Sesso in gravidanza: un parere psicologico

La sessualità umana è una continua crescita ed evoluzione, che si adatta alle esigenze della persona. Ma cosa accade alla coppia nel momento in cui si scopre una gravidanza? Quali sono le norme da tener presente? Perché il sesso cambia, e come fare in modo che rimanga soddisfacente?

 

La gravidanza è un momento molto importante nella vita di una coppia. In particolare, la prima gestazione rappresenta un periodo di cambiamenti psico-fisiologici talmente forte da non saper bene come comportarsi.

 

Iniziamo col dire, allora, che la sessualità in gravidanza (salvo diverse indicazioni del medico ginecologo) è non solo buona norma, ma anche auspicabile per la salute dei futuri genitori. L’attività sessuale moderata non va quindi interrotta nel periodo dell’attesa, per non creare squilibri all’interno della coppia.

 

I fattori che possono influenzare il comportamento sessuale in gravidanza sono molteplici, legati soprattutto a una modificazione organica ed endocrina della donna e ai fattori socio-culturali e relazionali che vengono a galla nel momento di “crisi” che porta la gravidanza. Bibring, già negli anni ‘60, spiegava come: “La crisi è il punto di transizione tra la salute e la malattia, tra la normalità e la patologia, tra la maturazione e la fissazione regressiva” (Bibring, 1961). Ed è in questo senso che possiamo leggere la nuova vita e i nuovi comportamenti della donna-madre (e dell’uomo-padre).

 

Vi sono, purtroppo, poche ricerche in questo senso, anche perchè è stato provato come molte coppie e molti ginecologi non parlino di sessualità in gravidanza (Von Sidow K., 1999), ma abbiamo alcuni riscontri, soprattutto su donne, anche se sarebbe interessante esplorare meglio la parte maschile della coppia.

 

Ad esempio:

“In uno studio descrittivo cross-sezionale condotto su una corte di 238 gestanti è stato riscontrato che in oltre l’80% delle donne la gravidanza aveva un impatto significativo sulla vita sessuale. Precisamente, la frequenza settimanale dei rapporti sessuali diminuiva da 2,02 ± 0,7 al di fuori della gravidanza a 1,51 ± 0,6 durante la gravidanza. Le ragioni riportate di questa diminuzione non mutuamente esclusive erano diverse: stanchezza e senso di affaticamento 64,3%, riduzione o scomparsa del desiderio sessuale 55,9%, timore di arrecare danno al feto 49,2 %, timore di determinare un aborto 45% o un parto prematuro 34%” (Eryilmaz G et al., 2004) .

 

Un’altra ricerca del 2006 sottolinea come quasi tutte le femmine dei mammiferi abbiano delle modificazioni del comportamento, soprattutto grazie all’influenza ormonale che permette alla madre di essere più vigile e attenta riguardo la prole (Kinslej et al., 2006), ed è dimostrato come questa modificazione inizi già durante il periodo gestazionale.

 

Al di là dell’aspetto accademico, però, va sottolineato come spesso le coppie vengano lasciate sole, non opportunamente informate sulle cause o sulle conseguenze di determinati comportamenti, in balia di consigli più o meno richiesti, di rimedi più o meno veritieri, di convinzioni più o meno pericolose. Proviamo in questa sede a fare una breve panoramica sui dubbi, le paure e i vissuti psicologici della coppia.

 

Le domande e le paure più frequenti riguardano la possibilità di fare del male al feto. In realtà, in condizioni di gravidanza normale, non si corre alcun pericolo, in quanto il bambino è protetto dal suo sacco amniotico, dal liquido in esso contenuto e da un tappo mucoso che il corpo della donna crea per sigillare l’ingresso dell’utero.

 

Altre paure possono riguardare credenze popolari, miti e tabù tramandati da generazioni, come ad esempio:

 

  • Le donne perdono totalmente interesse per il sesso. Le donne che diventano madri non è opportuno che ricerchino il piacere, devono solo provvedere alla cura e alla crescita della prole;
  • Gli uomini perdono interesse per le proprie partner, giudicate non più attraenti;
  • Difficoltà\impossibilità di avere orgasmi da parte della donna;
  • I movimenti dell’attività sessuale possono danneggiare il bambino.

 

Come ripetiamo, tranne casi particolari di cui il ginecologo potrà parlarvi (come la placenta previa, gravidanze multiple, perdite ematiche, dilatazione prematura della cervice, ecc.) la sessualità in gravidanza è un toccasana per i futuri genitori, e il rilascio di endorfine derivante dall’attività non potrà far altro che giovare anche al nascituro.

 

Con molta probabilità, sappiamo che la coppia tenderà a rispettare delle variabili comportamentali presenti prima della gestazione e che si ri-presenteranno (solo in questa occasione) del tutto nuove, come le condizioni fisiche dei partner, la frequenza dei rapporti prima delle gravidanze, tipo e grado di informazioni ricevute in gravidanza, problematiche pregresse come aborti e il ricorso ad attività sessuali alternative (Codisposti Battacchi et al., 1981).

 

 

Da un punto di vista squisitamente psicologico, date le premesse, possiamo intuire come il cambiamento delle abitudini sessuali della coppia possa ripercuotersi su entrambi i partner, che potranno  ricavare, da quest’esperienza, sostanzialmente due opzioni di comportamento: continuare la loro attività (nel rispetto della vita presente all’interno della donna), oppure attivare un meccanismo di compensazione con il quale sia possibile soddisfare il bisogno di tenerezza e affetto di entrambi anche a fronte di un calo del desiderio fisico. Questo meccanismo di compensazione, inoltre, può essere molto utile nel caso in cui non ci sia possibilità di avere rapporti.

 

Quindi è sempre auspicabile una tenerezza e un affetto condiviso tramite effusioni e tenerezze, oltre che attraverso modalità alternative di attività sessuale che non comportino aumenti delle contrazioni uterine o fastidi per il bambino nel caso in cui ci sia una gravidanza a rischio, per far in modo che la coppia non risenta dello stress e tenda a rafforzare il legame affettivo. Naturalmente, nel caso in cui si viva con difficoltà la mancanza di desiderio, è opportuno rivolgersi a una figura specializzata che potrà dirimere eventuali dubbi e ansie, siano esse di natura fisica (ad esempio, il medico e l’ostetrica), che psicologica (ad esempio, lo psicologo, il sessuologo).

 

I trattamenti potranno essere medici, informativi o psicologici, a seconda della tipologia di difficoltà riscontrata.

 

È infine importante ricordare che questa tipologia di difficoltà potrebbe manifestarsi anche nel post-gravidanza, dove il puerperio della donna e le forti fluttuazioni ormonali, uniti alla totale attenzione per il neonato, possono comunque recare squilibri alla coppia, dove l’uomo può provare timore e sentirsi messo da parte dalla compagna, e dove lei, di conseguenza, può sentirsi messa da parte dal compagno. La terapia e la comunicazione devono accompagnare tutto il nuovo percorso della famiglia in formazione: solo così si potrà mantenere una certa stabilità, in attesa di un nuovo assestamento familiare.

 

 

Bibliografia:

  • Bibring, G., A study of the psychological process of pregnancy and of the earliest mother-child relationship, Psychoanal Study Child, 1961;
  • Codisposti Battacchi, O., De Aloysio, D., Gravidanza e sessualità:indagine psicologica e ginecologica sulla sessualità femminile in gravidanza. Piccinin, Padova, 1981;
  • Eryilmaz, G., Ege, E., Zincir, H., Factors affecting sexual life during pregnancy and risk of premature labour. Med Wieku Rozwoj, 2003;
  • Jannini, E.A., Lenzi, A., Maggi, M.,  Sessuologia medica. Trattato di psicosessuologia e medicina della sessualità, Edizioni Edra Masson, Milano 2013;
  • Kinslej, Craig H., Lambert, Kelly J., Il cervello materno, Le Scienze 2006;
  • Simoncelli, C.,  Psicologia dello sviluppo sessuale ed affettivo, Carocci, Roma 2002.

 

Sitografia:

 

© Dott.ssa Giada Sciumè

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Giada Sciumè

Giada Sciumè

Sono una Psicologa, laureata in Psicologia Clinica, Applicata e della Salute, vicina all'inizio dell'Esame di Stato e con uno studio di tipo psico-criminologico alle spalle: sono infatti laureata in Scienze dell'Investigazione e in Psicologia della Devianza e Sessuologia. Il mio sogno era lavorare nel campo del crimine; ad oggi, sono molto interessata al contrasto della violenza, della pedofilia e del crimine, e a tutto ciò che riguarda l'animo umano nel suo intimo. Amo leggere, scrivere e disegnare e ritengo l'aggiornamento e la formazione continua estremamente importanti.