I reati del diavolo: le sette sataniche nella scena del crimine

I delitti commessi dalle sette sataniche sono unici nel loro genere e, che si tratti della famiglia Manson o del lato oscuro di Firenze, la simbologia può aiutare gli investigatori nella ricerca dei colpevoli.

 

Nell’accezione criminologica moderna, le sette religiose ed esoteriche sono considerate delle aggregazioni relativamente nuove, che si ispirano solitamente a un leader carismatico, e che differiscono nei principi dalle principali religioni organizzate e dai grandi sistemi filosofici occidentali. La presenza di queste aggregazioni, tuttavia, non è da considerarsi un evento nuovo, ma esistente da sempre nella storia dell’uomo (tanto che gli stessi cristiani erano chiamati “setta dei nazareni”). La natura di queste sette non costituisce di per sé un evento criminologico, o meglio un elemento criminogenetico, ma rientra nel “contesto” utile a studiare la genesi e la dinamica criminologica.

 

Da un punto di vista giuridico, la legge è carente in materia, essendo stato abolito dalla Corte Costituzionale l’articolo 603 del Codice Penale in materia di Plagio. Fu fatta richiesta al legislatore di operare meglio in tal senso, ma dal 1981 nessuno si occupò di questo importante ambito, creando un vuoto legislativo.

 

Molto spesso, le sette sono coinvolte in reati di diversa natura, come ad esempio l’esercizio abusivo delle professioni mediche e psicologiche, la truffa e le frodi, e ancora la violenza sessuale, la violenza fisica e la minaccia, l’istigazione al suicidio e l’omicidio. In altre forme ci si può imbattere in profanazione di cimiteri, reati contro il sentimento religioso, e il maltrattamento di animali.

 

 

I reati più gravi, come si è detto, riguardano l’istigazione al suicidio e l’omicidio. Un celebre caso italiano parla di uomini e donne di età compresa tra i 23 e i 28 anni, che praticavano rituali satanici e messe nere nella zona intorno alla città di Firenze. Dalla casa di un fiorentino furono sequestrati due teschi umani, e diverse foto in formato digitale con uomini che si accoppiano con donne senza testa e giovani immerse in vasche di sangue. A questo gruppo fu collegato il delitto di una donna, i cui resti scarnificati furono trovati dentro un sacco nel 2006. Un altro aspetto importante è il ruolo ricoperto dai bambini all’interno delle sette. Spesso sono visti come un intralcio per il leader e per la mission della setta. Inoltre, sono spesso imprevedibili nei momenti in cui c’è una forte tensione all’interno del gruppo, per cui vengono immancabilmente drogati o sedati pesantemente, e minacciati della propria vita o di quella dei propri genitori.

 

Una doverosa precisazione, comunque, va fatta. L’equazione satanismo=setta=crimini satanici è fortemente errata. Non tutte le sette compiono atti che infrangono la legge, perciò non sono analizzabili da un punto di vista criminologico e non sono gruppi che commettono alcun tipo di delitto. Quando, invece, la legge viene infranta, allora la scena del crimine appare molto complessa da analizzare.

 

Nei crimini satanici occorre prestare molta attenzione al sopralluogo, cioè a quell’evento in cui gli investigatori devono, attraverso gli strumenti tecnici, ricostruire i fatti. In primo luogo è necessario capire se l’autore del reato è appartenente a un gruppo e in particolare a quale tipo di gruppo. Non è necessario trovare una scritta del numero 666 o la parola “satana” per richiamare la pista satanica. Un altro dato importante, ma spesso ambiguo, riguarda il giorno in cui è stato commesso il delitto, poiché ci sono delle date “significative” dal punto di vista di una setta (un esempio clamoroso è il 1° agosto, data in cui Lucifero sarebbe precipitato dal cielo sulla Terra). Tuttavia, il dato principale da tenere in considerazione resta la motivazione che ha spinto a compiere il reato. Bisogna tenere in forte considerazione gli aspetti antropologici e organizzativi delle sette, nonché gli aspetti sociologici e psicologici che avvicinano gli individui all’entrata in questi gruppi e alla messa in atto di azioni criminali.

 

 

 

È necessaria dunque un’analisi sistemica dell’evento, che integra una pluralità di elementi che presi in considerazione da soli non sarebbero bastevoli a trarre delle conclusioni adeguate.

 

Diamo uno sguardo ai principali simboli presenti nelle scene del crimine di tipo occultista:

  • Il pentacolo rovesciato: nella simbologia wicca, la stella ha la punta verso l’alto e le viene attribuito un significato positivo; al contrario i satanisti rivolgono la stella verso il basso, come forma di disprezzo verso Dio.
  • La croce capovolta: spesso accompagnata dal numero 666, rappresenta un insulto a Gesù.

 

Un posto di rilievo, a seconda del luogo in cui si trova la scena del crimine, viene attribuito agli alberi o ai muri, alla presenza di cerchi di un certo diametro, o altari, come anche il seppellimento di oggetti, parti animali, o umane, spesso nascoste sotto un fuoco spento. Anche le fonti d’acqua sono importanti, poiché l’acqua rappresenta purezza e chi ha praticato un crimine vicino a fonti di purezza si sentirà in dovere di inquinarle. Bisogna quindi tenere conto di tutta una serie di aspetti che ci porteranno a sconfinare dai limiti della normalità, per portarci in un mondo che ci appare impossibile o alquanto improbabile.

 

 

In Italia, la maggior parte dei reati connessi al satanismo ha una base di tipo sessuale che vede coinvolti uomini e donne, alcune delle quali spesso non consenzienti, in pratiche orgiastiche all’interno di rituali e “messe nere”. In ambito minorile, invece, si assiste soprattutto alla detenzione e spaccio di droga e se il dato statistico non sembra allarmante (2% su un campione di 5000 ragazzi italiani compresi tra i 14 e i 18 anni), bisogna comunque considerare quel 2% e agire affinché quel dato possa tendere allo zero.

 

Il caso internazionale più noto è sicuramente il caso della “Manson Family” al cui vertice stava Charles Manson, attualmente detenuto presso il carcere di Corcoran. Charles riuscì a raccogliere una cinquantina di adepti che lo veneravano come la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana insieme. Charles mostrava chiaramente un disprezzo marcato verso la comunità afroamericana. Rapine, sesso di gruppo, abuso di sostanze stupefacenti come hashish e LSD, sono alcune delle pratiche usuali della “famiglia”. Accanto a questi “reati minori”, la famiglia cominciò a uccidere selvaggiamente, a partire da Sharon Tate, moglie del famoso regista Roman Polanski e incinta di 8 mesi. Insieme a lei morirono brutalmente anche Jay Sebring, Abigail Folger, e Voityck Frykowski, fidanzato della Folger. Il giorno seguente gli adepti colpiscono ancora: le vittime sono l’imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary. I due vengono raggiunti da oltre 40 colpi di forchetta alla testa, morendo tra atroci dolori. Successivamente fu colpito un insegnante di musica di Manson, Gary Hinman. Anche un membro stesso della setta fu ucciso, solo perché aveva sposato una donna nera. Dopo l’omicidio il cadavere fu fatto a pezzi e gettato in un lago. Per gli omicidi commessi, la Manson Family, compreso il suo leader Charles Manson, fu condannata alla pena di morte, ma per l’abolizione della stessa nello stato della California, la pena fu commutata in ergastolo.

 

 

In conclusione, il fenomeno delle sette appare estremamente complesso, partendo dalla mancanza di definizioni soddisfacenti che possano inquadrare le sette in modo accurato, passando per la difficoltà nell’identificare con certezza una scena del crimine rituale, e finendo con il problema della prevenzione criminologica, che dovrebbe mirare ad estirpare solo i comportamenti delittuosi all’interno delle sette e dei movimenti religiosi, e non cercare di eliminare queste aggregazioni nella loro interezza. Il compito è difficile, ma gli strumenti per il successo ci sono tutti.

 

Bibliografia:

  • Rapporto del Ministero dell’Interno, Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia, 1998, p.3.
  • Strano, M. (2003). Manuale di criminologia clinica. SEE Editrice Firenze.
  • Strano, M. (2008). Manuale di Investigazione Criminale. Nuovo Studio Tecna Edizioni Roma.

 

Sitografia:

 

Roberto Molino ©

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Roberto Molino

Roberto Molino

Sono uno studente presso l'Università degli Studi di Torino, Facoltà di Psicologia, Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Criminologica e Forense. Sono laureato in Scienze e Tecniche Psicologiche, laurea triennale presso l'Università degli Studi di Cagliari. Ho frequentato diversi corsi relativi alla materia criminologica come: Criminal Profiling, Autopsia Psicologica, Crime Scene Investigation, e Intelligence Investigativa.

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