The Iceman: la carriera di Richard Kuklinski

Dopo l’articolo introduttivo sulle carriere criminali, ci siamo concentrati su Richard Kuklinski, ripercorrendo la sua biografia e analizzando la sua carriera criminale.

 

Biografia

Richard Kuklinski nacque a Jersey City l’11 aprile 1935, in una periferia molto povera, in una sorta di caserma in cui tutti gli inquilini avevano il bagno in comune. La sua famiglia viveva in uno stato di povertà assoluta e questo espose Richard a feroci prese in giro da parte dei compagni di scuola che lo insultavano perché aveva sempre addosso gli stessi vestiti, spesso di due o tre taglie più grandi, comprati di proposito dalla madre in modo che potesse utilizzarli per molto tempo. I compagni di classe erano soliti dargli anche dei soprannomi come “polacco ossuto” o “il ragazzo straccio”.

 

Analisi della carriera criminale

Dalla biografia si denotano alcune informazioni importanti per lo sviluppo di una carriera criminale. Si denotano, infatti, quei fattori che influenzano e contribuiscono al comportamento delinquenziale in adolescenza ed anche nella vita adulta: i così detti fattori di rischio.

L’infanzia di Kuklinski era infatti caratterizzata da forme di esposizione al pregiudizio e alla violenza, vissuti di razzismo e disgregazione sociale della comunità di appartenenza.

 

Biografia

Anche in famiglia la vita era terribilmente dura per Richard. Il padre era un uomo violento e con un forte problema di alcolismo e quando rientrava a casa se la prendeva con chiunque gli passasse davanti, e questo includeva anche Richard. La madre, invece, non era solita picchiare i figli, ma li umiliava ripetutamente con le parole e dimostrava una freddezza incredibile nei confronti della propria prole e della vita in generale. Nel corso della sua infanzia, Kuklinski dovette assistere anche all’omicidio del fratello da parte del padre, fatto che lo segnò profondamente e lo portò ad un odio ancora più feroce nei confronti dei propri genitori. In più interviste Richard espresse il proprio rammarico per non essere riuscito a crearsi un’occasione per uccidere suo padre.

 

Analisi della carriera criminale

Altri fattori che influenzarono il comportamento delinquenziale di Kuklinski sono quelli familiari come:

  • conflittualità tra coniugi e tra questi i figli;
  • dipendenza da alcol;
  • comportamento antisociale;
  • trascuratezza e abuso familiare;
  • carriera delinquenziale del genitore.

 

Biografia

Durante la sua adolescenza, Kuklinski fu vittima di una piccola banda di quartiere. Il capo, Charley Lane era solito umiliarlo con l’appellativo di “sporco polacco”, e quando Richard provava a ribellarsi, veniva ripetutamente picchiato con calci e pugni da tutta la banda. Kuklinski smise di ribellarsi e cominciò a subire in silenzio, ma accumulava sempre più rabbia. Fu proprio la rabbia a scatenare il suo primo omicidio la cui vittima fu proprio Charley Lane. In preda al panico, Richard rubò una macchina, guidò per diverse ore e scaricò il corpo del ragazzo in una palude a South Jersey.

 

Analisi della carriera criminale

Ci sono altre dimensioni che influenzano la carriera criminale. Nella storia di Richard si denota infatti un esordio antisociale precoce, quello che in criminologia viene definito come onset. “L’esordio antisociale ha un significativo impatto nella stabilizzazione di una carriera criminale, nella sua durata e nella sua gravità.” (Zara, 2005)

 

Biografia

Kuklinski uccideva per lavoro, ma anche per divertimento, per rapinare i malcapitati, e ancora per “tenersi in allenamento”. Per questo uccise una moltitudine di vagabondi, barboni e disadattati dei bassifondi di Manhattan convinto che nessuno si sarebbe occupato di questi individui dimenticati da tutti.

Questo killer non ha mai avuto un modus operandi preciso. La sua arma preferita era il coltello, che per lui era un oggetto più “intimo”, ma nel corso della sua carriera criminale utilizzò anche diverse pistole, veleni, corde, mazze da baseball, o semplicemente le proprie mani. Il suo soprannome, The Iceman, gli fu dato perché dopo aver ucciso un socio in affari scomodo, lo chiuse in una cella frigorifero per qualche anno, riuscendo a sviare notevolmente le indagini della polizia.

 

Analisi della carriera criminale

Vista la varietà del modus operandi di Richard Kuklinski, è importante sottolineare come emerga un tipo di continuità nella sua carriera definita dalla letteratura scientifica come eterotipica, cioè quando il comportamento cambia nella forma e nella sua manifestazione pur riflettendo lo stesso processo sottostante. Il modello della stabilità eterotipica fa riferimento alle diverse forme di manifestazione che una stessa dimensione comportamentale può assumere. Il comportamento A al tempo 1 è legato al comportamento B del tempo 2. Si tratta di cambiamenti di forma di uno stesso identico processo.

 

Biografia

Un altro dei metodi più violenti, utilizzati da Richard Kuklinski, era quello di far uccidere la propria vittima dai topi selvatici. Trovò una grotta alla ricerca di un luogo sicuro per sbarazzarsi dei cadaveri, e vide che era abitata da un numeroso gruppo di topi. Così sperimentò quel particolare metodo di omicidio, filmando la scena raccapricciante per poi farla rivedere ai boss mafiosi che, pur soddisfatti del lavoro, non riuscivano a guardare per l’orrore.

 

Analisi della carriera criminale

Si evince dalla carriera criminale dell’uomo noto come The Iceman che è un individuo coinvolto in diverse tipologie criminali e che non si può parlare di specializzazione, ma è presente una sorta di escalation per cui l’individuo inizia a commettere un certo tipo di reato ma ne commette altri di più intensa gravità. Questo fenomeno viene definito come switching patterns.

 

La stima degli omicidi di Kuklinski non è nota. Si parla di un intervallo che va dalle 30 alle 250 persone, mentre la polizia stima che le vittime siano almeno 100. Per la sua abilità in tutti gli omicidi commessi, riuscì a non lasciare mai dei testimoni e per questo venne condannato a 6 ergastoli riuscendo a scampare alla pena di morte. Durante il soggiorno in carcere Richard fu molto disponibile a lasciare interviste, tra le quali spicca quella rilasciata a HBO che sconvolse gli Stati Uniti, e questo non fu ben visto dalle cosche mafiose del Nord America. Morì in circostanze misteriose il 5 marzo 2006.

 

A cura di Elena Rossi e Roberto Molino

 

Riferimenti Bibliografici:

  • www.latelanera.com
  • www.serialkiller.it
  • Zara, G. (2005). Le carriere criminali, Milano: Giuffrè

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Elena Modesta Rossi

Elena Modesta Rossi

Laureata in Scienze dell'investigazione presso l'università degli studi dell'Aquila e attualmente iscritta alla Laurea Magistrale di Psicologia Criminologia e forense presso l'università di Torino. Oltre a tentare di risolvere crimini e fare esami, passo il tempo tra uno sport e uno sparo!

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