci importa sapere se Einstein era intelligente o meno, se la scuola era di qualità: ci interessa sapere la RELAZIONE tra lui e gli insegnanti.

In futuro lui stesse avrebbe applicato questa legge al mondo: legge che dà luce all’ignoto (si pensi alla materia oscura) e che ironicamente dà luce agli ignoranti, nel senso che dà possibilità, non certezza, di verità a qualsiasi congettura su un sistema (purchè si parli della relazione tra osservatore e sistema osservato): fino a quando la congettura non è verificata, grazie ad Einstein è legittimo qualsiasi tripudio di invidiosi e incapaci accusatori.

Il piccolo Albert così facendo dimostrò mostrando a tutti come riuscire ad etichettare come escremento qualsiasi cosa e come ciò sia leggittimo: da lì ad un mondo fast food sono passati 70 anni, appena.

Comunque siam qui per parlare di fisica quantistica applicata alla psicologia, e dunque si parte: allacciate le cinture. La formula E=mc^2 è lo schiaffo alle certezze, l’assegnare dignità a chi non dovrebbe averne, il tripudio degli invidiosi sopra citati.
Perchè? Per tale equazione, l’energia impalpabile e la massa materiale sono collegate da una trasformazione che permette la conversione dell’una nell’altra, e viceversa. Pura magia.
L’elemento necessario alla realizzazione di questo gioco di prestigio è la velocità della luce indicata con c all’interno della formula.
Conclusione semplice semplice: l’energia non è che un corpo che viaggia alla velocità della luce, MA per far ciò la massa a riposo deve essere zero. Insomma un corpo con qualsiasi massa non può viaggiare alla velocità della luce: solo ”corpi” simili a quello corpuscolare della luce possono viaggiare a quella velocità, ossia banalmente solo la luce può viaggiare alla velocità della luce.

VIAGGIO NEL TEMPO: Dopo quanto detto finora, riprendiamo le teorizzazioni sui viaggi temporali proposte ancora una volta dal piccolo Albert (e non solo).
Esse spiegano meglio l’equazione stessa E=mc^2 poichè in base ad essa ci sono corpi che possono viaggiare teoricamente indietro nel tempo ed altri cui non è permesso.

3-ciao-darwin-seconda-puntata-003Quelli con una massa reale diversa da zero, non la luce, non possono viaggiare indietro nel tempo perchè proiettate in avanti a causa dell’inerzia propria della loro massa.
I fotoni, ossia il corpo della luce, possedendo massa zero, in pratica non si muovono e perciò diciamo che NON C’E’ TEMPO per i fotoni.
Dopo ci sono i tachioni, la cui massa è soltanto immaginaria e la cui velocità è superiore a quella della luce, fattore che permetterebbe loro di essere così rapidi che il loro futuro sarebbe il passato degli altri.
Ma tornando ai fotoni, essi ricordano quel fenomeno di compartimentalizzazione di uno o più eventi sgradevoli che ricordiamo con certa nitidezza per il fatto di non averli mai risolti in virtù dell’eccessiva inspiegabilità dell’evento: per esempio UN RIFIUTO IN AMORE che da sempre ci ha segnati, che non abbiamo mai compreso, che a lungo andare abbiamo addirittura tolto dalla consapevolezza senza renderci conto di agire nel presente secondo una logica non nostra, ma riparativa del ”trauma” subito.
Il tipico caso cinematografico di un amante senza cuore, che ad un certo punto, se e solo se è fortunato ricorda le sue origini così diverse dall’attuale e si ricrede nella sua prassi. A volte però il cinema non è come la vita, non arriva nessuno a spiegarci che col tempo siamo cambiati fino a dimenticarci di noi stessi e che se stiamo soffrendo per un motivo che non comprendiamo, molto probabilmente dobbiamo ripercorrere il sentiero al contrario e capire cos’è successo.
La psicoterapia, un dialogo empatico e strutturato con l’amico, o con noi stessi, permettono di far ciò.

Se pensiamo di poter capire intuitivamente il tutto, sempre, sarebbe come avere la potenzialità di correre velocissimi a ritroso nel nostro passato, al punto che la nostra psiche sarebbe luce. E forse lo è.

Tuttavia in questo campo di fotoni, i prodotti hanno massa e quando dobbiamo spostare un costrutto indietro nel tempo per vederne le origini, è doveroso considerarlo come dotato appunto di massa.
Ciò ci obbliga a non spostare qualsiasi costrutto nel tempo con la velocità della luce, con eccessiva rapidità, perchè se fosse così semplice non avremmo neanche il bisogno di andare indietro per rintracciare la forma della massa originaria: evidentemente nel tempo le cose cambiano la massa e le proprietà descrittive alla massa legate.

Nei termini del piccolo Albert: tutta l’energia fornita per accelerare il corpo massivo a velocità prossime a quelle luminali viene convertita automaticamente in materia andando, in ultima analisi, a massificare ulteriormente il corpo stesso, accrescendone l’inerzia, il che richiede ulteriore energia per accelerarlo (in pratica si crea un circolo vizioso in cui l’energia non accelera più il corpo ma al contrario ostacola l’accelerazione del corpo stesso incrementandone la massa, in quanto convertita in materia).

— Nelle attività analitiche ci vuole dunque un professionista che sappia tenere d’occhio in primis la velocità della retrospezione, di per sè tendente alla luce come ogni attività (non prodotto) psichica (a causa di ciò si è parlato sopra delle categorie mentali come prive di tempo, uguali ora e 500 anni fa): tenerla d’occhio per cercare di contenerla e non complicare il già complicato, non rallentare il già bloccato come da Einstein dimostrato; inoltre proprio perchè fortunatamente capace di produrre massa dalla luce, la massa sarà inevitabile e quindi l’analista deve saper districarsi sempre, risolverla e convertirla in luce, che però a sua volta può diventare nuovamente massa e il tutto rimane in un circolo vizioso di stabilità mantenuta, mai di sblocco o blocco totale. —

— Il problema e la soluzione sono dietro l’angolo, calma e distruzione le armi da reciprocizzare inevitabilmente quando c’è da risolvere: è giusto che gli psicologi siano pagati per ascoltare. —
– Cruz

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