Fondamenti di psichiatria: l’importanza della diagnosi

Psychondesk ha partecipato con grande entusiasmo al seminario “Fondamenti di psichiatria”, organizzato da LINK nel ciclo di seminari LINKONSCIO. In tale occasione abbiamo potuto ascoltare il prof. Alessandro Bertolino, docente di psichiatria all’Università degli Studi di Bari.
Il professore ha introdotto brevemente gli elementi principali della sua materia, partendo dall’importanza della diagnosi. In psichiatria, dice il professore, ma anche in altre branche della medicina, è fondamentale e imprescindibile fare diagnosi del problema medico con il quale si ha a che fare. Infatti, se il paziente ha una specifica malattia, è importante saperlo, soprattutto per poter scegliere adeguatamente la terapia.
La seconda ragione è di tipo prognostico:  una fobia semplice ha una prognosi chiaramente diversa da un disturbo bipolare.
Accanto alla diagnosi medica è utile anche una psicologica; tutte le diagnosi possono definirsi eterogenee, perché, ad esempio, per fare diagnosi di depressione maggiore esistono due criteri fondamentali e devono, inoltre, esserci cinque o più sintomi precisi. Tuttavia, non tutti i pazienti soddisfano tutti i criteri. Dunque, ad esempio, le persone che accedono alla diagnosi di depressione maggiore possono avere delle caratteristiche psicologiche sostanzialmente diverse.
L’intervento prosegue spiegandoci in cosa consiste la psicopatologia:

corrisponde a uno studio sistematico di esperienze, cognizioni, emozioni e comportamenti abnormi. Tuttavia, precisa dettagliatamente cosa si intende per “norma”, suddividendola in tre tipologie:

  • La norma di valore: assume che esista un “ideale” come concetto di normalità;
  • La norma statistica: è anormale ciò che cade al di fuori di una fascia limitata di variazione dalla media (in riferimento alla curva gaussiana con deviazioni standard);
  • La norma individuale: si riferisce all’abituale livello di funzionamento di un individuo; se l’umore di un individuo è dalla nascita più depresso della media, risulta essere depresso in confronto alla media,  ma rispetto agli standard dell’individuo è normale;
  • Norma tipologica: si usa per descrivere condizioni che in certo contesto vengono considerate normali pur trattandosi di anomalie; dipende dal contesto in cui ci si trova.

È importante stabilire una norma perché abbiamo a che fare con dei sintomi soggettivi e la nostra è una valutazione soggettiva. Non è come una diagnosi medica.
Successivamente, vengono sintetizzati i disturbi della senso-percezione e i disturbi del pensiero. Nel primo, caso la percezione è intesa come il risultato finale di una complessa attività organizzativa e integrativa degli eccitamenti proveniente dalla stimolazione di organi periferici di senso.
Un’alterazione importante della percezione è l’allucinazione, la quale è definibile come:

una percezione con carattere di corporeità di un oggetto esterno che non è presente. Dunque, l’allucinazione è una percezione che non ha riscontro oggettivo nella realtà e può essere di diversi tipi: uditiva, visiva, cinestesica (nel corpo), tattile, olfattiva e gustativa. Il disturbo del pensiero, che contiene i disturbi della forma del pensiero, del contenuto e i deliri.

Nonostante l’evidente difficoltà che comporta sintetizzare contenuti così ampi e complessi in sole due ore, il professore è riuscito chiaramente a disegnare una linea guida della materia in questione.
L’intento dell’incontro è nato dal desiderio di informare adeguatamente tutti gli studenti interessati alla materia, non solo perché oggetto di studio. Di fatti, una delle più grandi perdite del corso di studi di Scienze e tecniche psicologiche dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” è stato proprio l’insegnamento di Fondamenti di Neuropsichiatria infantile. La speranza è che un contatto stretto tra psicologi e psichiatri possa ancora esserci. Ed è per questo che fornire agli studenti strumenti, tramite incontri paralleli alle quotidiane lezioni universitarie, può essere la chiave per approfondire tematiche che le istituzioni hanno tristemente eliminato.

Liliana Dassisiti

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Liliana Dassisti

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, futura studentessa in Psicologia Clinica. Appassionata dei sistemi formati da individui e della complessità che ogni persona rappresenta; forte sostenitrice dei diritti di tutti, con un grande senso di giustizia. Sogno un giorno di poter analizzare i contesti lavorativi per prevenire i comportamenti violenti, infatti, questo è stato il tema della mia Tesi di Laurea. Desidero diventare una Psicoterapeuta a tempo pieno, la scuola di pensiero per cui sono attualmente interessata è la Terapia Sistemico-Relazionale. Sono un'appassionata di libri, anche se con i ritmi universitari il tempo a disposizione per dedicarmi alla lettura è notevolmente diminuito. Tra i miei autori preferiti c'è Coelho. Tra i miei libri preferiti c'è Memorie di una Geisha di Arthur Golden. Pratico sci alpino da circa dieci anni, ho praticato danza classica e moderna durante l'infanzia e l'adolescenza.