Memoria e mito familiare: perchè ogni storia racchiude un’identità

Ciascuno di noi è portatore di una storia, individuale e familiare, che dà un senso di appartenenza, di sicurezza, di protezione. Questa storia vive nella nostra memoria, in modo sia implicito che esplicito, ed è una memoria che attraversa le generazioni, carica di simboli e significati.

 

La memoria familiare può essere definita come l’insieme di quelle storie familiari in cui sono racchiusi valori, riti, tradizioni e modelli che vengono tramandati di generazione in generazione e che creano un senso di appartenenza al sistema familiare. Queste storie si formano attraverso cambiamenti di ruoli e funzioni nel tempo, vengono rielaborate, riformulate, possono acquisire nuovi significati ed essere arricchite di elementi nuovi mano a mano che vengono raccontate.

 

Quell’area intermedia dove la realtà e la storia si mescolano alla fantasia è detta “mito familiare”. Il termine mito familiare si riferisce ad una serie di credenze, abbastanza ben integrate e condivise da tutti i membri della famiglia, riguardanti ciascuno di essi e le loro posizioni reciproche all’interno della vita familiare. Tali credenze non vengono contestate da alcuna delle persone interessate, malgrado le evidenti distorsioni della realtà che esse implicano (Ferreira, 1963).

 

 

Il mito familiare nasce quindi da un atto creativo, sulla base di una mancanza o di un’incompletezza di dati e spiegazioni attendibili su una serie di avvenimenti e di comportamenti realmente accaduti, che vengono tradotti in un racconto condiviso.

 

Il racconto mitico può quindi assumere diverse caratteristiche funzionali a partire da determinati bisogni emotivi dell’uomo. Bisogni fondamentali come il sentirsi parte di qualcosa, il bisogno di un senso di appartenenza, e quello di dare un senso ad avvenimenti che altrimenti potrebbero risultare ambigui o casuali, una funzione quindi rassicurante rispetto ad elementi minacciosi.  

 

 

Alcuni esempi di miti sono quelli: dell’armonia familiare (“nella nostra famiglia non ci sono problemi”), della condivisione familiare (“nella nostra famiglia ci diciamo tutto”), del capro espiatorio familiare (“Lui è la causa dei nostri problemi”), dell’onestà (“nella nostra famiglia non è consentita la disonestà”).

 

È importante sottolineare inoltre la dimensione storica nella descrizione dei miti familiari. Essi infatti non devono essere considerati statici e chiusi, ma piuttosto come strutture che si costruiscono e si modificano nel tempo. Il mito si colloca all’interno di relazioni in continua evoluzione che ne modificano il significato.

 

La memoria e il mito familiare rappresentano quindi per ognuno un punto di riferimento e un termine di confronto. Ognuno si ritrova ad essere soggetto passivo che subisce miti familiari già presenti ma anche soggetto attivo in grado di poter immettere nuovi elementi e portare ad un cambiamento in un’ottica di evoluzione circolare. Esserne consapevoli potrebbe permettere di fare il salto dall’implicito all’esplicito rendendo la nostra storia più chiara ai nostri occhi.

 

“Noi pensiamo per storie perché siamo costituiti da storie, immersi in storie, fatti di storie”. (Bateson, 1987)

 

Bibliografia:

  • Goldbeter-Merinfeld, E., & Onnis, L. (2012). La terapia familiare in Europa: invenzione a cinque voci. F. Angeli.
  • Andolfi, M., & Angelo, C. (1989). Tempo e mito nella psicoterapia familiare. Bollati Boringhieri.
  • Ferreira A.J., (1963). Familiy myth and homeostasis. Archives of General Psychiatry, 9, 457-473.
  • Bateson, G., & Bateson, M. C. (1987). Dove gli angeli esitano (1987). Milano, Adelphi, tr. it.

 

Sitografia:

 

Dott.ssa Anna Galtarossa ©

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Anna Galtarossa

Anna Galtarossa

Psicologa clinica e psicoterapeuta sistemica in formazione. Alla continua ricerca di novità, di occasioni di condivisione e di confronto. Motivata dalla passione per la propria professione, dalla voglia di mettersi in gioco, dalla curiosità e dall’entusiasmo. Le passioni sono tante: lettura, scrittura, fotografia, viaggi, sport e non ultima quella per gli animali.