To my family

Sono le 10 del mattino di 25 anni fa. La notizia è struggente, arriva con una telefonata di pochi secondi con cui il mondo di M. ed R. si ferma.
M. ed R. sono due donne, una mamma e una figlia, rispettivamente di 23 anni e di 1 anno e mezzo. M. ed R. hanno appena appreso di essere sole, di aver perso quelle mani forti, grandi, coraggiose che sostenevano R. nei suoi primi passi, di non poter più osservare quel sorriso, quelle guance grandi che tanto ricordano quelle guanciotte rosse di R.
E’ l’inizio di una storia drammatica, di una felicità disgregata, di una speranza frammentata. E’ l’impossibilità di pronunciare le due sillabe più belle del mondo: “Pa-pà”! E’ l’impossibilità di crescere con le mani, i baci e gli abbracci più calorosi che ci siano. E’ la forza e il coraggio di una madre che si prende carico di una creatura così piccola, sola e indifesa.
E’ la storia di un amore incondizionato, che supera le barriere del cielo, di una protezione senza limiti, di una assenza presente costantemente.
E’ la storia di una vita che ti dà la seconda possibilità di pronunciare “Pa-pà”, di amare ancora e diversamente, di dar luce ad una nuova vita, di creare e di credere nella famiglia ancora una volta.
Nella loro vita, qualche anno dopo, subentra una nuova figura che con amore si prende cura di entrambe, non cercando di alienarne il passato, ma dimostrando che si può ancora esser felici, si può ancora amare nonostante la morte, si può esser padre e figlia senza esserlo biologicamente.
Oggi R. ha 27 anni, un lavoro soddisfacente, una madre, una sorella e un padre, forse non consanguineo, ma un padre da poter chiamare, a cui potersi rivolgere, a cui poter fare affidamento, da cui poter ricevere un abbraccio e un consiglio, ma soprattutto amore incommensurabile.
E così, M. ha un nuovo compagno di vita, una nuova vita, un nuovo presente non più angosciante.
E’ la storia di una famiglia, apparentemente normale e felice. E’ la testimonianza viva che si può godere di armonia anche dopo grandi sofferenze.
E’ la storia di un Papà grande che ha lottato contro i pregiudizi e si è fatto carico di due perdite per dare origine ad una grande conquista.
Si può essere genitori anche se il tuo DNA ti dirà il contrario. Si può essere anche genitori migliori di quanto ci si aspetterebbe, senza pretendere mai di sostituirsi.


Calliope

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Palma Guarini

Palma Guarini

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, studentessa in Formazione e Gestione delle Risorse Umane. Spesso animata da uno spirito polemico ma innamorata del talento, dell'arte e dei sogni.