Quei bambini maltrattati

Uno dei temi più delicati da affrontare, in materia minorile, è quello relativo al maltrattamento e abuso all’infanzia. La tutela giuridica, in materia minorile, si è rivelata ancora troppo poco efficace, e non tutte le nazioni del mondo hanno realizzato quanto sia importante il diritto all’infanzia per la crescita della società. Il potere dell’ONU non è sufficiente, allo stato attuale, per influenzare le politiche di tutti quegli stati che non hanno ancora raggiunto la consapevolezza dello sviluppo sociale attraverso la cura e la tutela dei minori.
La chiave di volta dovrebbe essere sempre la vittima. Questa ha bisogno di superare il trauma, rimettere in ordine la propria confusione, e non diventare, a sua volta, un adulto abusante. Il superiore interesse del minore e il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino, devono trasformarsi nel diritto dell’adulto a una vita serena, che permetta loro di garantire gli stessi diritti ai propri figli, imponendo la decrescita delle statistiche sui maltrattamenti e gli abusi.
Il tema è di difficile trattazione per tutti gli operatori del settore, e ciò che lo rende così problematico è il rapporto che gli operatori devono avere con la vittima e con i familiari di chi ha subito una così grave ingiustizia. Chi ha subito un abuso o una forma di maltrattamento versa in uno stato psicologico di trauma che, nelle fasi della rivelazione e delle verifiche necessarie, rischia di amplificarsi e di essere rivissuto più volte, peggiorando il disagio in cui versa il bambino in quel momento. Davanti a un caso di abuso accertato, o di sospetto abuso, la vittima ha bisogno del giusto supporto per sistemare il suo mondo doloroso e confuso.
La criminologia ha, ad oggi, l’arduo compito di migliorare le tecniche per la valutazione della vittima,da influenzare le politiche in materia di maltrattamento e abuso verso una maggiore tutela dei bambini e degli adolescenti, e di coordinare la formazione degli operatori nella trattazione di questo tema così delicato, con il fine ultimo del superiore interesse del minore, che oggi rappresenta uno dei punti fermi di tutte le maggiori istituzioni mondiali nella tutela e nel rispetto del diritto all’infanzia e all’adolescenza.
Ma cosa intendiamo esattamente per maltrattamento e abuso all’infanzia? Il principale riferimento nozionistico sul tema è dato dalla definizione del Consiglio d’Europa, per il quale l’abuso sui minori è “quell’insieme di atti e carenze che turbano gravemente il bambino attentando alla sua integrità corporea e al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale, le cui manifestazioni sono: lesioni di ordine fisico, psicologico, sessuale, e trascuratezza da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino”.
Il maltrattamento può essere fisico, psicologico, può riguardare una grave negligenza da parte di un caregiver che mina la sicurezza minima indispensabile al bambino, o una trascuratezza tale da rendere pressoché inesistenti le cure sul piano fisico, o sul piano affettivo e cognitivo. Ancora, il maltrattamento può riguardare casi in cui la cura del bambino viene fornita ma in maniera totalmente inadeguata, spesso perché il genitore è affetto da qualche forma di psicopatologia, o casi in cui ci si trova in una situazione di ipercuria nei quali il bambino viene sottoposto a cure eccessive che possono rivelarsi dannose a livello fisico e psichico.
La forma sicuramente più riconosciuta di abuso nei confronti di minori è quella che riguarda l’abuso sessuale, cioè tutte quelle pratiche a sfondo sessuale a cui vengono sottoposti i minori, i quali non hanno raggiunto una maturità tale da avere la consapevolezza e la possibilità di scelta. Incesto, pedofilia, esibizionismo e stupro sono le forme più note di abuso sessuale nei minori.
abusoI dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità non sono certo rassicuranti: uno adulto su quattro ha subito abusi fisici durante l’infanzia o l’adolescenza; circa uno su tre dichiara di aver subito abusi psicologici, e 1 donna su cinque e 1 uomo su dieci hanno subito abuso sessuale da bambini.
In Italia, i dati sono stati raccolti dal CISMAI, il coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, in un rapporto fatto in collaborazione con l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, l’ISTAT, e il dipartimento delle pari opportunità.
Da un punto di vista giuridico, la maggiore tutela a livello mondiale viene fornita dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, un documento firmato, allo stato attuale, da 196 nazioni. In questo documento sono elencati quattro princìpi fondamentali, che fanno da guida ai 54 articoli presenti nella convenzione:

  • La non discriminazione;
  • Il superiore interesse del minore;
  • Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino;
  • L’ascolto delle opinioni del minore.

In Italia, il più recente passo in avanti per la tutela dei minori in materia di maltrattamento e abuso è stata la ratifica della Convenzione di Lanzarote del 2007, con l’obiettivo di prevenire e combattere lo sfruttamento e l’abuso sessuale sui minori, tutelare i diritti dei minori vittime di sfruttamento e abuso sessuale, e promuovere la cooperazione nazionale e internazionale contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale di minori.
L’opinione comune delle istituzioni che si occupano di tutela dei diritti dei minori è quella secondo cui ci sarebbe bisogno di interventi precisi e mirati, volti a garantire più efficaci politiche sull’infanzia, in particolare per quanto riguarda la formazione degli operatori nel riconoscimento di segnali precoci di maltrattamento e abuso.
E’ auspicabile che le istituzioni che si occupano di proteggere i diritti dei bambini si ricordino costantemente che il fulcro deve essere sempre il diritto all’infanzia e, di conseguenza, il bambino. Solo attraverso uno sviluppo sano dei nostri figli possiamo garantire la crescita della nostra società.

Roberto Molino

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Roberto Molino

Roberto Molino

Sono uno studente presso l'Università degli Studi di Torino, Facoltà di Psicologia, Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Criminologica e Forense. Sono laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, laurea triennale presso l'Università degli Studi di Cagliari. Ho frequentato diversi corsi relativi alla materia criminologica come: Criminal Profiling, Autopsia Psicologica, Crime Scene Investigation, e Intelligence Investigativa.