Qual è la tua ancora di carriera?

Da sempre una delle scelte che più ci attanaglia è quella del nostro futuro lavorativo, di “cosa voglio fare da grande”. Ma come si fa ad avere consapevolezza di cosa sappiamo fare e di cosa ci piace fare?

 

E tu cosa vuoi fare da grande?”

 

Quante volte abbiamo ascoltato questa domanda e non abbiamo saputo dare una risposta?

 

O, quante volte avevamo la risposta chiara e poi ci siamo accorti che i nostri sogni ci avrebbero portato a fare, in realtà, tutt’altro nella nostra vita?

 

Come diventiamo consapevoli di quella che è la nostra carriera lavorativa?

 

Edgar Schein, nelle sue ricerche, analizza come le persone possano assumere un ruolo attivo nella gestione della propria esperienza di lavoro.

 

Egli opera una netta distinzione tra il primo momento di ingresso lavorativo e i primi anni di impiego che lo seguono. Le persone possono avere desideri, speranze e ambizioni, ma possiedono ben poche informazioni su ciò che realmente sono in grado di fare, o su ciò che piace loro fare. È solo con l’esperienza concreta e il confronto con le reali richieste lavorative e organizzative che la persona acquisisce una conoscenza più realistica su di sé e sulle richieste organizzative.

 

Quindi, solo dopo i primi anni di lavoro, avrà pienamente consapevolezza dei suoi talenti, bisogni e valori.

 

Da qui nasce la metafora dell’ancora di carriera, intesa come un insieme di talenti, bisogni e valori autodefiniti dalla persona che servono a guidare, integrare e stabilizzare la sua carriera (Schein, 1978).

 

Schein ne individua cinque tipologie.

 

Ancora tecnico-funzionale: tipica delle persone che scoprono di avere un particolare talento per un certo tipo di lavoro, mostrando una forte motivazione per lo stesso. Ciò che motiva queste persone è innanzitutto il contenuto del lavoro in sé, per il quale si sentono particolarmente portate.

 

Ancora manageriale: propria di quelle persone che scoprono che quello che realmente vogliono fare, e per cui hanno particolare talento, sono la gestione e il coordinamento delle altre persone per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. Queste persone ambiscono alla scalata della gerarchia organizzativa e al raggiungimento di posizioni con alti livelli di responsabilità, dove possono prendere decisioni determinanti per la prestazione dell’organizzazione.

 

Ancora di creatività imprenditoriale: propria di quelle persone che scoprono di voler avviare un’attività in proprio, sviluppando un nuovo prodotto, un servizio o un’organizzazione. Queste persone si caratterizzano per la generazione di nuove idee e la loro messa in atto al fine di migliorare la situazione.

 

Ancora di sicurezza e stabilità: propria delle persone che scoprono di volere una carriera che li faccia sentire sicuri e in grado di predire quello che potrebbe succedere loro nel futuro. Sono disposti a sacrificare avanzamenti di carriera o il loro interesse per il contenuto del lavoro, pur di avere la certezza per il presente e il futuro della stabilità del lavoro stesso.

 

Ancora di autonomia e indipendenza: propria di quelle persone che scoprono di non voler sottostare a costrizioni organizzative e di voler gestire in autonomia il proprio lavoro e la propria vita lavorativa. Confrontandosi con costrizioni organizzative, arrivano a considerarle irrazionali e intrusive e sviluppano la consapevolezza di voler fare le cose a modo proprio, seguendo i propri ritmi e facendo riferimento ai propri standard.

 

Successivamente altri autori, in seguito a ricerche condotte con Schein negli anni 80, ne identificano altre 3:

 

Ancora di stile di vita: propria di quelle persone che scoprono un assoluto bisogno di integrare la vita lavorativa e la carriera con elementi della vita privata e familiare. Le decisioni di carriera, quindi, cercano un compromesso rispetto alle richieste provenienti da entrambe le sfere di vita, anche in funzione delle esigenze lavorative del partner.

 

Qual è la tua ancora di carriera 2

 

Ancora di pura sfida: propria di quelle persone che scoprono di ricercare dal proprio lavoro sfide continue e ostacoli quasi impossibili da superare, al di là del tipo di lavoro che svolgono.

 

Ancora di servizio/dedizione a una causa: propria di quelle persone che scoprono di voler usare il proprio talento e le proprie capacità per perseguire un qualche valore, che è, per loro, significativo e che ha una forte rilevanza per la società. Queste persone pongono molta attenzione alla corrispondenza tra i propri valori e quelli dell’organizzazione e, quando presente, tenderanno a mostrare lealtà verso l’organizzazione e a mettere una grande passione nello svolgimento del loro lavoro.

 

Queste ancore, secondo Schein, ci accompagnano durante l’intero arco della nostra carriera lavorativa e ci aiutano a compiere delle scelte importanti.

 

E tu, quale credi sia la tua ancora di carriera? Scrivici nei commenti!

 

Palma Guarini

 

Bibliografia:

  • Toderi S., Sarchielli G. (2013) Sviluppare la carriera lavorativa, Il Mulino.
  • Schein, E.H. (1974) Career Anchors and Career Paths: A panel study of Management School Graduates, Cambridge, MA, Sloan School of Management.

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Palma Guarini

Palma Guarini

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, studentessa in Formazione e Gestione delle Risorse Umane. Spesso animata da uno spirito polemico ma innamorata del talento, dell'arte e dei sogni.