We can. I can: insieme contro il cancro

Cos’è il cancro?  quali sono i vissuti psicologici dei malati oncologici? cosa accade se il tumore si presenta in età evolutiva? esistono delle strategie per prevenire l’insorgere dei tumori nell’età evolutiva?

 

Il 4 febbraio si è celebrata la “Giornata mondiale contro il cancro”, sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo slogan scelto è stato: “We can. I can.” (Noi possiamo. Io posso), a indicare l’opportunità che tutti noi abbiamo di prendere parte alla battaglia contro il cancro.

 

“Per cancro, tumore, malattia neoplastica si intende un insieme di circa 200 malattie caratterizzate dalla crescita cellulare incontrollata, svincolata dai normali meccanismi di controllo dell’organismo” (Classificazione Internazionale delle Malattie per l’Oncologia – ICD-O).

 

La possibilità che una cellula normale “impazzisca” e inizi a proliferare in modo incontrollato dipende da una serie di fattori: interni (caratteristici delle cellule dell’organismo) ed esterni (legati sia all’ambiente di vita e di lavoro). La loro interazione, nel tempo, può determinare delle progressive alterazioni di tipo genetico, morfologico e funzionale portando alla formazione del tumore.

 

Dalla diagnosi alla remissione: vissuti psicologici

 

“Ho superato un tumore alla prostata aggressivo, ho smesso i trattamenti da mesi e tutti gli esami clinici vanno nella giusta direzione. Eppure sono depresso” (Dana Jennings, giornalista americano colpito dal cancro nel 2008)

 

Basandosi su numerose interviste a malati terminali, Elisabeth Kubler Ross (1976) ha elaborato un modello di adattamento alla diagnosi terminale articolato in cinque fasi:

 

  1. fase di rifiuto e isolamento o negazione (No, io no, non può esser vero);
  2. fase di collera (Perché proprio a me?);
  3. fase del venire a patti (Dio, te lo chiedo per favore…);
  4. fase della depressione;
  5. fase dell’accettazione e dell’abbandono.

 

La diagnosi di tumore è un momento che crea un forte shock nell’ammalato, così come nei suoi familiari. La maggior parte delle reazioni sono del tutto normali e simili nei vari pazienti. Solitamente oltre alla negazione, all’ansia e alla depressione, si presentano: la regressione (che si manifesta con una dipendenza verso un caregiver), la razionalizzazione (per poter gestire il carico emotivo) e un atteggiamento fatalistico (rassegnazione) (Alberisio, Roma, 2005).

 

E’ stato dimostrato che in alcuni casi i meccanismi di difesa posti in atto dal paziente, incidono sul decorso e quindi sulla prognosi della malattia e sul reinserimento nella vita di tutti i giorni (Mc Guire, 1979; Stoll, 1979).

 

 Malattia oncologica e vissuti psicologici in età evolutiva

 

 

Nonostante la giovane età dei malati oncologici, i vissuti psicologici che emergono sono molto simili a quelli degli adulti. Già con la scoperta della malattia i bambini e le loro famiglie sono sottoposti ad un cambiamento critico per la loro vita.

 

Anche in questo caso, spesso, al momento della diagnosi vi è un momento di shock, che evolve, generalmente, in uno stato di depressione o ansia durante il trattamento. Al termine delle cure, solitamente, vi è una riduzione dei vissuti ansiosi che, però, possono riemergere negli anni successivi, soprattutto se si ripresenta la malattia.

 

Purtroppo ancora molta strada c’è da fare, soprattutto perchè le cause scatenanti dei tumori pediatrici non sono sempre ben note, dal momento che lo stile di vita non sembra influire particolarmente in età evolutiva. Anche l’ipotesi dell’inquinamento ambientale è ancora debole  dal momento che gli unici tumori, che sembrano essere una diretta conseguenza, sono quelli alla tiroide.

 

In questi ultimi anni, comunque, numerose sono le associazioni che si stanno impegnando a fare ricerca in questo campo.

 

In ogni caso, siano i malati bambini, adolescenti o adulti, è fondamentale, per poter aiutare nel miglior modo possibile sia i malati che le loro famiglie, utilizzare degli approcci multidisciplinari in grado di controllare la malattia, le possibili recidive e i vissuti psicologico-emotivi.

 

Parole d’ordine: Educazione e Prevenzione

 

 

“L’uomo è ciò che mangia” (Feuerbach).

 

Con l’aumento dei cibi prodotti in maniera industriale e dei ritmi di vita spesso frenetici, sono aumentate anche molte patologie che prima erano poco presenti o inesistenti nella popolazione infantile.

 

Le raccomandazioni dei pediatri e dei vari specialisti sono ben note a tutti, ma purtroppo difficilmente si riesce a non cadere nelle trappole del cibo pronto e confezionato, colorato e invitante grazie alla miscela creata ad hoc di grassi, zucchero e sale.

 

Il primo passo è partire con una sana e ricca colazione. E’ importante che i bambini assumano le giuste calorie rispetto al loro fabbisogno quotidiano distribuite in maniera equilibrata in base ai pasti; spuntini e merendine dovrebbero essere poco calorici e ricchi dal punto di vista nutrizionale; il consumo di proteine animali e di carboidrati dovrebbe essere ridotto, mentre dovrebbero essere aumentate le porzioni di frutta e verdura.

 

Sarebbe opportuno non far mangiare i bambini davanti alla TV, bisognerebbe coinvolgerli maggiormente in attività all’aria aperta e si dovrebbe esporli il meno possibile ad ambienti poco salutari (ad esempio, genitori che fumano in casa).

 

Dott.ssa Nadia Ersilia Atzori

 

Bibliografia:

  • AIRTUM Working Group. Italian cancer figures, report 2014: Prevalenza e guarigione da tumore in Italia. Italian cancer figures, report 2014: Prevalence and cure of cancer in Italy. Epidemiol Prev 2014;38(6 Suppl 1):1-144.
  • Invernizzi, G., Beltrando, P., Bressi, C. (1990). Il malato oncologico e la sua famiglia: bisogni, risposta sociale e vita familiare, in Morasso G., Invernizzi G. (eds), Di fronte all’esperienza di morte: il paziente e i suoi terapeuti, Masson, Milano.
  • Morasso, G., Di Leo, S. (2001). Il vissuto del paziente e la relazione con gli operatori, in Bonetti M., Ruffatto MT. (eds), Il dolore narrato – La comunicazione con il malato neoplastico grave, Centro Scientifico Editore, Torino.
  • Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici (a cura di). 7° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. Roma, 2015.

 

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Nadia Ersilia Atzori

Nadia Ersilia Atzori

Mi muovo in ambiti della psicologia differenti. Una delle caratteristiche che mi contraddistingue è l’essere multitasking. Appassionata di crimini e psicopatologie, lavoro molto con i bambini ed in particolare con bambini con disturbi dell’apprendimento. Sono un’amante della lettura e negli ultimi tempi mi sto appassionando alla divulgazione scientifica attraverso seminari e incontri formativi.