Doppia personalità: Dottor Jekill e Mister Hyde hanno un solo profilo Facebook?

Stevenson, 1886, “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde”. È considerata la sua più importante opera, e viene classificata all’interno della letteratura fantastica, ma siamo sicuri che sia solo frutto della sua immaginazione?

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Foligno, 6 Giugno 2007.

 

Alessandro è un uomo di 38 anni, sposato da dieci anni con Giulia. Hanno due figli, Andrea 8 anni e Martina 5 anni.
Alessandro ha una piccola azienda, Giulia è una commessa in un negozio di abbigliamento.
Alessandro è un padre modello, ama sua moglie e i suoi figli. È un padre attento e premuroso. Passa tutto il suo tempo libero con la sua famiglia. Vorrebbero avere un terzo figlio.

 

Foligno, 20 Luglio 2007.

 

Alessandro conosce tramite Facebook una bella ragazza. Giovane, molto più di lui. Ha 20 anni, si chiama Federica e studia all’università degli studi di Perugia. Il suo sogno è diventare un medico.

 

Foligno, 30 Ottobre 2007.

 

Sono passati più di due mesi da quando Federica ha premuto il tasto “accetta” alla richiesta di amicizia di Alessandro. Da quel 20 Luglio, non hanno mai smesso di sentirsi.
Fuori è una giornata uggiosa, la pioggia è incessante. Federica finirà la sua lezione alle 19 ma… “uffa, non mi va di andare in stazione con questa pioggia, arriverò fradicia” scrive in un sms ad Alessandro.
Lui coglie subito l’occasione per offrirle un passaggio. Avvisa la moglie che ha avuto un imprevisto al lavoro e tarderà.
Federica accetta, è la prima volta che si vedranno. Entrambi sentono salire l’emozione.

 

Sono le 19 in punto e Alessandro è davanti all’università ad aspettarla. Lei esce di corsa e si dirige alla macchina di lui, non ha l’ombrello e non vuole rovinare la piega dei suoi bellissimi capelli biondi.
Sale subito in macchina, c’è un secondo di silenzio, gli sguardi che si incrociano e le labbra sorridono. L’imbarazzo dura non più di qualche secondo, i due iniziano a parlare e ridere come se si conoscessero da sempre.

 

Foligno, 31 Ottobre 2007.

 

Alessandro non riesce a togliersi dalla testa Federica. C’è stato anche un bacio ieri sera. Il più bello che abbia mai ricevuto, pensa Alessandro.

 

Foligno, 20 Novembre 2007.

 

Alessandro e Federica sono amanti, si desiderano e dicono di amarsi. Lui le promette che lascerà sua moglie e vivrà per sempre con lei. Lei gli crede, perché anche lei sente di amarlo.

 

Foligno, Stazione dei Carabinieri, 15 Dicembre 2007.

 

“Ho ucciso mia moglie e i miei figli… la famiglia era diventata un gabbia… Dopo che Giulia si è accasciata a terra sono salito al piano superiore, sono andato nella camera di mio figlio… dormiva, non aveva sentito niente. Gli ho dato un’unica coltellata alla gola… ho fatto la stessa cosa con mia figlia… l’ho fatto perché non avevo il coraggio di chiedere a mia moglie di separarci…”

“Serviva arrivare a questo? Non bastava il divorzio?”

“No… con il divorzio i figli restano..”

 

Sono svariati i casi di cronaca nei quali il filo conduttore è un profilo Facebook che mette in evidenza la parte buona di questi attori, mette in evidenza, cioè, ciò che queste persone vogliono sia visto in pubblico; il nostro profilo Facebook mostra solo quello che vogliamo mostrare. A gradi diversi, ognuno di noi in questa “rivoluzione digitale” vive non più in una modalità dell’essere, ma in una modalità dell’apparire. Siamo tutti immersi in un’eterna commedia che si perpetua quotidianamente e senza interruzione, ogni attore ha bisogno di riposo dopo una performance teatrale per scaricare le tensioni.

 

 

 

Ma in questo nuovo mondo dell’apparire non ci è concesso, e le persone vivono in una sorta di schizofrenia collettiva.

 

Tonino Cantelmi sottolinea come il III millennio sembri essere caratterizzato dalla più sensazionale crisi della “relazione interpersonale”, nella quale è implicata la tecnologia con annesse tutte le nuove modalità di relazione (sms,chat, social network…). Quella che viene definita relazione a “quattr’occhi” sembra quasi scomparire, lasciando il posto a nuove forme di “tecno-mediazione” che, a quanto pare, sembrano essere maggiormente apprezzate. Una nuova forma di interazione che va a innervare quasi tutti gli ambiti dei rapporti umani.

 

“Ho sentito urla di furore

Di generazioni, senza più passato, di neo-primitivi

Rozzi cibernetici signori degli anelli orgoglio dei manicomi.

Ho incontrato allucinazioni.

Stiamo diventando come degli insetti; simili agli insetti.

Nelle mie orbite si incontrano tribù di sub-urbani, di amminoacidi.”

 

Shock in my town, 1988: Franco Battiato scriveva questa canzone nel momento in cui la diffusione degli stupefacenti avveniva su larga scala. È un momento di un mutamento della società. Questo stralcio di testo dimostra il cambiamento tra la “vecchia società” e la “nuova società”. In quel momento, la droga segnava il passaggio; oggi, nella rivoluzione in cui ci troviamo immersi, il passaggio è dettato dall’universo digitale.

 

Quell’universo digitale che ci permette di essere chiunque noi vogliamo essere.

 

To Hyde: nascondere, è ciò che riusciamo a fare restando comodamente seduti, davanti a un computer. Stevenson e la sua fantasia hanno anticipato quello che poco più di cent’anni dopo è possibile nella realtà, facendo dei nostri pensieri più oscuri una materialità tangibile, un operato che spesso dobbiamo temere.

 

Concludo con un passaggio di Alessandro Baricco: “Come affrontare questa nuova realtà è la vera sfida che deve essere affrontata consapevoli che è necessario accettare l’idea della mutazione e non considerarla negativamente come un saccheggio, perché non esiste mutazione che non sia governabile e questa idea deve aiutare ad abbandonare il paradigma dello scontro tra civiltà e aiutare a decidere cosa, del mondo vecchio, vogliamo portare fino al mondo nuovo. Cosa vogliamo che rimanga intatto pur nell’incertezza di un viaggio oscuro.”

 

Bibliografia:

  • Alessandro Baricco, I barbari, Fandango 2006
  • Tonino Cantelmi, Nativi digitali orfani di maestri, Rubrica Famiglie e Nuove tecnologie

 

Elena Rossi©

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Elena Modesta Rossi

Elena Modesta Rossi

Laureata in Scienze dell'investigazione presso l'università degli studi dell'Aquila e attualmente iscritta alla Laurea Magistrale di Psicologia Criminologia e forense presso l'università di Torino. Oltre a tentare di risolvere crimini e fare esami, passo il tempo tra uno sport e uno sparo!