Inception: perdersi in un sogno

Un futuro. Non poi molto lontano, direi quasi contemporaneo. Una scoperta, di quelle da cui non si può più tornare indietro.
Grazie ad una strana e misteriosa tecnologia è possibile entrare nei sogni, vivere esperienze eteree e irreali, giocando con il proprio subconscio, per svago o per raggiungere obiettivi precisi.
E’ qui che nasce la figura di un nuovo criminale, che si può romanticamente chiamare “ladro di sogni”, o, più semplicemente, truffatore: è il caso del protagonista del film Inception, anno 2010, diretto da Christopher Nolan. Leonardo Di Caprio incarna la figura del delinquente per “necessità”, latitante a causa della misteriosa morte della moglie, fuggitivo che cerca un modo di tornare dai propri figli. E lo fa tramite questo lavoro illegale, che gli permette di frugare nel subconscio delle persone per rubare dei beni di immenso valore: le idee e i segreti.
Il solo pensiero è raccapricciante. In un mondo capitalistico dove il denaro è potere, i nostri pensieri non ci sembrano poi così preziosi, finché non ci si rende conto che potrebbero rubarceli. Che da questo non c’è via di fuga.
E quando farlo, se non quando la mente è nel suo momento più vulnerabile, durante il sonno?
Questi “professionisti” non solo entrano nei sogni, ma sanno anche manipolarli, cercando di tenere a bada il subconscio del sognatore, per non farsi scoprire.

Cosa succederebbe se una cosa del genere divenisse possibile? Ipnosi, psicologia psicodinamica, analisi dei sogni… tutti questi sarebbero da considerarsi come arcaici strumenti, superati, per giungere a metodi più drastici, che negano il buon senso e violentano la privacy e il rispetto verso gli altri.
Ma c’è un altro utilizzo che si potrebbe fare, di questo nuovo “dono”, una raccapricciante opportunità, che snaturerebbe la concezione di sogno stesso. Ed è quello di creare dei sogni ad hoc, per vivere esperienze impossibili, per fuggire alla realtà, fino a sviluppare una vera e propria dipendenza, tossica quasi quanto quella da droghe o alcool. Altrettanto letale, per la ragione.
Rifugiarsi nei sogni, un desiderio comune a molti, ed il film stesso dà un’idea delle conseguenze, spesso catastrofiche, che potrebbero scaturire da una simile possibilità.
Chi rimarrebbe ancorato alla realtà, se fosse possibile fuggire nei sogni, vivere esperienze incredibili per mesi, forse anni? Lasciando indietro il proprio corpo, il proprio dovere, la propria famiglia. Rinunciando alla ragione, alla vita reale.
Una nuova dipendenza, una nuova e pazza tecnologia capace di produrre patologie. O di curarle.
Un luogo-non luogo, vissuto nella testa. Dove perdersi e abbandonare. Dove incatenarsi, o dove trovare la libertà.
L’immaginazione fatica a contenere tutte le possibilità racchiuse in questa visione. Come si perde il conto delle conseguenze che una esperienza prolungata all’interno dei meandri onirici potrebbe causare: confusione tra realtà e finzione, depressione, episodi psicotici e molto altro.
Inception è un chiaro dipinto di ciò che succederebbe se l’indicibile fosse possibile, ma non snoda i mille dubbi e rischi che il mondo dei sogni comporta. Ne mostra solo pochi, racchiusi nella mente del protagonista, custode di segreti scomodi, responsabilità dolorose, nostalgia e colpa.

Sabrina Guaragno

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Sabrina Guaragno

Sabrina Guaragno

Dottoressa in scienze e tecniche psicologiche, editor e book-blogger a tempo perso. Amante dei libri, della scrittura e divoratrice di fumetti e serie tv. Eterna sognatrice sensibile agli animi afflitti.