Hysteria: un’esplosione di Muse

Chiunque abbia tentato di approcciarsi ad uno studio metodico della psicologia, o chiunque (ai tempi del liceo magari), abbia letto qualcosa di quel genio di Freud, non avrà grandi difficoltà ad intuire quale sia l’argomento di questo articolo. Hysteria è uno dei cinque singoli estratti da Absolution, il terzo album in studio del trio britannico e, probabilmente, anche uno dei pezzi più belli che Matt Bellamy & Co. abbiano mai concepito. Il brano (nemmeno a dirlo!) è incentrato completamente sull’isterìa, termine utilizzato nella psichiatria ottocentesca per indicare una tipologia di attacchi nevrotici molto intensi (gli studi dello stesso Sigmund, appunto, si riveleranno illuminanti) o, in epoca moderna, una manifestazione di stati depressivi e/o di crisi. Il testo, infatti, descrive e narra in toni sempre più crescenti l’evolversi di una condizione perenne di tensione. Si può facilmente captare la presenza, quasi asfissiante, di un tormento interiore che pare non lasciar scampo, destinato infine ad una esplosione improvvisa e devastante. Questo tormento, questa ricerca mentale affannosa e ossessiva, è scandita in maniera quasi compulsiva dai suoni perforanti e schiaccianti del basso, quasi non volessero lasciar scampo, un singolo attimo di respiro. Il brano, in tutti i suoi aspetti, risulta essere ben strutturato; le sonorità si configurano come potenti e impetuose. Il loro tentativo è quello di far provare in minima parte, a chi la ascolta, quello sconvolgimento atomico che l’essenza di questo disturbo comporta. Anche il videoclip, girato in una camera d’albergo londinese, attraverso un susseguirsi di inquadrature fulminee e dai colori sbiaditi, riesce a catapultare l’osservatore nel travaglio emotivo del protagonista. Inoltre, il video è un omaggio al film del 1982 “Pink Floyd: The Wall” di Alan Parker, trasposizione cinematografica del concept album “The Wall”. Il rimando non è affatto banale se si pensa all’accezione oppressiva che Roger Waters aveva conferito a quel muro: quel muro così insormontabile da portare alla follia… quel muro così malefico da poter essere abbattuto soltanto con un’esplosione totale. 


Aulo Agerio

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Marco Angelillo

Marco Angelillo

Dottore in Scienze e tecniche psicologiche, attualmente studente magistrale in Psicologia Clinica. Con un'innata vocazione per la nullafacenza, lotto e sgobbo affinchè mi sia un giorno riconosciuta. Amo la settima arte, la musica, e me stesso.