I dialoghi degli amanti

“L’amore, la fusione, la conoscenza per noi è una conquista, è lo strumento della liberazione […] A volte ho l’impressione che noi due siamo degli esploratori che esplorano il nostro corpo, la propria anima per ridare spazio all’Amore, per riconsegnarlo a tutti, alla società. Forse anche questo nostro amore fa parte della lotta contro l’aridità, la manipolazione, la disumanizzazione della nostra epoca.”
Eros, capitolo numero cinque, di un libro che si spezza a metà davanti ai nostri occhi: la scoperta e la Ri-scoperta del corpo, proprio e dell’altro, e l’aridità, la manipolazione, la disumanizzazione della nostra epoca. Un romanzo, in cui l’autore, Francesco Alberoni, da fiato a nuovi temi in un ottica sistemica e dialogica con tratti di delizioso erotismo. La voce dei due protagonisti dà vita ad una storia vissuta in un tempo in cui la nevroticità del mondo minaccia l’autenticità del soggetto e la coerenza della propria identità. Sakùntala e Rogan, nel corso della loro vita cercano la propria identità sessuale e personale, e restano vittime degli sconvolgimenti dell’epoca. Il loro diventa, ed è, un amore erotico e sfrenato, spirituale. Il punto di rottura con la realtà, con la normalità si fa strada nei dialoghi dei due amanti che si liberano da ogni inibizione e da tabù in cui erano stati educati. Con questo, raggiungono un amore esclusivo che si muove da esperienze erotiche devastanti, fino a raggiungere un amore basato sulla libertà di espressione. La loro storia diventa una conquista a dispetto della società, che in silenzio e con la compenetrazione della scienza, altera la natura prima dell’uomo. La loro esperienza, quasi catartica, si contrappone ai modelli ed agli stereotipi offertici ogni giorno.
Si inserisce bene, accolto da questo sfondo e premessa il tema dei disturbi sessuali, con finalità informativa, proprio perché slatentizzati a volte, da inibizioni, stereotipi, tabù, e fattori stressanti che regolano la nostra quotidianità e che accompagnano il nostro sviluppo.
Utilizziamo il termine “inibizione” per indicare più precisamente una repressione imposta, conscia o inconscia che sia, verso i nostri pensieri e le nostre pulsioni, e dunque se i freni inibitori saranno significativamente incisivi, possono manifestarsi, a livello sessuale, con impotenza e insensibilità sessuale. Quando un cocktail di pregiudizi errati, disinformazione, diseducazione e convinzioni imprigionanti è miscelato il risultato è prevedibile: ci inibiamo e non lottiamo per vivere al meglio la Nostra Esperienza.

Le disfunzioni sessuali si manifestano con una variazione e alterazione del desiderio sessuale e delle reazioni a stimoli sessuali con conseguenti variazioni a livello psicofisiologico. Il Manuale diagnostico dei disturbi mentali, DSM-IV-TR distingue vari tipi di disturbi sessuali, e si differenzia dal DSM-V (da poco in commercio) per una diversa classificazione di quest’ultimi. La disfunzione può manifestarsi in una o più fasi del ciclo di risposta sessuale: desiderio, eccitazione, orgasmo e risoluzione. Può inoltre essere di tipo permanente (presente sempre), acquisito ( se si sviluppa dopo un certo periodo), generalizzato (non limitata a situazioni specifiche), situazionale (limitata a situazioni specifiche). Distinguiamo le varie disfunzioni come segue, per macrocategorie, tenendo conto di entrambi i sessi:
-Disturbo del desiderio sessuale: scarsa presenza di desiderio o fantasie sessuali;
-Disturbo dell’eccitazione sessuale: incapacità di mantenere o raggiungere un’adeguata risposta di eccitazione sessuale durante il rapporto;
-Disturbo dell’orgasmo: assenza o ritardo dell’orgasmo dopo una fase normale di eccitazione;
-Eiaculazione precoce: ricorrenza di un orgasmo in seguito ad una minima stimolazione
-Disturbo da dolore sessuale (Ad es. il vaginismo): dolore genitale dovuto al rapporto
-Disturbo indotto da sostanze o condizione medica generale

Quando possiamo parlare di disturbo? Quando una certa condizione inficia la vita e l’esistenza di un soggetto, quando ostacola le relazioni interpersonali, quando non permette di far vivere la relazione, di qualunque tipo essa sia, nel modo più sano e naturale possibile e, ovviamente, quando vengono rispettati i criteri diagnostici.
Le cause scatenanti dei vari disturbi possono essere svariate, di tipo organico, ma anche e spesso di tipo psicologico. La componente psicologica infatti è parte integrante dell’atto sessuale, ed è fondamentale non solo in caso di una disfunzione conclamata, ma anche nel vissuto sessuale di ognuno di noi. Per tale ragione riteniamo che sia essenziale parlare ai giovani correttamente della loro sfera sessuale, eliminando convinzioni <> e promuovendone altre mature e responsabili.

In una società nevrotica e ricca di stereotipi di genere (basti pensare alle considerazioni locali e comuni circa la posizione sessuale di un uomo rispetto a quella di una donna) è semplice cadere in false credenze. In una società in cui i modelli di bellezza esteriore e di qualità delle prestazioni affannano la nostra vita è semplice credere di non essere adeguati.
La sessualità rappresenta uno dei principali canali di comunicazione della coppia (nell’accezione dell’esplorazione reciproca), e spesso è anche il “principale cassetto” in cui fattori potenzialmente stressogeni, e difficoltà relazionali, convinzioni e inibizioni trovano il loro posto, mordicchiando la nostra natura di uomini e donne.
Non ci si arrende a vivere meglio che si può la sessualità, ma ci si apre in un dialogo costante, vivo ed energico, siamo per un po’ Sakùntala e Rogan, alla riscoperta ed all’ascolto del proprio corpo, verso un amore erotico.

Elisabetta Ricciardi 

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Elisabetta Ricciardi

Studentessa in psicologia clinica presso l'università degli studi di Bari, neo-laureata in Scienze e tecniche psicologiche. Interessata al teatro e alle poesie.