Dicotomenica #9 – Up/Down – Sole & Psiche

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”Come la Terra, abbiamo un orizzonte e in più abbiamo anche la possibilità di scegliere la latitudine sulla quale porci e dalla quale osservare e perciò vivere la vita.”

Il Solstizio d’Estate è il momento astronomico in cui il Sole raggiunge il punto di declinazione massimamente positiva durante il suo moto apparente. Se all’Equatore raggiunge lo Zenit, in stretta prossimità del Circolo Polare Artico invece è possibile assaporare un fenomeno ancor più suggestivo: il Sole di Mezzanotte.

La latitudine di 66° 33′ è il limite superato il quale è astronomicamente permessa la visione di questo evento e, più si tende alla polarizzazione, maggiore è la durata della sua visibilità: al massimo, ossia al Polo, per metà dell’anno il Sole non riposa, per l’altra sì, alla stregua di una psiche schizofrenica la cui facies scrutabile è prevalentemente segnata appunto dalla polarizzazione da cui discende una scarsa presenza di ”vie di mezzo” nella condotta e nell’umore.
Psicodinamicamente parlando, se vogliamo esporre, spremendo all’essenza, la Teoria dell’attaccamento, è più che utile quest’audace, forse inopportuna ma comunque ispiratrice metafora del Sole e della Polarizzazione.
Melanie Klein teorizzò la posizione schizo/paranoide e quella depressiva. Soffermandoci sulla prima, la sua teoria vuole che, nelle prime fasi di sviluppo preverbali della Psiche umana, quest’ultima incontri e sperimenti l’ambiguità, la DICOTOMICA presenza nel reale del bene e del male. Tale vissuto è connotato da forti tinte emotive in quanto, a meno che non si stia parlando di rari casi di bambini lasciati a se stessi durante la più iniziale fase di crescita, la suddetta dicotomia è osservata e vissuta nell’unità della figura vicariante genitoriale.
In questa fase, quella schizo-paranoide, il bambino precocissimo vive le ”due facce della medaglia” capendo innanzitutto che la medaglia ha appunto due facce e in seguito che esse possono discordare molto tra loro: la sfida della posizione successiva, quella depressiva, è infatti l’integrazione delle due facce in un’unica medaglia che viene riconosciuta come ermeneuticamente ambivalente ma ontologicamente unica, o meglio INTEGRA.
E’ infatti la sperimentazione della mancata integrazione che apre le porte al vissuto di disintegrazione nelle primissime fasi di sviluppo dell’Io, che già da subito ferito dovrà affrontarne le conseguenze a volte molto molto gravi: autismo, sindrome di Asperger ecc.
Dunque c’è giorno e c’è notte ed è importante accettare il fatto che esistono entrambe e che, come vuole l’ottica postmoderna decostruttivista e autoriflessiva o semplicemente Eraclito (filosofo del divenire) non così tanto moderno, non esiste giorno senza notte e viceversa su qualsiasi livello di lettura: sicuramente ontologico, ma soprattutto epistemologico e di consapevolezza del fatto che non siamo capaci di distinguere qualcosa se non grazie alla differenza.
In tutto questo però, come sempre, dopo aver ricondotto tutto quanto a quello che in psicologia dinamica è l’hic et nunc, il qui ed ora, il presente autoriflessivo, bisogna fare i conti con il Sig.Tempo.
Il Tempo espone l’uomo alle sfumature, alle variazioni a volte non così tenui ma estreme, alle contraddizioni e ai paradossi.
Il Tempo mette alla prova la capacità di sopportazione l’altalenare giocoso e imperturbabile del giorno e della notte, laddove si vogliano intendere questi due termini come alti e bassi psicologici.
E’ sfida dell’uomo di ogni tempo, forse non di questo, quella dell’equilibrio: l’equilibrio come stato mentale di lucidità interpretativa del reale, di azione mirata in quanto adeguata, di forza nelle difficoltà accettate poichè inevitabili e soprattutto ineludibili.
Ed ecco che il Sole nuovamente giunge in soccorso semplicemente esistendo: il fenomeno del Sole di Mezzanotte, strettamente legato al confine del Circolo Polare Artico, è la manifestazione di un consiglio forse involontario della Natura.
Durante questo fenomeno il Sole nelle 24h traccia una piacevole e armoniosa sinusoide e disegnandola non scende mai al di sotto della linea d’orizzonte.

Le conclusioni sono essenzialmente due.

1. Ci viene mostrato il percorso che quotidianamente esso compie, fatto di salite e discese la cui bellezza sta nell’armonia di un movimento che trascura il peso della ripetitività che in tal modo diventa appunto armonioso incedere: a noi tutti quindi l’invito a IMPARARE A VIVERE ciò che sempre ritorna (vedi Nietzsche) da padroni della penna e dunque valorizzare il benessere psicologico che da ciò deriva, cercando di relegare le linee spezzate, l’essere repentini alla creatività applicata nell’incertezza e nella ricerca di risposte qualora necessario.

2. In realtà non è il Sole a muoversi, ma la Terra che al Sole guarda.

Dunque come oggetto vicariante dobbiamo imparare molto dalla nostra stella, per poi abbandonarla ed entrare nella nostra individualità. Come la Terra, abbiamo un orizzonte e in più abbiamo anche la possibilità di scegliere la latitudine sulla quale porci e dalla quale osservare e perciò vivere la vita.

-OGGI 21 GIUGNO 2015 E’ LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO YOGA, e vi invitiamo ad informarvi riguardo questa pratica, i suoi significati fisici e spirituali, con una lettura appunto decostruttiva che sappia andare oltre le barriere culturali e cogliere ciò che di buono vi si può: parecchia roba, detto tra noi
Cruz

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