Orientamento: La scoperta serendipica dell’e-learning

Esistono molti modi per approcciarsi a una scelta di vita o per trovare la strada più adatta a noi. La storia che racconterò fa riferimento alla mia esperienza personale che, in quanto tale, non rappresenta una legge universale valida per tutti. Definisco la mia scoperta dell’e-learning serendipica, perché è avvenuta mentre ero alla ricerca di qualcos’altro

 

Nel corso della mia triennale in Scienze e tecniche psicologiche, avevo sviluppato un interesse per la relazione tra individualità e comunità, nella prospettiva della psicologia culturale dei gruppi. Grazie al rigore metodologico della Prof.ssa Susanna Annese, la mia relatrice di tesi triennale, iniziai ad approcciarmi al mondo della ricerca qualitativa, ossia quella branca della ricerca psicologica che si concentra sulla comprensione approfondita dell’esperienza dei partecipanti a una ricerca, piuttosto che sulla formulazione di generiche conclusioni del comportamento umano.

 

Ma… cosa c’entra tutto ciò con l’e-Learning?

 

Iniziai la mia magistrale in Formazione e Gestione delle Risorse Umane presso l’Università degli Studi di Bari con l’idea che mi sarei occupata di orientamento professionale e, alla fine del corso di psicologia dell’educazione e dell’e-learning tenuto dalla Prof.ssa Beatrice Ligorio, con una buona dose di fantasia, capii che avevo trovato gli strumenti per passare da idee teoriche, a possibili, innovativi sviluppi dell’orientamento professionale.

 

Cos’è l’e-learning

 

L’e-learning è un settore tanto ampio, quanto controverso.

 

Il significato letterale della parola è apprendimento (learning) mediato dall’uso di tecnologie (electronic).

 

L’idea generale è che utilizzare strumenti tecnologici nei contesti di apprendimento consenta di ottenere dei risultati difficilmente ottenibili senza l’uso delle tecnologie.

 

Alcuni esempi sono: la possibilità di formare un ampissimo numero di persone, non necessariamente localizzate nello stesso luogo (che corrisponde a un risparmio nei costi di formazione per le aziende), in maniera flessibile (in diversi momenti della giornata) o utilizzare modalità ludiche e interattive simili a quelle dei videogiochi per rendere lo studio un momento divertente e interattivo.

 

Nonostante questi siano riconosciuti come i principali motivi del successo dell’e-Learning, dal mio punto di vista, uno dei più significativi vantaggi riguarda la creazione di capitale sociale e sviluppo dell’individualità nelle e tramite la partecipazione attiva a comunità (di apprendimento, di pratiche e/o virtuali). Si pensi, ad esempio a un gruppo di professionisti di una multinazionale, caratterizzato da diversi background e competenze, e impegnato nella realizzazione di un nuovo progetto. La tecnologia consente loro di lavorare in diverse fasi della giornata, da diverse parti del mondo, di organizzare e gestire le informazioni senza disperderla, di commentare, modificare e aggiungere continuamente nuovi spunti e nuove idee. La tecnologia viene impiegata, in questo caso, non solo per abbattere i limiti dello spazio e del tempo, ma per tracciare il processo creativo, permettendo a chi è coinvolto di visualizzare la trasformazione.

 

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Il mio percorso di tesi tra Italia e Finlandia

 

L’idea si è presentata nella mia mente in termini di immagini prima ancora che di parole, rappresentando il punto di partenza della mia ricerca di tesi magistrale. Senza entrare troppo nel merito del lavoro, mi sono interrogata su come utilizzare gli spazi virtuali per supportare lo sviluppo dell’identità professionale di studenti universitari ai confini e nelle intersezioni tra comunità accademiche e professionali. La domanda di ricerca si è concretizzata nella riprogettazione di un modulo del corso della Prof.ssa Ligorio, e mi ha accompagnato in una Summer School a Mosca organizzata dall’ISCAR (International Society For Cultural and Activity Research) e successivamente a svolgere un periodo di ricerca-tesi presso l’Università di Helsinki con il Professor Kai Hakkarainen, grazie all’ottenimento della borsa di studio Global Thesis, erogata dall’Università degli studi di Bari Aldo Moro.

 

I numeri dell’e-learning

 

Parlando di cose concrete… dopo l’Università, ci sono opportunità per coloro che si specializzano nel settore e-learning?

 

In una ricerca condotta da Ipsos in collaborazione con CrossKnowledge, in Italia, il 63% delle imprese coinvolte aveva integrato dei corsi online nei programmi di formazione del personale tra il 2008 e il 2011.

 

In un’altra indagine, nel 2013, il 36% del campione di PMI (piccole medie imprese) italiane ha implementato soluzioni online, il 43% stava considerando la possibilità di adottarne e il 21% dichiarava di non essere interessato.

 

Le aziende, sia pubbliche che private, sono i principali attori della domanda di corsi e-learning (82%), seguite da scuole e università (11%) e da utenti singoli (7%). La metodologia blended learning (faccia a faccia + online) è risultata la più diffusa in Italia.

 

L’interesse degli enti pubblici è in costante crescita, in particolare per quanto riguarda le Regioni. Il trend dell’e-learning sembra essere in espansione in tutta Europa e la crescita più rapida è stata registrata per il Regno Unito e per la Russia.

 

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Interessati al rapporto tra apprendimento e tecnologie?  

 

Se la risposta è si, il corso di laurea Magistrale in Formazione e Gestione delle Risorse Umane dell’Università degli Studi di Bari potrebbe fare al caso tuo.

 

Durante l’insegnamento del Prof. Michele Baldassarre, abbiamo avuto la possibilità di cimentarci nella progettazione di un pacchetto formativo digitale (Learning Object) tramite l’utilizzo di una delle prime versioni del software Articulate Pro. Seppur in maniera molto rudimentale, l’esperienza ci ha consentito di acquisire alcune delle competenze di base della figura professionale dell’Instructional Designer.

 

Il corso della Prof.ssa Beatrice Ligorio di “Psicologia dell’educazione e dell’e-learning” è stato, per me e per molti altri studenti, un’esperienza a 360 gradi, in quanto offre l’opportunità di ampliare le conoscenze delle teorie e degli sbocchi occupazionali del settore. Abbiamo “messo le mani in pasta” tramite esperienza diretta, confrontandoci  (scontrandoci), e alcuni di noi hanno sperimentato un cambiamento del proprio Sé. Qui è possibile trovare una descrizione dettagliata dell’offerta formativa dell’anno 2015-2016.

 

Al concludersi dei quattro mesi di intense attività blended, è iniziato il mio nuovo percorso ai confini tra l’Università di Bari, il resto d’Italia e d’Europa.

 

Francesca Amenduni

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Francesca Amenduni

Francesca Amenduni

Classe 92, laureanda in "Formazione e Gestione delle Risorse Umane". Gli ambiti di interesse professionale e di ricerca riguardano: identità, gruppo e comunità; informal learning; uso delle nuove tecnologie per la Gestione delle Risorse Umane. La scrittura online è lo strumento che utilizza per diffondere conoscenza specialistica e destrutturare lo stereotipo della psicologia da talk show.