La realtà virtuale del mirror game per la diagnosi precoce della schizofrenia

Un nuovo test, il mirror game, potrebbe permettere una diagnosi precoce di schizofrenia mostrando dei risultati più accurati di valutazioni mediante colloqui clinici.

 

La ricerca

 

Una ricerca pioneristica condotta da ricercatori dell’Università di Exeter (UK), in collaborazione con i partner del progetto AlterEgo dell’Unione Europea, ha utilizzato il mirror game (lett. “gioco dello specchio”) per studiare le caratteristiche dei movimenti e delle interazioni sociali delle persone affette da schizofrenia, confrontandole con quelle di persone sane (Słowiński et al., 2017).

 

Questo grave disturbo colpisce l’1% della popolazione mondiale ed è caratterizzato da sintomi come deliri di varia natura, allucinazioni uditive (ad esempio, sentire delle voci) e cambiamenti nel comportamento (American Psychiatric Association, 2013). Attualmente, non si conoscono con certezza le cause, ma è probabile che derivino da una combinazione di fattori genetici e ambientali.

 

La realtà virtuale del mirror game per la diagnosi precoce della schizofrenia 2

 

Nel corso dello studio, pubblicato a Febbraio 2017 sull’importante rivista scientifica NPJ Schizophrenia, gli esperti hanno chiesto ai partecipanti di eseguire una serie di movimenti da soli e, successivamente, di rispecchiare i movimenti compiuti da avatar computerizzati e robot umanoidi (European iCub robot) e di interagire con loro. Movimenti e interazioni dei soggetti sani sono stati confrontati con quelli dei soggetti affetti da schizofrenia. Questo ha permesso di rilevare con precisione le variazioni specifiche nel modo con cui i pazienti si muovono e interagiscono.

 

Mediante l’osservazione di come i soggetti con schizofrenia si muovono e reagiscono agli altri e mediante il confronto con i modelli di movimento comparabili per chi soffre di schizofrenia, il gruppo di ricerca sostiene che il test possa permettere una diagnosi accurata e veloce e fornire dati sull’andamento di trattamenti in corso.

 

 

I dati preliminari hanno dimostrato che il test mediante mirror game risulta più accurato se confrontato con diagnosi fatta mediante colloqui clinici e più economico di metodi altrettanto accurati come quelli tradizionali di neuroimaging.

 

Fondamenti teorici

 

L’obiettivo dei ricercatori è stato quello di studiare dei biomarker socio-motori che caratterizzino le persone affette da schizofrenia, in quanto si basano sul presupposto, precedentemente dimostrato dallo stesso gruppo di esperti, per cui ogni persona sarebbe contraddistinta da una firma motoria individuale, ossia un insieme di caratteristiche del modo di muoversi, come la velocità e il peso del movimento, diverso da qualsiasi altra persona.
Avendo osservato che persone con caratteristiche comportamentali simili tendono a muoversi e interagire in modi simili, gli studiosi hanno ipotizzato che questi elementi possano fornire informazioni anche circa lo stato di salute mentale.

 

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Prospettive future

 

Nonostante i risultati siano ancora preliminari, questa ricerca rappresenta un importante progresso nell’uso della realtà virtuale come strumento di diagnosi precoce, fondamentale per chi soffre di schizofrenia. La riduzione della durata della psicosi non trattata (DUP) è, infatti, correlata a una maggiore efficacia dei trattamenti e a un esito migliore.

 

Sebbene possa sembrare semplicistico impiegare a tal fine lo studio di come le persone si muovono e interagiscono, i risultati sono stati paragonabili a quelli ottenuti con i collaudati metodi di neuroimaging.

 

I ricercatori stanno ora pianificando ulteriori studi clinici nel tentativo di confermare l’efficacia del test, affinché possa, in futuro, essere impiegato nella pratica clinica e costituire un più affidabile ed economico mezzo per la diagnosi precoce e il monitoraggio del trattamento della schizofrenia.

 

  

AlterEgo, progetto che mira a creare nuove interazioni uomo-agenti artificiali attraverso il concetto di somiglianza al fine di migliorare la competenza sociale nei pazienti affetti da deficit delle abilità sociali.

 

Jenny Aratari ©

 

Per saperne di più…

  • Słowiński, P., Alderisio, F., Zhai, C., Shen, Y., Tino, P., Bortolon, C., et al. (2017). Unravelling socio-motor biomarkers in schizophrenia. NPJ Schizophrenia, 3, 8.
  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition. Arlington, VA: American Psychiatric Publishing

 

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Jenny Aratari

Jenny Aratari

Dottoressa magistrale in Psicologia Clinica, la formazione padovana le ha donato smisurata passione per la psicofisiologia e per tutto ciò che leghi salute psichica e fisica. È convinta che prima della cura debba esserci la costruzione di benessere nell’ottica della psicologia positiva. Animata da un quasi patologico ottimismo riguardo alla ricerca del lavoro, prova a motivare i colleghi a inventarsi come nuove figure professionali in risposta a nuovi bisogni.