“Due papà, due mamme – Sfatare i pregiudizi”: obiettivo raggiunto!

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.”

Sembra questo il preambolo giusto ad introdurre le tematiche e gli obiettivi del testo “Due papà, due mamme – Sfatare i pregiudizi”.
Perchè? Il testo rappresenta la risposta ad un bisogno di cambiamento sociale, la voglia di sfidare le forti convinzioni di una società pregiudiziosa che fatica a respirare. La direttrice de La Meridiana, la casa editrice che ha pubblicato il libro, ha chiesto all’esperto ricercatore Alessandro Taurino di affrontare il tema dell’omogenitorialità da un punto di vista scientifico, fornendo al lettore curioso della tematica una base prettamente empirica. Il possibile lettore di questo testo è chiunque. Uno studente, una madre, un figlio, ovvero chiunque sia disposto (e predisposto) ad affrontare il tema dell’omogenitorialità destrutturando credenze e idee radicate nella società odierna.
“Due papà, due mamme” è suddiviso in tre parti: la prima pone una riflessione sulla spiegazione delle teorie e metodologie sui nuclei omogenitoriali. È qui che vengono illustrati i tipi di famiglie esistenti, fino ad analizzare i tipi di resistenze “sociali” che di recente alimentano il pregiudizio. Si parla dell’istituzionalizzazione della “Festa della famiglia naturale”, fondata sull’unione tra uomo e donna. In base alla spiegazione di questa ricorrenza, deduciamo che la famiglia omosessuale venga percepita come opposta al concetto stesso di famiglia.
Il confronto natura/naturalità e naturalizzazione appare inevitabile, poichè vengono date per naturali e spontanee determinate unioni, a scapito di altre “innaturali”.
Il fenomeno delle “Sentinelle in piedi” si inserisce perfettamente in questo discorso a difesa della famiglia che appare naturale, poichè questo gruppo di persone facenti parte dell’associazione La Manif Pour Tous Italia, che mobilita i cittadini italiani di tutte le confessioni religiose, politiche e culturali, a prendere posizione contro le recenti leggi su omofobia e transfobia, matrimoni ed adozioni a coppie omoessuali. Un terzo tipo di resistenze è quello dell’ideologia gender e dei suoi effetti negativi sulla società. Secondo i teorici della ideologia gender nella società è in atto un complotto gestito da lobby gay, con l’obiettivo di rendere egemone una dittatura omosessualista desiderosa di smantellare radicalmente i presupposti di fondo della società civile, individuati nella naturale differenza tra i sessi e nella famiglia naturale.
La seconda parte del testo pone l’attenzione su quei modelli teorici sulle dimensioni della genitorialità, analizzando quindi il costrutto di genitorialità tramite lo studio del costrutto di “cura”. In questa parte, viene messo in rilievo come la genitorialità sia slegata da una componente prettamente sessuale, ovvero nessuna fondamento teorico-concettuale mette in evidenza il ruolo del sesso del genitore. Anche parlando di attaccamento, sia bambino che adulto, il termine “caregiver” sottolinea il ruolo di chi si prende cura del piccolo, senza un’accezione specifica di madre o padre.
La terza parte, direttamente collegata alla seconda, affronta invece le modalità attraverso cui la ricerca ha potuto studiare e trarre conclusioni evidence based. Difatti, la ricerca psicologica sulle famiglie omogenitoriali è estramemente ricca e fornisce risultati più che rassicuranti nell’ambito. Riguardo il legame tra la genitorialità omosessuale e processi evolutivi di figli/e, le evidenze empiriche mostrano come il benessere psicologico di bambini e bambine deriva dalla BUONA genitorialità, quindi nè da una genitorialità eterosessuale nè da una omosessuale. Non vi basta?
A ciò si aggiungono altri risultati positivi su come non vi sia un legame di causa-effetto tra l’omogenitorialità e la futura identità sessuale di figli e figlie.
Se ancora non vi è sufficiente, il testo si focalizza anche sulle pratiche genitoriali e le relazioni genitori-figli: mette in evidenza come le competenze genitoriali, i costrutti di autostima, benessere personale e pratiche non possano essere strettamente collegate alla differenza genitore omosessuale-genitore eterosessuale.

Sfatare i pregiudizi non è qualcosa di semplice, ma nemmeno impossibile. E “Due papà, due mamme” è la prova lampante che destrutturare le convinzioni, anche le più radicate, riguardo il timore dell’omogenitorialità, sia possibile.
Leggere questo testo è stata per me una boccata d’aria. Poter trovare domande, ma anche risposte, non può che rassicurare. Pur fornendo una solida base teorica, il testo ha potuto attivare quei “nuclei emotivo-affettivi fortemente radicati nei vissuti delle persone, in quelle dimensioni profonde su cui ognuno/a di noi ha costruito e costruisce la sua storia, la sua identità e personalità, la narrazione di sè”, dai quali l’autore mette in guarda fin dall’introduzione al testo, come per dire “Ehi! Pericolo di caduta emotiva”.

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Stefania De Fiore

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, studentessa di Psicologia Clinica. Continua voglia di scoprire ed imparare, costantemente alla ricerca di confronti con le persone, grande fonte di ispirazione.