Ted Bundy: dal furto all’omicidio, la specializzazione della carriera criminale

Uno dei più famosi e affascinanti serial killer, Bundy, non è diventato soltanto un’icona del crimine seriale statunitense, ma anche un caso da studiare per le particolarità uniche della sua carriera criminale.

 

Biografia

Theodore Cowell nacque il 24/11/1946 da Eleanor Louise Cowell, madre single. In seguito al matrimonio con il cuoco John Culpepper Bundy, Theodore cambiò il proprio nome in Theodore Robert Bundy.

 

Analisi della carriera criminale

Nella carriera criminale di Ted Bundy, risaltano due aspetti importanti.

 

Biografia

Ted non mostrò affinità nei confronti del patrigno, infatti fu il nonno la sua figura paterna di riferimento anche se lo descrisse come un uomo dal temperamento violento e con un grande interesse per la pornografia. Era un ragazzino timido, anche se, in alcuni episodi, i professori descrissero “inquietante ed estremamente violento” il suo comportamento. Fu anche accusato di spiare donne dalle finestre e di rubare vestiario nei negozi.

 

Analisi della carriera criminale

Primo fra tutti, l’aspetto del recidivismo, ovvero il processo di reiterazione e continuità criminale nel corso della vita del soggetto. Quando si parla di recidivismo, si deve tenere conto del lasso di tempo che intercorre tra la commissione di un reato e il successivo (non necessariamente della stessa natura) e, soprattutto, che la commissione del reato debba essere nota, quindi pervenire all’attenzione delle forze dell’ordine. Nel caso di Bundy, è di facile individuazione, poiché, dopo essere arrestato, per ben due volte, evade di prigione. Visti i numerosi capi di accusa, possiamo definire Bundy come un criminale cronico per l’alta frequenza di coinvolgimento criminale, la continuità antisociale, la persistenza in reati della stessa o differente natura, in un periodo temporale più o meno esteso.

 

Biografia

Nel 1974 ebbe inizio la trasformazione da affascinante promessa della politica statunitense in spietato serial killer. Ted Bundy scelse con grande cura ogni vittima: tutte evocavano la figura snella e i capelli neri con la riga in mezzo di Stephanie, la ragazza che aveva spezzato il cuore di Ted durante l’università. Il 4 gennaio del 1974, la diciottenne Joni Lentz divenne la sua prima vittima. La ragazza fu picchiata con una delle aste dell’intelaiatura del letto con colpi sferrati sul viso e sulla testa, e l’asta era stata poi inserita con violenza nella vagina. Meno di un mese dopo l’aggressione di Joni Lentz, Lynda Ann Healy scomparve dalla sua stanza di Seattle. Nei mesi seguenti, tra la primavera e l’estate del ’74, almeno altre otto ragazze scomparvero in località situate in un triangolo compreso tra Utah, Oregon e Washington.

 

Analisi della carriera criminale

Un altro aspetto emergente nella carriera criminale di Ted è l’eterogeneità dei crimini commessi. Bundy non si limita solo a uccidere, in maniera brutale, delle ragazze, ma commette anche furti e aggressioni. Questo aspetto è definito in letteratura come mixage criminale, correlato con l’aggravamento.

 

Biografia

Grazie ad alcuni testimoni, fu possibile tracciare un primo identikit. Gli investigatori dei tre stati in cui erano avvenute le sparizioni cominciarono a collaborare tra loro. Tuttavia, la polizia rifiutò di credere che un giovane repubblicano potesse essere coinvolto nella vicenda. In questo periodo, Ted commise altri omicidi. Ragazze sodomizzate, picchiate, violentate e strangolate.

 

Nel novembre del 1974, Bundy commette un errore durante uno degli espedienti usati per rapire le ragazze. Una di loro riesce a fuggire e a fornire un ulteriore identikit del serial killer.

 

Analisi della carriera criminale

Esiste la tendenza, dopo l’esordio criminale, a commettere diversi tipi di reati. L’aggravamento si riferisce a un aumento a escalation della gravità delle attività criminali messe in atto nel corso della carriera criminale. Sembrerebbe verificarsi la tendenza a progredire verso forme violente, poi sempre più gravi e frequenti nel tempo.

 

Biografia

Per puro caso, fu arrestato nell’agosto del 1975 e, dopo vari accertamenti, gli inquirenti riuscirono a collegarlo ad alcuni degli omicidi commessi. Tutte le prove raccolte erano circostanziali, ma allo stesso tempo erano così tante che bastavano a inchiodarlo.
In attesa di sentenza, l’FBI riesce a collegarlo ad alcuni omicidi avvenuti in Colorado e lo fa estradare per poter subire un processo anche in questo stato. Bundy, sorprendentemente, licenzia i suoi avvocati e decide di difendersi da solo.

 

Riesce a ottenere l’accesso alla biblioteca del carcere ed evade per la prima volta. Dopo soli sei giorni, viene arrestato nuovamente, ma passano sei mesi e un altro tentativo di fuga va a segno. Bundy è latitante.

 

Analisi della carriera criminale

Vista la fiorente carriera criminale di Ted, possiamo definirlo un soggetto socialmente pericoloso.

Si noti che la pericolosità è ontologicamente distinta dal reato commesso, poiché quest’ultimo si esaurisce in accadimento storicamente circoscritto, mentre la pericolosità implica l’esistenza di una situazione soggettiva durevole. Quindi, questa disposizione dell’individuo è svincolata dal fatto reato, poiché esiste sia ante delictum che sine delicto.

 

Biografia

Passano circa tre mesi prima del suo arresto, quello definitivo, ma, nel frattempo, Bundy uccide ancora: prima alcune ragazze universitarie, e poi una dodicenne di Lake City.

 

Analisi della carriera criminale

Come sostiene la letteratura, (Mantovani, 1999) la pericolosità di per sé non esercita alcuna influenza sul crimine commesso, restando di lieve o grave entità indipendentemente dalla pericolosità sociale del suo autore.

 

Biografia

Durante il processo finale, la corte condannò Theodore “Ted” Bundy alla pena di morte, colpevole di 36 omicidi. Fino al giorno della sua condanna, Bundy affermò che le vittime fossero soltanto 26.

 

Riuscì, addirittura, per due volte, a rimandare la sentenza di morte, ma il 24 gennaio 1989 Bundy morì per mezzo della sedia elettrica.

 

A cura di: Elena Rossi & Roberto Molino

 

 

 

Bibliografia:

  • Zara, G. (2005). Le carriere criminali. Giuffrè, Milano
  • Schechter, H., Everitt D. (2008). Serial Killer – Storia, sangue, leggenda. Arcana, Roma.

 

Sitografia:

  • http://www.latelanera.com/serialkiller/serialkillerdossier.asp?id=TedBundy

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Elena Modesta Rossi

Elena Modesta Rossi

Laureata in Scienze dell'investigazione presso l'università degli studi dell'Aquila e attualmente iscritta alla Laurea Magistrale di Psicologia Criminologia e forense presso l'università di Torino. Oltre a tentare di risolvere crimini e fare esami, passo il tempo tra uno sport e uno sparo!