Imitatio cum variatione

Nel 1947 furono pubblicati per la prima volta gli “Esercizi di Stile” di Raymond Queneau che constano di una stessa storia raccontata in novantanove modi e stili diversi. Poco più di cinquant’anni prima nasceva la forma di Arte Allusiva e Illusiva per eccellenza, il Cinema. La suprema espressione di sintesi di qualsiasi forma d’arte l’uomo abbia mai prodotto dalla nascita delle civiltà. Infatti il prodotto allegorico che il cinema mette in campo è un continuo dialogo fra forme diverse di espressione artistica, e quindi di messa in forma dell’intelletto umano, le quali sono a loro volta modulate dall’intenzionalità, dalle caratteristiche e dai posizionamenti di numerosi protagonisti che entrano in gioco in un vero e proprio

certamen tra molteplici istanze. La nostra mente ha molteplici volti che si confondono tra di loro fino a sovrapporsi per formare una unica immagine osservabile della nostra natura fenotipica. Il medesimo meccanismo lo riscontriamo nel cinema dove si sovrappongono e si mescolano più ambiti sensoriali e dove riscontriamo una costruzione intenzionale che include parole, musica, e immagini in tutte le loro forme e contenuti. Il Cinema è composizione ed esecuzione di un’orchestra che non suona strumenti, ma mezzi di espressione. Grazie alla sua natura multisfaccettata il Cinema rappresenta il caleidoscopico meccanismo attraverso il quale la realtà viene intercettata e tradotta per esser poi spigata attraverso un iter interpretativo che consta di talmente tante variabili soggettive da essere imprevedibile sotto tutti i punti di vista. Anche questa imprevedibilità, e spesso non comprensibilità, rappresentano un altro collegamento tra ciò che il Cinema rappresenta e quell’organo misterioso, sede delle nostre caratteristiche meno prototipiche, che è il cervello e più in generale la mente umana. Bisogna quindi pensare al Cinema come un continuo, ripetitivo, mai totalmente nuovo, ma sempre inedito strumento per mettere in comunicazione attiva tutte le fonti di qualsivoglia genere di pensiero che in quel momento, in cui si rendono spettatori, in un movimento che va avanti all’indietro, stanno fruendo e stanno rendendosi oggetto e soggetto di finzione, allusione, illusione e Cinema allo stesso tempo creando un materiale che evolve in itinere e che funge da radice e ramo , per le future riflessioni in merito alla nostra Persona e Personalità.

Entreremo nell’hic et nunc di questi meccanismi criptici per la loro molteplicità di interpretazioni significative e complessi per la vastità delle direzionalità dei potenziali discorsi su di essi per spiegare il fenomeno Cinema seguendo il leitmotiv delle nostre esperienze e prospettive filtrate dalle nostre peculiari lenti per ideare nella nostra mente ciò che si manifesta a noi e ciò che diventa saliente per la nostra Coscienza

Nunzio Langiulli

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