Il manager della sostenibilità (MoS): un’indagine sulle competenze trasversali di una nuova figura professionale

Il Professor Michele Dassisti e la Professoressa Emanuela Ingusci, rispettivamente del Politecnico di Bari e dell’Università del Salento, hanno effettuato un’indagine sulle competenze trasversali di una nuova figura professionale per la sostenibilità nella nostra società.

LA SOSTENIBILITÀ: una materia che ha una grossa risonanza nella vita degli uomini anche se questi ne hanno poca consapevolezza.

Lo sviluppo delle attività umane ha portato a un notevole incremento del loro impatto sul pianeta, ultimamente, nella nostra società, si sta effettuando un processo di transizione da un paradigma industriale ad un paradigma ecologico, utilizzando la nuova prospettiva sistemica dell’approccio sostenibile.

La sostenibilità sarà, infatti, la nuova sfida da raggiungere nei prossimi anni, in particolare per le nuove generazioni.

Il concetto di sostenibilità è emerso per la prima volta nella prima metà degli anni ’70, ma si è diffuso a livello globale nel 1987.

È stato definito da Fricker (1998) come:

<<[..] Lo sviluppo che incontra le esigenze del presente, senza compromettere la possibilità per le future generazioni di incontrare, a loro volta, le loro esigenze. […]>>

IL MANAGER DELLA SOSTENIBILITÀ: VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE DELLA NUOVA FIGURA PROFESSIONALE

Lo studio ha previsto l’utilizzo di un’indagine basato sulla versione adattata all’italiano dell’inventario delle competenze manageriali.

Lo scopo di questo lavoro è stato di contribuire a delineare una prima tassonomia delle competenze di una nuova figura professionale che giocherà un ruolo importante nel futuro dell’organizzazione sostenibile. Inizialmente è stata valutata la percezione degli studenti universitari, potenzialmente futuri managers della sostenibilità. Lo studio di questa nuova figura è stato effettuato seguendo il modello ISFOL delle competenze (ISFOL, 2004), il quale è diviso in tre categorie: competenze di  base, trasversali e professionali.

I dati sono stati raccolti durante le lezioni universitarie, chiedendo agli studenti chi desiderasse partecipare.

Ai soggetti è stato chiesto di rispondere al questionario indicando le loro preferenze. È stato chiesto se ritenessero rilevante che il manager della sostenibilità fosse laureato, e se sì, in quale area. L’area ritenuta più rilevante è stata quella economica con 116 sì e 134 no; a discapito di quella ingegneristica, delle scienze umane e psicologica. Le competenze ritenute necessarie sono state: computer skills, ritenute molto importanti dal 28,7% di studenti; abilità linguistiche, nello specifico è stata considerata fondamentale la conoscenza della lingua inglese sia a livello basilare che avanzato; la conoscenza del mercato del lavoro internazionale (56,8%) che appartiene all’area delle competenze tecniche e professionali.

L’immagine emergente del MoS (Manager of Sustainability) prevede proattività e orientamento al cliente. Inoltre, egli deve possedere competenze organizzative, che implicano consapevolezza dei processi di decision making nel lavoro di squadra e della gestione dei cambiamenti del mercato del lavoro sia a un livello nazionale che internazionale. Deve possedere le competenze per lavorare in team e deve essere in grado di cooperare, ma deve anche qualificarsi per questo ruolo attraverso il possesso di competenze tecniche e manageriali.

Ai partecipanti è stato somministrato il questionario, i dati raccolti sono stati analizzati con un programma statistico in uso per le scienze sociali. Dall’analisi dei dati sono emersi risultati molto interessanti: mentre non ci sono significative differenze di genere nella percezione di diverse competenze trasversali che il manager dovrebbe avere, è rilevante notare che i gruppi provenienti da diverse aree accademiche assegnano una diversa importanza ad alcune competenze piuttosto che ad altre. Ad esempio, i soggetti provenienti da scienze politiche considerano il raggiungimento di obiettivi e capacità operative come fondamentali, mentre i loro colleghi provenienti da scienze dell’educazione e scienze sociali sottolineano l’importanza di competenze come assistenza e servizio, capacità cognitiva e affettiva per essere un buon manager.

In conclusione:
Questa ricerca mette le basi per una nuova professione, di fondamentale importanza per il futuro, cercando di crearla dalle menti di studenti giovani, che saranno i manager del futuro. La loro opinione è ritenuta importante dagli autori della ricerca, perché “loro creeranno la nuova immagine di un mondo sostenibile”.

Bibliografia:

E. Ingusci, M. Dassisti, The manager of sustainability (MoS): survey on the psychological profile of a new professional figure, Corporate Social Responsibility and Environmental Management.

Fricker. Essay. Measuring up to sustainability. Futures. Vol. 30, n. 4, 1998, pag 367-375

Liliana Dassisti

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Liliana Dassisti

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, futura studentessa in Psicologia Clinica. Appassionata dei sistemi formati da individui e della complessità che ogni persona rappresenta; forte sostenitrice dei diritti di tutti, con un grande senso di giustizia. Sogno un giorno di poter analizzare i contesti lavorativi per prevenire i comportamenti violenti, infatti, questo è stato il tema della mia Tesi di Laurea. Desidero diventare una Psicoterapeuta a tempo pieno, la scuola di pensiero per cui sono attualmente interessata è la Terapia Sistemico-Relazionale. Sono un'appassionata di libri, anche se con i ritmi universitari il tempo a disposizione per dedicarmi alla lettura è notevolmente diminuito. Tra i miei autori preferiti c'è Coelho. Tra i miei libri preferiti c'è Memorie di una Geisha di Arthur Golden. Pratico sci alpino da circa dieci anni, ho praticato danza classica e moderna durante l'infanzia e l'adolescenza.

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