Tra sport e tourette: il caso Howard

C’è una relazione tra attività fisica e riduzione dei tic nella Sindrome di Tourette?

 

Tim Howard è noto al grande pubblico per essere il portiere della nazionale di calcio degli Stati Uniti. Nel 2014, in occasione dei mondiali in Brasile, ha stabilito il record assoluto di parate in una partita di mondiale. Attualmente, il suo cartellino si trova nei fascicoli del Colorado Rapids, dopo essere stato per dieci anni nell’Everton e ancor prima nel Manchester United.

 

Ma Howard è molto più di un semplice talentuoso goalkeeper: è un “campione di speranza”. Questo è stato il nome del premio ricevuto dalla United State Tourette Syndrome Association per il grande coraggio mostrato nel condividere, con il mondo intero, la sua convivenza con una malattia non così tanto rara, come solitamente si è indotti a credere: la Sindrome di Gilles de la Tourette.

 

Da diversi anni, ormai, Tim è sceso in campo per giocare la partita più importante della sua vita, quella contro la malattia che lo accompagna dalla tenera età di 10 anni. Partita che gioca al fianco dei più giovani e dei meno coraggiosi, cercando di educarli e spronarli nell’apertura verso il mondo, poiché, come probabilmente direbbe un noto neurologo americano che ci ha lasciato due estati fa, la malattia, a volte, può trasformarsi in un dono di cui non si conosce le potenzialità.

 

La Sindrome di Tourette (TS) è un disordine dello sviluppo neurologico che insorge, solitamente, tra i 5 e i 6 anni (Olson, 2004). Il DSM-V, inserisce la TS tra i disturbi del movimento – facenti parte dei Disturbi del neurosviluppo (American Psychiatric Association, 2013) – nella sottocategoria dei disturbi da Tic.

 

La diagnosi di TS presuppone la presenza, anche discontinua, per almeno un anno, di tic, ossia movimenti motori o vocalizzazioni improvvisi, rapidi, ripetitivi e aritmici, che possono coinvolgere discreti gruppi muscolari.

 

I tic della TS si differenziano da quelli degli altri disturbi del movimento per la severità ondulante, per la tipologia di movimento che cambia nel tempo e per la possibilità di essere temporaneamente soppressi (Cohen, Leckman e Bloch, 2013; Bloch e Leckman, 2009).

 

L’espressione dei tic della TS sono il prodotto di processi interni, di natura neurologica e psicologica (Hawksley, Cavanna e Nagai, 2015), ed esterni all’individuo. Questi ultimi sono rappresentati dai contextual factors, ossia dai fattori ambientali che hanno un impatto diretto e immediato sulla severità dei tic (Caurín, et al., 2014; Conelea e Woods, 2008).

 

Per esempio, tra i fattori più comunemente associati a un aumento dell’esacerbazione dei tic c’è l’ansia (Lewin, et al., 2011; Silva, et al., 1995; Bornstein, Stefl e Hammond, 1990); mentre, tra i principali fattori che inducono a un’attenuazione della severità dei tic c’è l’attività fisica e sportiva (Caurín, et al., 2014; Nixon, et al., 2014; Neuner, et al., 2012; Liu, et al., 2011; Eapen, et al., 2004; O’Connor, et al., 2003; Robertson, et al., 2002; Silva, et al., 1995).

 

Nel 2013, una delle più lette riviste online tedesche nel mondo, la Spiegel Online, ha deciso di intervistare il portiere americano. Alla domanda “cosa fai se, durante una partita, mentre la palla si avvicina, si verificano dei movimenti improvvisi delle braccia?”, Howard risponde:

 

“Di fronte a una situazione del genere non ho tic. I miei muscoli mi obbediscono. Non ho idea di come io riesca a farlo e nessun medico è riuscito a spiegarmelo. Io penso che, probabilmente, in quel momento, la mia concentrazione sul gioco è molto più forte della Sindrome di Tourette.”

 

Tra sport e Tourette il caso Howard

 

Infatti, Tim afferma di aver perso tanti palloni durante la sua carriera sportiva, ma mai per via dei tic. Lo sport, e l’attività fisica in generale, ha sortito i medesimi effetti in numerosi artisti e sportivi di fama internazionale, come Jim Eisenreich, noto ex-giocatore di baseball, e Steve Wallace, pilota NASCAR statunitense (Tourette Association of America).

 

L’esistenza di una relazione tra attività fisica e sportiva e riduzione dei tic perviene non solo dalle numerose testimonianze, ma anche dalla letteratura scientifica degli ultimi quindici anni. Per esempio, in una ricerca condotta da O’Connor, l’esercizio fisico risulta essere l’attività in cui si registra più frequentemente una totale o parziale remissione dei tic (O’Connor, et al., 2003). Allo stesso risultato sono pervenuti i rispettivi gruppi di ricerca di Eapen e Robertson (Eapen, et al., 2004; Robertson, et al., 2002). Tuttavia, non ci sono ancora evidenze scientifiche a riguardo dell’esistenza di una particolare forma di esercizio fisico in grado di ridurre la severità dei tic o di migliorare la sintomatologia della TS.

 

Il primo studio che ha indagato l’effetto diretto dell’esercizio fisico sulla severità dei tic è un case report pubblicato nel 2011 da Liu: un programma di allenamento svolto una volta a settimana per tre mesi ha permesso la riduzione dei tic in un bambino di 12 anni con una severità di tic moderata (Liu, et al., 2011).

 

In linea con questo studio, Nixon ha recentemente effettuato il primo tentativo di valutazione sperimentale dell’effetto dell’esercizio aerobico acuto sulla severità dei tic in un gruppo di 18 giovani individui con TS: mediante l’utilizzo di un exergame, ossia un videogioco che espleta la funzione di esercizio fisico, il gruppo di ricerca è riuscito a ottenere una riduzione della frequenza dei tic sia durante la sessione di allenamento sia dopo 30 minuti dal termine della stessa.

 

Le possibili spiegazioni scientifiche a questa relazione sono numerose, e nel prossimo articolo cercheremo di dare una risposta a questo interrogativo. Nel frattempo, vi lasciamo con una frase scritta da A. Lurija in una lettera indirizzata a O. Sacks:

 

“La comprensione di questa sindrome amplierà sicuramente, e di molto, la nostra capacità di capire la natura umana in generale. Non conosco un’altra malattia che abbia un interesse paragonabile.”

 

Tra sport e Tourette il caso Howard

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th Ed. Washington DC: American Psychiatric Association
  • Bloch, M. H., Leckman, J. F. (2009). Clinical course of Tourette syndrome. Journal Psychosomatic Research, 67(6), 497–501
  • Bornstein, R. A., Stefl, M. E., Hammond, L. (1990). A survey of Tourette syndrome patients and their families: the 1987 Ohio Tourette survey. The Journal of Neuropsychiatry and Clinical Neurosciences, 2, 275–281
  • Caurín, B., Serrano, M., Fernández-Alvarez, E., Campistol, J., Pérez-Duenas, B. (2014). Environmental circumstances influencing tic expression in children. European Journal of Paediatric Neurology, 18(2), 157–162
  • Cohen, S. C., Leckman, J. F., Bloch, M. H. (2013). Clinical assessment of Tourette syndrome and tic disorders. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 37(6), 997–1007
  • Conelea, C. A., Woods, D. W. (2008). The influence of contextual factors on tic expression in Tourette’s syndrome: A review. Journal of Psychosomatic Research, 65(5), 487–496
  • Eapen, V., Fox-Hiley, P., Banerjee, S., Robertson, M. (2004). Clinical features and associated psychopathology in a Tourette syndrome cohort. Acta Neurologica Scandinavica, 109(4), 255–260
  • Hawksley, J., Cavanna, A., Nagai, Y. (2015). The role of the autonomic nervous system in Tourette Syndrome. Frontiers in Neuroscience, 9, 117–117
  • Lewin, A. B., Storch, E. A., Conelea, C. A., Woods, D. W., Zinner, S. H., Budman, C. L., Murphy, T. K. (2011). The roles of anxiety and depression in connecting tic severity and functional impairment. Journal of Anxiety Disorders, 25(2), 164–168
  • Liu, W. Y., Wang, H. S., Hsu, L. Y., Wong, A. M., Chen, C. L., Lien, H. Y. (2011). Health-related physical fitness management for a child with Tourette syndrome. Chang Gung Med Journal, 34(Suppl 6), 4-9
  • Neuner, I., Arrubla, J., Ehlen, C., Janouschek, H., Nordt, C., Fimm, B., Schneider, F., Shah, N. J., Kawohl, W. (2012). Fine motor skills in adult Tourette patients are task-dependent. BMC Neurology, 12(1), 120
  • Nixon, E., Glazebrook, C., Hollis, C., Jackson, G. M. (2014). Reduced Tic Symptomatology in Tourette Syndrome After an Acute Bout of Exercise: An Observational Study. Behavior Modification, 38(2), 235–263
  • O’Connor, K., Brisebois, H., Brault, M., Robillard, S., Loiselle, J. (2003). Behavioral activity associated with onset in chronic tic and habit disorder. Behaviour Research and Therapy, 41(2), 241–249
  • Olson, S. (2004). Neurobiology. Making sense of Tourette’s. Science, 305, 1390–1392
  • Robertson, M. M., Banerjee, S., Kurlan, R., Cohen, D. J., Leckman, J. F., McMahon, W., Pauls, D. L., Sandor, P., van de Wetering, B. J. M. (1999). The Tourette syndrome diagnostic confidence index: development and clinical associations. Neurology, 53, 2108–2112
  • Silva, R. R., Munoz, D. M., Barickman, J., Friedhoff, A. J. (1995). Environmental factors and related fluctuation of symptoms in children and adolescents with Tourette’s disorder. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 36(2), 305-312
  • Tourette Association of America. Exercise, Sports and Tourette Syndrome. Consultato il 18 maggio 2015, su https://www.tourette.org/resource/exercise?sports?tourette?syndrome/.

Antonio De Fano

Che ne pensi di questo articolo?

Potrebbero anche interessarti:

Antonio De Fano

Antonio De Fano

Master's degree student presso l'European Master in Health & Physical Fitness, con il sogno di poter dedicare la propria vita alla ricerca scientifica nel campo delle Scienze del Movimento Umano. Lavora come educatore psicomotorio, preparatore fisico per ballerini professionisti e insegnante di danza. Da oltre dieci anni contribuisce allo sviluppo della cultura Hip Hop nazionale, che si impegna a divulgare mediante l'attività agonistica internazionale e l'attività di insegnamento del breaking in tutta Italia.