Vita da laureandi

Sono le 7 del mattino e non è suonata ancora nessuna sveglia, ma il tuo orologio biologico (o dovrei dire l’ansia biologica?) ti permette di aprire gli occhi. Non come tutte le persone normali, assonnate o desiderose di rimanere ancora un altro po’ a crogiolarsi tra le lenzuola. I tuoi movimenti sono rapidi e scattanti: ti alzi di balzo, pensi a ciò che ti attende nella giornata, l’ansia è crescente e, per colmarla, decidi di metterti all’opera.
Un caffè? No, la caffeina fa male. Un tè verde depurativo con qualche biscotto di farro andrà meglio.
Una colazione per mettersi all’opera, accompagnata dalla fatidica esplorazione dei siti universitari: “E beh, mi interessa sapere quanti sono i prenotati a quell’appello!”, “Ah, ma il prof quando decide di mettere i risultati?”. Tè verde depurativo e ansia, appunto.

Poi finalmente quando dopo aver fatto colazione, esserti data una rinfrescata e sistemata (anche se alcune teorie di studenti affermano che studiare puzzolenti e in pigiama è più efficace, chissà!), tua sorella si sveglia e ti racconta cose che tu non avresti mai potuto immaginare. Già, perché tu credi che la tua ansia si limiti a pervaderti durante le ore di veglia, e invece no. Devi fare i conti con una seconda vita che non ricordi e che puoi solo farti raccontare, il sonnambulismo.
Un giorno magari vi parlerò anche delle mie esperienze di sonnambulismo, pane quotidiano di chi dorme nella mia stessa stanza da ventidue anni ormai, ma ora non è il momento. Mi limiterò a raccontarvi del più recente episodio in cui, a detta di mia sorella, ho deciso all’improvviso di mettermi seduta sul letto, ho parlato una lingua sconosciuta (forse dovrei ricordarmi di aggiungere conoscenza dell’arabo sul curriculum!), all’improvviso ho iniziato a muovermi rapidamente per trovare il cuscino che, ahimè, era proprio tra le mie braccia. Dopo di che ho deciso di alzarmi, fare una passeggiata per la casa e ritornare noncurante nel letto. Tutto normale, mi direte? Vi invito a dormire con me nella mia stanza, allora!
Venuta a conoscenza di questi momenti di ilarità per la sottoscritta e angoscia per chi li sperimenta, mi dirigo verso quell’ammasso di libri, il mio programmino di ogni giorno ben studiato ed elaborato e così, tra ripetizioni ad alta voce, pause cibo tra un paragrafo e un altro, chiamate disperate a tutte le tue colleghe di corso, insegui quel traguardo chiamato…Laurea.
Il bello deve ancora arrivare, amici, ma ora scusate: devo tornare a studiare.

A presto con la prossima puntata, sempre su Psychondesk!

Calliope

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Palma Guarini

Palma Guarini

Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche, studentessa in Formazione e Gestione delle Risorse Umane. Spesso animata da uno spirito polemico ma innamorata del talento, dell'arte e dei sogni.