Donne a lavoro: risorsa per l’azienda o ostacolo?

Sei una giovane donna, di talento e hai un ottimo curriculum vitae? Non è rilevante, se hai una famiglia e dei figli.
E’ quello che è accaduto a Paola Filippini, episodio ormai diventato virale che vi riproponiamo: in un colloquio di lavoro il responsabile della selezione (ci piace sperare che non fosse uno psicologo!), prima di ogni altra cosa, le ha chiesto di definire il suo “stato civile”, domanda a cui Paola ha rifiutato di rispondere, venendo quindi cacciata (https://www.facebook.com/paola.filippini.5/posts/10206284787493243?fref=nf&pnref=story).
Una storia che, nel 2015, ci fa rabbrividire ma ci fa sperare che le cose possano cambiare e che tutti i datori di lavoro possano valorizzare i talenti, al di là di una vita privata.
Con l’ingresso massiccio delle donne nell’organizzazione, infatti, si è mutato quell’equilibrio dato dalla netta separazione tra mondo produttivo e professionale, prevalentemente occupato dagli uomini, e mondo riproduttivo, familiare, di cui si occupavano le donne.
Laura Balbo (1982) introduce il termine di doppia presenza che indica la doppia e alterna presenza delle donne in famiglia e nei contesti lavorativi, con il paradosso e la difficoltà di “esserci”, pienamente e allo stesso tempo, in contesti diversi.
E’ proprio da questa difficoltà di conciliare lavoro e famiglia che nasce una discriminazione occupazionale nei confronti delle donne. Donne che forniscono un contributo rilevante per l’organizzazione e che rappresentano una risorsa per il cambiamento organizzativo.
Jan Grant ha individuato sei aree di esperienza in cui le qualità psicologiche delle donne possono conferire un apporto significativo ai contesti lavorativi:
– Affiliazione e attaccamento: la maggiore familiarità delle donne con la sfera relazionale può rivelarsi un rimedio per far fronte alla mancanza di senso di comunità, sempre più frequente nelle organizzazioni moderne.
– Comunicazione e cooperazione: le donne hanno una maggiore inclinazione ad attuare comportamenti collaborativi.
– Potere: le donne considerano il potere come capacità di servizio e quindi con e per il gruppo.
– Fisicità: la partecipazione fisica alle realtà più terrene e quotidiane della crescita e dello sviluppo generano nella donna una sorta di coinvolgimento nella concretezza della vita, prezioso per le organizzazioni.
– Emotività e vulnerabilità: questo garantisce una migliore accuratezza nella valutazione delle prestazioni proprie e altrui.
– Intimità e cura: uno stile relazionale contrasta gli effetti deleteri provocati dal senso di autonomia e di separatezza attribuito alla mascolinità.
Eppure sembra che il mondo del lavoro non abbia ancora scoperto che la coesistenza del maschile e del femminile, anche nel contesto lavorativo, rappresenta un valore aggiunto in grado di migliorare l’efficienza gestionale e la qualità dei prodotti, e che invece consideri ancora le politiche di inserimento delle donne come una forma di intervento a favore delle fasce deboli o come un ostacolo per la gestione dell’azienda stessa.
Dar spazio al femminile accanto al maschile può rappresentare per le organizzazioni un vantaggio competitivo. Da un lato, consentirebbe il pieno utilizzo delle risorse presenti al loro interno; dall’altro, le renderebbe capaci di accogliere istanze molteplici e perciò di adeguarsi al meglio alle mutevoli esigenze del mercato.
Avere una famiglia non dovrebbe essere un ostacolo per la carriera di una donna, né il non avere figli dovrebbe essere un prerequisito fondamentale per presentarsi ad un colloquio di lavoro.
Grazie, Paola, per il coraggio che hai dimostrato, per aver testimoniato la tua storia e per averla condivisa con noi. Dopo la tua esperienza ci auguriamo che anche altre donne si ribellino e denuncino la loro segregazione.
Ricordatevi di essere delle risorse.

Palma Guarini

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Palma Guarini

Palma Guarini

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, studentessa in Formazione e Gestione delle Risorse Umane. Spesso animata da uno spirito polemico ma innamorata del talento, dell'arte e dei sogni.