Stress da vacanze natalizie: perché e come fronteggiarlo

Finalmente Natale! Finalmente le vacanze di fine anno! Finalmente una pausa in cui rilassarsi e rigenerarsi, per iniziare con la giusta carica il nuovo anno… e invece no!

Sebbene ci rifugiamo in pensieri come questi, soprattutto durante le giornate più routinarie, il Natale e le vacanze in generale costituiscono spesso dei momenti stressanti, tanto da essere annoverati nell’inventario degli stress di vita di Holmes e Rahe (1967). Questo nasce come tentativo di rendere più oggettivo il peso degli eventi stressanti, assegnando a ciascun cambiamento di vita un punteggio di intensità da 0 a 100, al fine di valutare il rischio di malattia dovuto all’accumularsi di situazioni che richiedono un adattamento. Costituisce un punto di riferimento, dunque, sebbene vada sempre contestualizzato, tenendo presenti le caratteristiche soggettive e culturali, considerando che ognuno di noi reagisce allo stesso evento in un modo diverso.

 

“Quando abbiamo tracciato i trend di mortalità per cardiopatia ischemica nella contea di Los Angeles nei mesi invernali, siamo stati colpiti da un aumento dei decessi a partire dal giorno del Ringraziamento, salendo attraverso il Natale, con un picco nel giorno di Capodanno, per poi cadere. Abbiamo ipotizzato che questo possa derivare da fattori tra cui lo stress emotivo e gli eccessi durante le vacanze”.

[Kloner, 2004]

Sappiamo, d’altro canto, che se è vero che non è possibile vivere in assenza di stress (ve la immaginate? che vita noiosa!), possiamo imparare a gestire al meglio le sfide quotidiane, modulandone il carico – quando possibile – e imparando a modificare il nostro modo di reagire a esse.

 

Perché anche le vacanze natalizie ci stressano?

Il motivo principale per cui sono elencate tra gli eventi stressanti sta nel fatto che richiedono un adattamento (Holmes, & Rahe, 1967), in quanto comportano un cambiamento temporaneo delle abitudini di vita, sociali e alimentari (ebbene sì, anche le abbuffate di panettone fanno testo).

 

 

A questo si affiancano certamente altre ragioni, come il timore di trascorrere le festività in solitudine, soprattutto in una società con sempre più famiglie frammentate, la richiesta di uno sforzo economico e l’impegno – a volte eccessivo – nella scelta dei regali. Perfino la pianificazione di un tanto agognato viaggio di piacere per Capodanno può diventare poco ristorativa, se aggiunta a una situazione già critica. Pietà, poi, per i poveri studenti universitari (e non solo!), spesso costretti a dover approfittare delle vacanze per preparare la sessione d’esami alle porte o per svolgere i compiti scolastici.

 

5 piccoli suggerimenti per un piccolo stress

  1. Provate a ridurre al minimo le variazioni nelle abitudini quotidiane, mantenendo, per quanto possibile, una routine delle attività, riducendo le abbuffate ai momenti in compagnia e provando a non distruggere il vostro ritmo sonno-veglia. Nel bel mezzo del caos natalizio, inoltre, trovate il modo per dedicare del tempo esclusivamente a voi, che si tratti di cura di sé o di distaccarsi qualche istante dagli infiniti pranzi e cenoni.
  2. Non rimandate al last minute gli impegni che le vacanze natalizie portano con sé, dall’organizzazione di cene e vacanze agli acquisti natalizi.
  3. Programmate step-by-step doveri e piaceri, scrivendo, ad esempio, un elenco di cose da fare il giorno successivo prima che la giornata in corso sia terminata. Saranno cinque minuti ben spesi affinché non si perda l’intera giornata seguente. Quel senso di alienazione che talvolta le domeniche e le vacanze portano con sé, sarà, così, più semplice da evitare. Attenzione, però, a farne buon uso: la strutturazione della giornata deve fungere da guida, non da obbligo, soprattutto in tempi di vacanze!
  4. Nei fatidici bilanci di fine anno ponetevi come obiettivo quello di cercare tutto il positivo che c’è stato, provando a rivalutare anche le circostanze più spiacevoli, dando un peso a quanto abbiano contribuito alla vostra crescita. Può essere utile annotare su un’agendina o su una memo dello smartphone tutto ciò che viene in mente: i ricordi piacevoli richiamano altri ricordi piacevoli, proprio come accade per quelli negativi.
  5. Evitate i confronti con gli altri se non vi rendono sereni. La bellezza è davvero nei gesti più semplici, non serve necessariamente un viaggio a New York per renderci felici (Nawijn et al., 2010).

 

 

Per calcolare il vostro livello di stress

Se volete divertirvi a calcolare il vostro attuale livello di stress e il rischio che la vostra salute possa subirne le conseguenze, qui ci sono un paio di siti che fanno al caso. Cliccando qui trovate un buon sito (ma in inglese), mentre qui trovate uno degli adattamenti italiani.

 

Per approfondire

  • Holmes, T. H., & Rahe, R. H. (1967). The Social Readjustment Rating Scale. Journal of Psychosomatic Research, 11, 213-218.
  • Kloner, R. A. (2004). The “merry Christmas coronary” and “happy New Year heart attack” phenomenon. Circulation, 110, 3744-3745.
  • Nawijn, J., Marchand, M. A., Veenhoven, R., & Vingerhoets, A. J. (2010). Vacationers happier, but most not happier after a holiday. Applied Research in Quality of Life, 5, 35-47.

 

Jenny Aratari

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Jenny Aratari

Jenny Aratari

Dottoressa magistrale in Psicologia Clinica, la formazione padovana le ha donato smisurata passione per la psicofisiologia e per tutto ciò che leghi salute psichica e fisica. È convinta che prima della cura debba esserci la costruzione di benessere nell’ottica della psicologia positiva. Animata da un quasi patologico ottimismo riguardo alla ricerca del lavoro, prova a motivare i colleghi a inventarsi come nuove figure professionali in risposta a nuovi bisogni.