Maurizio Minghella, il “killer delle prostitute”, una carriera criminale tutta italiana

Si conclude il ciclo di analisi delle carriere criminali, analizzando un soggetto italiano che ha suscitato terrore in due periodi storici diversi.

 

Biografia

La storia di Maurizio Minghella è una di quelle storie che fanno rabbrividire. Nato a Genova nel 1958, Maurizio vive, insieme ad altri 4 fratelli, la separazione dei genitori. La madre si lega a un nuovo compagno, ma questa non è una buona notizia per Maurizio. L’uomo picchia in continuazione lui e i fratelli, tanto che Minghella dichiarerà in seguito di aver sognato più volte di ucciderlo strangolandolo da dietro con una corda.

 

Analisi della carriera

In questo primo punto ritroviamo un fattore di rischio di tipo familiare, ovvero la conflittualità tra coniugi e la violenza subita. Per fattori di rischio si intendono eventi o condizioni associate ad un incremento della probabilità di manifestazioni antisociali o delinquenziali che vanno ad influenzare l’onset, la prevalenza, la frequenza, la persistenza e la durata. È necessario puntualizzare che i fattori di rischio non influenzano il comportamento in modo discreto, preciso e distinguibile, ma piuttosto agiscono in maniera dimensionale, mettendo in atto processi psicologici e comportamentali i cui effetti possono manifestarsi in archi temporali diversi in base alle persone, al contesto e al periodo di sviluppo.

 

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Biografia

Oltre alle continue botte subite dal patrigno, ci sono due episodi in particolare che segnano la vita di Maurizio Minghella. Il primo è la morte del fratello che si schianta in moto. Minghella comincia, dopo questo episodio, ad interessarsi ai cadaveri. L’uomo ama passare il tempo all’obitorio per vedere da vicino i corpi delle persone morte e osservare la disperazione dei familiari. Il secondo episodio riguarda la morte della moglie, dipendente da psicofarmaci, che dopo un aborto spontaneo abusa di un antidepressivo e muore per overdose.

 

È il 1978 l’anno che trasforma Maurizio Minghella da persona con disturbi psichici e cognitivi a serial killer. Cinque vittime, tutte donne tra i 14 e i 25 anni. Spesso conosciute in discoteca, tutte abusate sessualmente e uccise brutalmente. Per questi omicidi viene condannato all’ergastolo, sebbene si dichiari sempre innocente, coinvolgendo anche don Gallo che chiese la revisione del processo. Nel 1995 ottiene la semilibertà e il recupero nella comunità di don Ciotti.

 

Analisi della carriera

La desistenza è nota in letteratura come: l’interruzione nel fare qualcosa di antisociale. Nello studio della desistenza emergono problemi a livello concettuale, di definizione e di misurazione, poiché a differenza degli altri aspetti della carriera criminale si tratta di un “non evento”.

 

Se per desistenza intendiamo il processo di remissione volontaria del coinvolgimento criminale esso, oltre a dover essere spontaneo, deve anche consistere in un processo di mantenimento della scelta fatta e mantenuta nel corso del tempo. Per quanto riguarda la carriera criminale di Minghella, troviamo che effettivamente c’è stato un processo di desistenza nella sua carriera criminale, desistenza però dovuta forzatamente allo stato di carcerazione. Infatti Minghella tornerà a commettere gli stessi reati antecedenti alla sua carcerazione. Come sostiene Farrington, non si può mai essere certi che un individuo delinquente abbia davvero interrotto la propria carriera criminale se non con la sua morte.

 

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Biografia

Nonostante la comunità di recupero, il lavoro che svolge e la donna che frequenta, Minghella riprende nel 1996 a compiere omicidi efferati. Cinque donne, di 53, 27, 29, 67 e 27 anni. Alcune picchiate brutalmente, altre strangolate. L’ultimo omicidio incastra definitivamente Maurizio Minghella che viene arrestato il 7 marzo 2001.

 

Analisi della carriera

Come si evince dalla biografia, ci troviamo di fronte ad un soggetto recidivo e persistente, ovvero coinvolto in quel processo di reiterazione e continuità criminale che comprende tutto l’arco della sua vita. Più specificatamente si definisce recidivo “quella persona che dopo essere stata condannata per un reato, o una serie di reati, incorre nuovamente nella commissione di un illecito penale, della stessa natura o di natura differente”.

Alla base della persistenza criminale e della recidività sono di fondamentale importanza i fattori associati alla persona e al suo contesto di vita. Quei fattori che, con molta probabilità, hanno originariamente contribuito all’iniziazione criminale; e i fattori associati alle conseguenze di una carriera criminale, non ultime le difficoltà di reinserimento sociale e gli effetti della carcerazione.

 

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Biografia

Il 2 gennaio prova anche una piccola evasione nella speranza di scampare alla sentenza che arriverà due mesi più tardi. Il 4 aprile 2003 viene condannato dalla Corte d’Assise di Torino all’ergastolo per l’omicidio di una delle vittime e a 30 anni di carcere per gli omicidi di altre due. Al momento è rinchiuso nel carcere di Pavia.

 

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Elena Rossi e Roberto Molino.

 

Bibliografia:

  • Zara, G., Gulotta, G., & Farrington, D. P. (2005). Le carriere criminali. Giuffrè.
  • Profumo, E. (2008). Liguria criminale: dai serial killer Minghella e Bilancia alla banda XXII ottobre, dal misterioso suicidio di Luigi Tenco all’esecuzione spietata di Guido Rossa ad opera delle Brigate rosse, dalle sanguinose faide dei paesi dell’entroterra alla grande tragedia del G8. Newton Compton.
  • ABRATE, P. (2005). Il Piemonte del crimine. Storie maledette. Omicidi, stragi e violenze nei casi più inquietanti della cronaca nera, Ligurpress, Genova 2005.
  • www.serialkiller.it

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Roberto Molino

Roberto Molino

Sono uno studente presso l'Università degli Studi di Torino, Facoltà di Psicologia, Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Criminologica e Forense. Sono laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, laurea triennale presso l'Università degli Studi di Cagliari. Ho frequentato diversi corsi relativi alla materia criminologica come: Criminal Profiling, Autopsia Psicologica, Crime Scene Investigation, e Intelligence Investigativa.