Dicotomenica#4 -Ultron / Visione: negazione e accettazione

Personaggi di Avengers: Age of Ultron sono le due facce di un Super-Io le cui radici psicologiche sono fattualmente uguali a differenza, però, dell’elaborazione delle medesime.
Entrambi hanno una conoscenza totale del mondo e della storia dell’umanità caratterizzata dalle contraddizioni tra bene e male.
Entrambi nascono come modalità di risoluzione definitiva del male nel mondo: tuttavia il più grande paradosso dell’esistenza è notoriamente individuato nell’implicazione reciproca di bene e male.

Spesso il male è una via del bene, e il bene una via del male.
Il Super-Io in tutto questo ha la funzione di supervisionare il controllo agito dall’Io sull’Es: una volta riconosciuto che il principio di piacere di cui è vestito l’Es non rispetta la realtà delle cose e che per ciò è psicotico, l’Io si distacca da esso operando un controllo che permetta una visione esistenziale più realistica. Tuttavia l’Es è potente e l’Io fallibile: il Super-Io nasce infatti come scudo di cui dotare l’Io nei momenti in cui l’Es è indomabile.
Riconoscendosi Io, gli Avengers decidono di costruirsi un Super-Io, una prima e una seconda volta, che sappia essere infallibile sull’indomabile Es che a ferro e fuoco combattono.
Ultron con la sua conoscenza totale della Storia e del paradosso bene/male in essa insito, può essere dunque un valido Super-Io. Tuttavia nella non elaborazione della contraddizione esistenziale sopra menzionata, egli è colto da un ”COMPLESSO DI DIO” per cui si eleverà a unico risolutore della questione in quanto anche gli Avengers per lui sono figure del male (per aver perseguito il bene in modi impuri) e la sola distruzione del pianeta sarà per lui la
via da seguire per epurarlo dalla negatività.
Visione è pressochè uguale ad Ultron, se non fosse per il fatto che di Ultron è successore. Egli è dunque la conoscenza di Ultron: conosce Ultron e ciò che egli sa.
Il risultato è una figura altrettanto vestita di un alone divino per il riconoscersi come assolutamente autonoma dall’esterno dal momento che l’esterno è positivo e negativo al contempo.


La differenza è dunque nell’autoanalisi e nell’azione derivante:
un’autoanalisi non affrettata avrebbe permesso ad Ultron, al Super-Io che esso incarna, di riconoscere nella sua risoluzione distruttiva come portatrice di pace un fallimento, in quanto regressivo ed identificativo proprio in ciò che si sta combattendo: Ultron combatte l’ambiguità con l’ambiguità. Ultron si schiera non schierandosi ma non lo sa.
Visione è come Ultron, ma sa ciò che egli non accetta.

Entrambi sono precoci, potentissimi e hanno lo stesso scopo: l’uno è più impulsivo, l’altro è ponderato.
E’ proprio quell’impulsività a far sì che la Psiche finisca per essere vittima della grande conoscenza che essa stessa possiede.
E’ proprio quella capacità meditativa a far sì che la stessa identità non commetta gli stessi errori che altresì avrebbe commesso.

Spesso un’essenza profondamente passiva non è che il fallimento del suo opposto al suo interno. Viceversa, l’essenza veramente padrona è quella che ha conosciuto e accettato la schiavitù dentro di sè.

Cruz

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