“The Number 23″: storia di ossessione e paranoia

Walter Sparrow: “… È che questo numero lo vedo dappertutto”.

Dr. Isaac French: “Gli appassionati di congiure direbbero che è ovvio, dopotutto la terra ruota su un asse di 23 gradi, se affermi che in realtà sono 23,5 loro ti rispondono che 5 non è altro che 2+3 […]. È paranoia! C’è molta letteratura sull’enigma del 23: 23 sono gli assiomi della geometria euclidea, le cellule somatiche contengono 46 cromosomi, 23 da ogni genitore, il sangue compie la circolazione in 23 secondi […]”.

Walter Sparrow: “E quindi che cos’è? Cos’è questo 23? È… Dio?”.

Dr. Isaac French: “2 diviso 3 fa 0,666 e 666 è il numero del Diavolo. Ci sono solo 22 capitoli nel libro dell’Apocalisse e sappiamo tutti come finisce”.

Walter Sparrow è il protagonista del celebre film del 2007 “The Number 23”, interpretato da Jim Carrey e diretto da Joel Schumacher. La sua normalissima vita da accalappiacani, padre e marito viene sconvolta da un regalo ricevuto dalla moglie il giorno del suo compleanno: un libro dalla copertina rossa, intitolato, appunto, “The Number 23”. Pagina dopo pagina, Walter ritroverà molti particolari simili alla sua vita (principalmente infantili) e si renderà conto di avere molte cose in comune con il protagonista del libro: il detective Fingerling. Oltre a questo, inizierà a notare la subdola presenza del numero 23 in ogni minima azione quotidiana, a tal punto da avere orribili incubi e da diventarne ossessionato. L’autore del libro si nasconde dietro lo pseudonimo di Topsy Kretts (che sta per Top Secrets), per questo motivo non può dargli nessuna risposta. L’unico che cercherà di spiegargli ciò che è alla base dell’enigma del 23 e della sua tendenza ossessivo-paranoica sarà il dottor Isaac French. Il film ha un finale del tutto inaspettato.

Ma cos’è un’ossessione? E cos’è la paranoia?

La parola “ossessione” deriva dal latino “obsidere”, che vuol dire assediare. Con questo termine, in ambito psichiatrico, si fa riferimento a pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi o inappropriati, che generano ansia o disagio marcati e che polarizzano l’attenzione dell’individuo. Le idee ossessive possono essere semplici o complesse e il loro contenuto può essere molto vario. Fanno parte dei Disturbi del contenuto del pensiero.

“Paranoia” deriva dal greco “παράνοια ” che vuol dire follia, insensatezza. È un termine ormai desueto in ambito psichiatrico e per essa s’intende una condizione psicotica in cui la persona elabora in modo lucido e sistematico un sistema di ideazioni e credenze incentrate sulla convinzione patologica di essere perseguitati o essere sottoposti a una minaccia concreta. Il pensiero paranoide, in assenza di un disturbo delirante, non è di per sé patologico: la posizione schizoparanoide è una modalità fondamentale di organizzazione dell’esperienza che permane nella psiche umana per tutto il ciclo della vita. Pensieri, sentimenti pericolosi vengono scissi, proiettati fuori di sé e attribuiti agli altri. Quando, però, si hanno delle convinzioni incoercibili, non appartenenti alla realtà circa la pericolosità di alcuni eventi, luoghi, oggetti, persone ecc., ci si trova davanti a un disturbo delirante che compromette la qualità della vita dell’individuo, senza tralasciare la sua sfera personale, sociale e lavorativa. Uno dei sintomi più evidenti della paranoia è la mancanza di modestia e la totale scomparsa del senso di autoironia, sia rispetto a se stessi, sia rispetto agli incarichi o alle funzioni che si svolgono socialmente.

Una condizione di paranoia può, però, manifestarsi non solo come sottotipo persecutorio del disturbo delirante, ma anche a seguito di altre condizioni:

  • assunzione di sostanze stimolanti, quali cocaina e anfetamine;
  • schizofrenia, che spesso presenta allucinazioni uditive o visive, viceversa assenti nel disturbo delirante;
  • in presenza di disturbi dell’umore (in questo caso con manifestazioni psicotiche);
  • nel disturbo paranoide di personalità, in cui, però, le ideazioni paranoidi non sono così persistenti come quelle presenti nella forma propriamente delirante di paranoia.

Per aiutare questi pazienti, è importante guidarli nello spostamento delle percezioni sull’origine dei loro problemi da una fonte esterna a una interna, mostrando empatia nei confronti delle loro paure e non assumendo atteggiamenti difensivi, prevenendo, così, la violenza.

Sarà più efficace una psicoterapia individuale, rispetto a quella di gruppo, per far comprendere al paziente che le minacce da lui percepite sono solamente nella sua testa.

Walter Sparrow: “Quindi il 23 porta bene oppure no?”.

Dr. Isaac French: “ La verità è che c’è un ristretto gruppo di persone che ha piacere nel perpetuare la sua cattiva fama. […] Si tratta di una credenza magica, un ragionamento causale, non scientifico. Tu lo stai cercando il 23 e quindi lo trovi!”.

BIBLIOGRAFIA

Gabbard, G. O. (2007) , “ Psichiatria psicodinamica”, quinta edizione.

http://www.ipsico.it/sintomi-cura/paranoia/

Ezia Quarto

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Ezia Quarto

Ezia Quarto

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche. Psicologia, sport, libri, musica, amicizia e viaggi (a volte solo mentali) sono bisogni primari. In un'eterna lotta tra istinto e razionalità.

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