Percezione del rischio ed euristiche: quando la mente usa scorciatoie mentali e cerca emozioni forti

C’è chi cerca forti sensazioni ed emozioni, chi invece adora trascorrere il tempo senza rischiare, chi si imbatte in situazioni pericolose e chi mette in atto comportamenti poco adattivi o rischiosi: perché? Rischio, pericolo, percezione, decisioni e giudizi, sono questi i costrutti che ci aiutano a spiegare le differenze!

 

Nel mondo ci sono 7,47 miliardi di persone: alcune di queste scalerebbero un promontorio altissimo, per poi tuffarsi nel bacino d’acqua sottostante, senza protezione o precauzione alcuna; altre, invece, preferiscono non rischiare. Cosa guida i nostri giudizi, le nostre decisioni e i nostri comportamenti?

 

La risposta appare chiara sciogliendo la catena e declinando i tre elementi fondamentali: rischio, pericolo e percezione.

 

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Il rischio è la probabilità di entrare in contatto con il pericolo; il pericolo è da intendersi, invece, come caratteristica dell’oggetto che provoca un danno. Tuttavia, i due termini sono comunemente utilizzati in modo intercambiabile. Ognuno di noi, inoltre, può percepire un rischio e valutarlo in modo differente. Ed è proprio in questo processo che intervengono numerosi fattori: in particolare, sono coinvolti aspetti cognitivi ed emotivo-affettivi.

 

Come sottolineato in un precedente articolo, il rischio alla guida, ad esempio, non è affatto da sottovalutare, tuttavia, molti individui temono meno l’automobile che un volo in aereo. In tal caso, sarà stata molto probabilmente un’euristica ad aver guidato la valutazione.

 

Le euristiche sono, infatti, strategie di pensiero veloci ed efficienti che guidano i nostri giudizi: scorciatoie mentali che usiamo per prendere decisioni rapide, e tramite le quali percepiamo il mondo che ci circonda.

 

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L’euristica della disponibilità, in particolare, è intesa come la tendenza a giudicare la probabilità di un evento in base a quanto sia semplice trovare esempi per quel particolare episodio/evento. Ma non solo, a guidare i nostri calcoli probabilistici è la vividezza di un evento. Il verificarsi di un evento semplice da ricordare e vivido, come l’attacco di uno squalo nell’oceano, può apparire più probabile di altri eventi. Così, molto spesso, il rischio reale non combacia con quello percepito.

 

Ad esempio, nel suo libro, David Myers pone un esempio interessante: quanti di noi, dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre a New York, hanno pensato che fosse più rischioso viaggiare in aereo e non in automobile? Non è così raro, tuttavia, un incidente in auto: i dati ISTAT confermano che tra gennaio e giugno 2016 si sono verificati 83.549 incidenti stradali.

 

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È chiaro che, in base alla stima che facciamo di quanto sia probabile il verificarsi di un determinato evento, ci comporteremo in un modo piuttosto che in un altro. La percezione del rischio è, infatti, predittiva di alcuni comportamenti non adattivi, ad esempio l’eccessiva velocità in auto.

 

Inoltre, alcuni giovani potrebbero, per esempio, sottostimare il rischio e sovrastimare la loro abilità di guidatori, in seguito ad alcuni bias di giudizio (es. giudizi attuali influenzati da eventi passati), così come specifici aspetti di personalità.

 

Ognuno di noi presenta, infatti, una particolare predisposizione nel cercare situazioni adrenaliniche ed eccitanti: non a caso, Zuckerman (1971) ha sottolineato l’importanza del sensation seeking come elemento centrale della personalità degli individui. Maggiore è la tendenza a ricercare situazioni eccitanti, tanto più alta sarà la propensione ad assumere comportamenti rischiosi.

 

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Ecco spiegato, considerando gli aspetti emotivi e cognitivi del singolo,  perché alcuni di noi decideranno di gettarsi da un paracadute, e altri preferiranno evitare il rischio e restare a guardare!

 

Elisabetta Ricciardi

 

Bibliografia:

  • Zuckerman, M. (1971). Dimensions of sensation seeking. Journal of consulting and clinical psychology, 36(1), 45.

 

Sitografia:

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Elisabetta Ricciardi

Studentessa in psicologia clinica presso l’università degli studi di Bari, neo-laureata in Scienze e tecniche psicologiche. Interessata al teatro e alle poesie.