È tempo di cambiare per il porno?

Un piccolo excursus storico sul porno, con una riflessione rivolta al mondo femminile e al possibile utilizzo del materiale pornografico da parte delle donne.

 

Molti di noi avranno avuto modo di visionare, almeno una volta nella vita, un filmino hard. Quello che, però, non tutti sanno è come la pornografia si sia sviluppata, e come i cambiamenti culturali e sociali del nuovo millennio potrebbero modificarla.

 

Il significato della parola pornografia riguarda letteralmente scrivere riguardo le prostitute (Benassi, 2000), ed è un’attività dalle origini arcaiche: già nella Grecia antica possiamo trovare raffigurazioni di scene esplicite, e tutta la storia della letteratura e dell’arte è stata costellata di produzioni erotiche misconosciute in virtù della censura.

 

L’uomo ha sempre avuto, quindi, un interesse verso tali produzioni al fine principale di ottenere un’eccitazione di tipo sessuale, ma, nonostante ciò, la pornografia è sempre stata vista come una cosa sporca, immorale e colpevolizzante verso chi ne usufruisce.

 

C’è da specificare come, in periodo pagano, le rappresentazioni di organi e scene sessuali potesse avere un significato anche rituale e simbolico, che con l’avvento del Cristianesimo si è andato a perdere; nella seconda metà del Novecento, si è iniziato ad avere uno sdoganamento dell’argomento, con l’avvio di una produzione su larga scala, che ha portato, infine, alla creazione di una vera e propria industria, con fatturati da milioni di dollari.

 

È noto, però, che l’industria del porno stia subendo una forte crisi, complice l’avvento degli smartphone, l’accesso a risorse gratuite e la possibilità per chiunque di condividere le proprie performance sotto le lenzuola e, non ultimo, il cambio del target di destinazione.    

Cosa intendiamo con questa ultima frase?

 

Immagina di guardare un porno, cosa vedi? Una donna bionda, labbra rosse, fisico asciutto […] e lei sorride, in un piacere fasullo. Quello è porno, ed è tempo per il porno di cambiare. […]  Gli ultimi quindici anni della mia vita sono stati un favoloso viaggio, dall’essermi sentita sporca e colpevole per aver guardato porno al crearli, e al creare il tipo di film che io vorrei vedere. […] Niente è cambiato. […] Ho imparato che il porno non è solo porno, ma un discorso sulla sessualità, sulla mascolinità, la femminilità e i ruoli che giocano, ed è stato il mio momento. Ho realizzato che gli unici che partecipano al discorso pornografia sono gli uomini […] ma il ruolo delle donne deve cambiare in ogni posto. È tempo per il porno di cambiare, e per questo abbiamo bisogno delle donne nel ruolo di leader” (Lust, 2013).

 

Se in principio la sessualità rivolta al piacere era esclusivamente appannaggio degli uomini, oggi anche le donne reclamano il diritto a una vita sessuale soddisfacente e piacevole. Ciò, secondo la regista svedese Erika Lust, è possibile solo se le donne iniziano a trovarsi dietro una telecamera di un set porno, e creano contenuti che possano stuzzicare anche la fantasia femminile.

 

L’avvento delle donne nella direzione del porno porterebbe enormi cambiamenti: varietà di contenuti, ampliamento dei soggetti destinatari, aumento del fatturato e, non ultimo, lo sdoganamento del tabù riguardante il piacere femminile, che viene visto, ancora oggi, a differenza di quello maschile, come una cosa sporca, da nascondere.

 

Ad oggi, esistono delle tipologie di porno female-friendly, ma sono sicuramente una minoranza rispetto all’enorme quantitativo di porno in Rete. Quindi è auspicabile, per l’industria del porno, che si riconosca il potenziale delle donne, e si permetta loro di agire  e  promuovere una visione anche più reale e sincera della sessualità, vissuta maggiormente come erotismo e non solo come mera oggettificazione del corpo.

 

Sitografia:

 

 

© Giada Sciumè

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Giada Sciumè

Giada Sciumè

Sono una Dottoressa in Psicologia Clinica, Applicata e della Salute, vicina all’inizio dell’Esame di Stato e con uno studio di tipo psico-criminologico alle spalle: sono infatti laureata in Scienze dell’Investigazione e in Psicologia della Devianza e Sessuologia.
Il mio sogno era lavorare nel campo del crimine; ad oggi, sono molto interessata al contrasto della violenza, della pedofilia e del crimine, e a tutto ciò che riguarda l’animo umano nel suo intimo. Amo leggere, scrivere e disegnare e ritengo l’aggiornamento e la formazione continua estremamente importanti.