I Gruppi di Auto Mutuo Aiuto On-Line

I Gruppi di Auto Mutuo Aiuto sono costituiti da un insieme di persone che hanno uno stesso tipo di problema, le quali si incontrano e si scambiano reciprocamente aiuto, si impegnano per se stessi e per l’altro e si mobilitano affinché ci sia un sostegno e uno scambio reciproci. Lo scopo essenziale del gruppo, dunque, è di dare l’opportunità di condividere le proprie esperienze soprattutto tramite la condivisione di strategie risolutive di problemi condivisi. Il gruppo è, quindi, un mezzo valido per assicurare ai partecipanti del gruppo sostegno emotivo e, all’interno di esso, ciascun sforzo individuale, teso alla risoluzione di un proprio problema, diventa, allo stesso tempo, uno sforzo per risolvere un problema comune.
Questi gruppi mirano a sviluppare la self-efficacy, un concetto elaborato da Bandura, che consiste nella “convinzione della propria capacità di organizzare ed eseguire la sequenza di azioni necessaria per produrre determinati conseguimenti” (Giuseppe Monti). Bandura sostiene che la self efficacy si costruisce tramite quattro tipi di esperienza:
1. Le esperienze comportamentali dirette di gestione efficace, che forniscono all’individuo dei feedback sulle proprie capacità;
2. Le esperienze vicarie e di modellamento;
3. La persuasione verbale e altri tipi di influenza sociale, che infondono e costituiscono la possibilità di possedere competenze da sperimentare;
4. Gli stati fisiologici e affettivi, in base ai quali le persone giudicano la loro forza, vulnerabilità, reattività al disfunzionamento.
I gruppi di mutuo aiuto sono funzionali nello sviluppo di questa capacità, in quanto mettono in atto tutti e quattro i principi suddetti e garantiscono lo sviluppo di una sensazione di benessere e sicurezza con se stessi e con il gruppo; infatti, uno degli scopi dei gruppi è quello di sperimentare nuovi stili di vita e di comportamento, nuovi modi di sentire e trasmettere i propri vissuti, questi sforzi, i successi raggiunti e riconosciuti nel gruppo, che permettono al singolo individuo di aumentare la propria autostima e imparare a credere nelle proprie risorse.
I membri del gruppo, quindi, smettono di essere dei portatori di disagio in questa rete e si trovano ammessi in una rete simile a quella della famiglia, in cui il loro modo di essere è compreso.
I mezzi della tecnologia si espandono come rami in tutti gli aspetti della vita di ognuno di noi e hanno recentemente raggiunto anche questo settore. Da poco tempo, infatti, i gruppi di mutuo aiuto sono anche virtuali. Ritroviamo gruppi su facebook, su blog e simili: ad esempio, esistono blog come “sfida bipolare”, nel quale possono scrivere soltanto persone affette dal disturbo riguardo diversi temi, ed esiste, inoltre, anche un settore in cui i familiari possono confrontarsi tra loro. In questi gruppi, persone che hanno in comune la stessa difficoltà comunicano fra loro, scrivono le proprie esperienze di vita, i propri problemi e chiedono consigli agli altri membri.
Questo sistema ha delle sue peculiarità, come il poter raggiungere persone anche molto lontane, oppure, in caso di individui con scarsa mobilità, rimuove tutte le problematiche che sono legate al recarsi in un luogo diverso da casa tutte le volte in cui si ha bisogno di aiuto; inoltre, aumenta la possibilità di confronto durante la giornata, in quanto i gruppi di mutuo aiuto “classici” prevedono che il confronto sia circoscritto a un determinato momento temporale e spaziale, mentre questi nuovi gruppi “moderni” permettono un sostegno quotidiano e immediato.
Viene spontaneo domandarsi se l’intensità dello scambio è qualitativamente inferiore o non ci sono variazioni di intensità emotiva legata a esso. La riflessione verte sul tema della natività: è possibile che i nativi digitali percepiscano una differenza inferiore rispetto ai non nativi, in quanto sono abituati ad avere una doppia identità, sia virtuale che reale. Tuttavia, l’esperienza digitale priva di molte componenti fondamentali della comunicazione, quali il contatto visivo e corporeo, la possibilità di ascoltare il tono della voce e molte altre.
Dunque, l’esperienza dei gruppi di mutuo aiuto on-line potrebbe non portare agli stessi risultati di quelli dal vivo e gli usufruitori potrebbero avere miglioramenti con tempi notevolmente diversi, a causa di queste variabili. Inoltre, lo sviluppo di comunità di mutuo aiuto on-line può incrementare il rischio di identificazione e rispecchiamento eccessivo di sé stessi nell’altro; il rischio di idealizzazione positiva o negativa di sé stessi e/o degli altri, che può generare conseguenze ugualmente compromettenti del benessere psicologico dei partecipanti.
La problematica è particolarmente sentita on-line, in quanto questi gruppi possono essere visti come l’unica fonte di aiuto possibile e, di conseguenza, possono spingere la persona a isolarsi.
A seguito di queste riflessioni, si potrebbe dedurre che questo tipo di esperienza può essere utile a sostegno dell’attività in vivo, in modo tale da mantenere attivi i contatti anche fuori dalla sede del gruppo; tuttavia, non si dispongono ancora dei dati necessari per poter dichiarare i gruppi virtuali di mutuo aiuto come “meno funzionanti” di altri in vivo.

Liliana Dassisti

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Liliana Dassisti

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, futura studentessa in Psicologia Clinica. Appassionata dei sistemi formati da individui e della complessità che ogni persona rappresenta; forte sostenitrice dei diritti di tutti, con un grande senso di giustizia. Sogno un giorno di poter analizzare i contesti lavorativi per prevenire i comportamenti violenti, infatti, questo è stato il tema della mia Tesi di Laurea. Desidero diventare una Psicoterapeuta a tempo pieno, la scuola di pensiero per cui sono attualmente interessata è la Terapia Sistemico-Relazionale. Sono un'appassionata di libri, anche se con i ritmi universitari il tempo a disposizione per dedicarmi alla lettura è notevolmente diminuito. Tra i miei autori preferiti c'è Coelho. Tra i miei libri preferiti c'è Memorie di una Geisha di Arthur Golden. Pratico sci alpino da circa dieci anni, ho praticato danza classica e moderna durante l'infanzia e l'adolescenza.