Come sviluppare le funzioni mentali dei nostri bambini

L’esercizio fisico, un ottimo strumento per sviluppare la memoria, l’inibizione e la flessibilità cognitiva nei bambini

 

Cosa pensereste se qualcuno affermasse che l’esercizio fisico è in grado di migliorare le capacità cognitive, e non solo quelle motorie?

 

Ad oggi, le evidenze scientifiche sono più che sufficienti per individuare nell’allenamento uno dei principali strumenti per sviluppare quelle funzioni mentali che ci permettono di concentrarci o prestare attenzione. La memoria, il controllo inibitorio e la flessibilità cognitiva sono al centro di tale fenomeno (Burgess e Simons, 2005; Espy, 2004; Miller e Cohen, 2001).

 

Uno degli attuali neuroscienziati più influenti al mondo, Adele Diamond, in un articolo pubblicato su Science nel 2011, ha affermato che l’esercizio fisico è una delle poche attività in grado di migliorare le funzioni esecutive, in particolar modo nell’infanzia e nell’adolescenza (Diamond e Lee, 2011), periodo in cui l’individuo è più sensibile ai fattori ambientali (Davis et al., 2007).

 

Come sviluppare le funzioni mentali dei nostri bambini

 

Infatti, gli ultimi trent’anni di ricerca scientifica indicano che mediante l’allenamento fisico è possibile migliorare le funzioni cognitive dei bambini e adolescenti, tra cui l’attenzione, la velocità di elaborazione delle informazioni e la memoria (Donnelly et al., 2016; Esteban-Cornejo et al., 2014).

 

Diamond definisce le funzioni esecutive come funzioni di controllo cognitivo (Diamond e Lee, 2011). Esse maturano lentamente, raggiungendo il picco del loro sviluppo nell’età adulta (Cromer et al., 2015).

 

Gli scienziati di tutto il mondo concordano sull’esistenza di un core di funzioni esecutive (Diamond, 2013; 2006; Lehto et al., 2003; Miyake et al., 2000), rappresentato dalle seguenti capacità cognitive:

 

  • Controllo Inibitorio: è la capacità di controllare l’attenzione e i propri comportamenti, pensieri ed emozioni (Diamond, 2013). Molti di noi si saranno imbattuti nel gioco in cui bisogna indicare, o pronunciare a voce alta, il colore dell’inchiostro di una parola il cui significato si riferisce a un colore differente (es: parola “rosso” scritta con il colore giallo). La capacità che ci consente di inibire l’informazione non rilevante, rappresentata dal significato della parola, al fine di concentrarsi sull’informazione rilevante, rappresentata dal colore dell’inchiostro, è il Controllo Inibitorio.
  • Memoria di Lavoro: è la funzione che permette di mantenere temporaneamente le informazioni in memoria e di manipolarle durante l’esecuzione di differenti compiti come la comprensione, l’apprendimento e il ragionamento (Smith e Jonides, 1999; Baddeley e Hitch, 1994). La memoria di lavoro viene adoperata nel “Memory”, tipico gioco di compleanno in cui ogni bambino deve ripetere i movimenti dei compagni che l’hanno preceduto, aggiungendo un proprio movimento e rendendo sempre più difficile l’esecuzione del compito.
  • Flessibilità Cognitiva: è la capacità che consente di cambiare il criterio con il quale s’intende risolvere un compito, se quello in uso non è più valido o è sbagliato (Diamond, 2013): immaginiamo di prendere alcune palle di diverso colore e dimensione, e di chiedere a un bambino di afferrare solo le palle grandi, lasciando andare tutte le altre. Subito dopo, immaginiamo di cambiare il compito, chiedendo allo stesso bambino di afferrare solo le palle di un determinato colore, indipendentemente dalle dimensioni. La capacità che consente al bambino di cambiare il criterio di esecuzione del compito è la flessibilità cognitiva.

 

Come sviluppare le funzioni mentali dei nostri bambini

 

Sulla base di queste tre funzioni si sviluppano, poi, le funzioni esecutive superiori, tra cui le capacità di ragionamento, di pianificazione e di problem solving (Collins e Koechlin, 2012).

 

Cfr. Diamond, 2013

 

I bambini utilizzano le funzioni esecutive in tutte le loro attività, da quelle scolastiche a quelle ludico-motorie, e il loro ruolo è risultato essere di fondamentale importanza per lo sviluppo cognitivo, psicologico e sociale e per la salute fisica e mentale (Diamond, 2013).

 

“Un bambino che pratica attività motorie e sportive è un bambino che ottiene migliori risultati scolastici.”

 

Infatti, studi scientifici che hanno correlato la forma fisica con la performance scolastica, hanno rilevato migliori abilità di calcolo e di lettura nei bambini con una più elevata efficienza fisica (Chaddock et al., 2011; Chomitz et al., 2009) e migliori prestazioni scolastiche a seguito di attività fisiche o sportive. Inoltre, sviluppare le funzioni esecutive significa anche ridurre le possibilità di andare incontro a problemi legati all’abuso di alcool o di sostanze stupefacenti nel corso della vita (Moffitt, 2012; Moffitt et al., 2011).

 

Come sviluppare le funzioni mentali dei nostri bambini

 

Dunque, l’influenza che l’allenamento psicomotorio riveste nello sviluppo delle funzioni esecutive rende evidente la necessità di introdurre tale pratica nella vita quotidiana dei bambini e degli adolescenti. Nel prossimo articolo approfondiremo i meccanismi neurobiologici alla base della relazione tra allenamento e sviluppo delle funzioni esecutive. Nell’attesa, vi proponiamo la visione del seguente video.

 

 

Riferimenti bibliografici:

  • Baddeley, A. D., Hitch, G. J. (1994). Developments in the concept of working memory. Neuropsychology, 8(4), 485–493
  • Burgess, P.  W., Simons, J.  S.  (2005).  Theories of frontal lobe executive function: clinical applications. In P. W. Halligan & D. T. Wade (Eds.). Effectiveness of Rehabilitation for Cognitive Deficits (pp. 211–231). New York: Oxford Univ. Press.
  • Chaddock, L., Pontifex, M. B., Hillman, C. H., Kramer, A. F. (2011). A review of the relation of aerobic fitness and physical activity to brain structure and function in children. Journal of the International Neuropsychological Society : JINS, 17(6), 975–85
  • Chomitz, V. R., Slining, M. M., McGowan, R. J., Mitchell, S. E., Dawson, G. F., Hacker, K. A. (2009). Is there a relationship between physical fitness and academic achievement? Positive results from public school children in the Northeastern United States. Journal of School Health, 79(1), 30–37
  • Collins, A., & Koechlin, E. (2012). Reasoning, learning, and creativity: Frontal lobe function and human decision-making. PLoS Biology, 10(3)
  • Cromer, J. A., Schembri, A. J., Harel, B. T., Maruff, P. (2015). The Nature and rate of cognitive maturation from late childhood to adulthood.  Frontiers in Psychology, 6, 1-12
  • Davis, C. L., Tomporowski, P., Boyle, C. A., Waller, J. L., Miller, P., Naglieri, J., Gregoski, M. (2007). Effects of aerobic exercise on overweight children’s cognitive functioning: a randomized controlled trial.  Research Quarterly for Exercise and Sport, 78(5), 510–519
  • Diamond, A. (2006). The early development of executive functions. In E. Bialystok & F. I. Craik (Eds.), Lifespan cognition: Mechanisms of change (pp.70–95). Oxford: Oxford University Press.
  • Diamond, A. (2013). Executive Functions. Annual Review of Psychology, 64(1), 135 – 168
  • Diamond, A., Lee, K. (2011). Interventions shown to aid executive function development in children 4 to 12 years old. Science 959-, 333(January 2011), 959–964
  • Donnelly, J. E., Hillman, C. H., Castelli, D., Etnier, J. L., Lee, S., Tomporowski, P., Lambourne, K., Szabo-Reed, A. N. (2016). Physical Activity, Fitness, Cognitive Function, and Academic Achievement in Children. Medicine and Science in Sports and Exercise, 48(6), 1197–1222
  • Espy, K. A. (2004). Using developmental, cognitive, and neuroscience approaches to understand executive control in young children. Developmental Neuropsychology, 26(1), 379–384
  • Esteban-Cornejo, I., Tejero-Gonzalez, C. M., Sallis, J. F., Veiga, O. L. (2014). Physical activity and cognition in adolescents: A systematic review. Journal of Science and Medicine in Sport / Sports Medicine Australia, 18(5), 534–539
  • Lehto, J. E., Juujärvi, P., Kooistra, L., & Pulkkinen, L. (2003). Dimensions of executive functioning: Evidence from children. British Journal of Developmental Psychology, 21(1), 59-80
  • Miller, E. K., Cohen, J. D. (2001). An integrative theory of prefrontal cortex function. Annual Review of Neuroscience, 24(1), 167– 202
  • Miyake, A., Friedman, N. P., Emerson, M. J., Witzki, A. H., Howerter, A., Wager, T. D.  (2000). The unity and diversity of executive functions and their contributions to complex “frontal lobe” tasks: a latent variable analysis. Cognitive Psychology, 41(1), 49–100
  • Moffitt, T. E. (2012). Childhood self-control predicts adult health, wealth, and crime. In Multi-Discipl. Symp. Improv. Well-Being Children Youth
  • Moffitt, T. E., Arseneault, L., Belsky, D., Dickson, N., Hancox, R. J., Harrington, H., Houts, R., Poulton, R., Roberts, B. W., Ross, S., Sears, M. R., Thomson, W. M., Caspi, A. (2011). A gradient of childhood self-control predicts health, wealth, and public safety. Proceedings of the National Academy of Science, 108(7), 2693–2698
  • Smith, E. E., Jonides, J. (1999). Storage and executive processes in the frontal lobes. Science, 283(5408), 1657–1661.

 

Antonio De Fano ©

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Antonio De Fano

Antonio De Fano

Master's degree student presso l'European Master in Health & Physical Fitness, con il sogno di poter dedicare la propria vita alla ricerca scientifica nel campo delle Scienze del Movimento Umano. Lavora come educatore psicomotorio, preparatore fisico per ballerini professionisti e insegnante di danza. Da oltre dieci anni contribuisce allo sviluppo della cultura Hip Hop nazionale, che si impegna a divulgare mediante l'attività agonistica internazionale e l'attività di insegnamento del breaking in tutta Italia.