Storia di un’avventura di Psychondesk ai Licei Cartesio di Triggiano

Alcuni membri di Psychondesk, in collaborazione con tre colleghi laureati in psicologia, hanno curato un laboratorio svoltosi nei Licei Cartesio di Triggiano a fine dicembre 2016. Il programma delle tre giornate è stato variegato e il livello di gradimento degli studenti molto alto.

 

20, 21 e 22 Dicembre 2016: in tre giornate pre-vacanze natalizie prende vita una delle avventure di Psychondesk. Solo qualche settimana prima, una cara amica di Psychondesk, Noemi Mola, propone al gruppo di lavoro di collaborare con lei e altri due ragazzi laureati in psicologia per strutturare un piccolo corso da proporre agli studenti dei Licei Cartesio di Triggiano (Bari), durante le giornate di cogestione.

 

È subito entusiasmo, come sempre quando in Psychondesk si fanno strada nuovi progetti, e tutti si mettono al lavoro alla ricerca di idee e attività che potranno coinvolgere i ragazzi e avvicinarli, almeno un po’, al mondo della vera psicologia, non quella da talkshow e nemmeno quella da test del Cioè.

 

Finalmente arrivano quei giorni: due nutriti gruppi di studenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni si affacciano all’aula che viene assegnata al laboratorio di psicologia. Il 73% di loro dichiara di aver scelto proprio quel laboratorio per interesse personale nei confronti della tematica affrontata.

 

Le attività delle tre giornate

 

Il primo giorno è il dott. Roberto Cisaria a curare la lezione, presentando ai ragazzi di cosa si occupa la psicologia, come vengono individuate alcune tra le psicopatologie più diffuse e come funziona sul territorio barese la presa in carico del paziente, ossia a quali servizi ci si può rivolgere in caso di bisogno.

 

Il secondo giorno si sdrammatizza un po’, con la dr.ssa Francesca Amenduni e collaboratori, passando alla modalità cineforum. Partendo dallo stimolo guida, rappresentato da un episodio di una celebre serie televisiva, gli studenti avviano la discussione su scenari futuri, vincoli e opportunità delle contemporanee ed emergenti tecnologie. Il forum arriva a toccare temi caldi, quali la paura del giudizio dei coetanei e l’importanza attribuita alla popolarità acquisita sui social network grazie a un’immagine di sé spesso costruita a tavolino. Sui cartelloni, che i ragazzi riempiono liberamente di idee al termine del cineforum, leggiamo commenti che toccano dicotomie e contraddizioni del reale e del virtuale.

 

Es-SÉ-re in gruppo” è il titolo dato alla terza giornata, dedicata all’esplorazione del ruolo dell’individuo nei contesti sociali. Si parte con un originale momento interattivo, finalizzato a rendere consapevoli i ragazzi di come percepiscono la realtà che li circonda, seguito dalla spiegazione della dr.ssa Noemi Mola sui processi di costruzione del Sé e su alcuni meccanismi che possono distorcere le modalità di interazione con l’altro.

 

 

Si passa, quindi, a un momento di lavoro di gruppo durante il quale viene raccontata agli studenti una cover story (una storia immaginaria) e li si invita a risolvere, in piccoli gruppi, l’enigma (ossia immaginare un oggetto che la storia diceva essersi rotto), rappresentando poi la soluzione con della plastilina. I risultati sono tutt’altro che scontati: tra gli oggetti ricreati, infatti, ci sono vasi, posaceneri, tazzine da caffè, e anche un oggetto che i ragazzi fantasiosamente dicono essere il vaso delle ceneri del “nonno Pino”. La dr.ssa Jenny Aratari si occupa del debriefing, spiegando le vere motivazioni del gioco, ossia la sperimentazione di un assaggio delle dinamiche che possono verificarsi in un gruppo, ed esemplificando alcuni dei ruoli che i membri possono ricoprire in modo più o meno consapevole.

 

 

Per comprendere dove possa portare l’adesione ai ruoli sociali, è il dott. Gianni Cicinelli a coinvolgere tutti in un viaggio virtuale nella prigione di Stanford, raccontando agli studenti il celebre esperimento di Zimbardo e mostrando preziosi video originali.

 

 

I giudizi degli studenti

Ora la parola ai veri protagonisti di questa breve avventura. Dai questionari di fine corso è emerso che il 92% dei ragazzi si è detto molto o abbastanza soddisfatto delle tematiche affrontate, un risultato che ha ripagato il gruppo di lavoro di tutto l’impegno profuso.

 

 

Il 60% degli studenti non ha evidenziato alcuna difficoltà durante il corso, mentre il 30% ha enfatizzato la necessità di poter dedicare un tempo maggiore al corso stesso.

 

Conclusasi, quindi, questa breve avventura col doppio dell’entusiasmo col quale era iniziata, all’intero gruppo di lavoro non rimane che mettersi all’opera per pianificare nuove esperienze al servizio del mondo della psicologia e di tutto ciò che lo circonda.

 

Jenny Aratari

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Jenny Aratari

Jenny Aratari

Dottoressa magistrale in Psicologia Clinica, la formazione padovana le ha donato smisurata passione per la psicofisiologia e per tutto ciò che leghi salute psichica e fisica. È convinta che prima della cura debba esserci la costruzione di benessere nell’ottica della psicologia positiva. Animata da un quasi patologico ottimismo riguardo alla ricerca del lavoro, prova a motivare i colleghi a inventarsi come nuove figure professionali in risposta a nuovi bisogni.